“IL VOSTRO CORPO E' IL TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO”  (I Cor.6:19)

Lettura biblica: I Cor.3:9-17

 

 

 

1.    IL CASO DI IMMORALITA'

a)         Un membro della comunità di Corinto intratteneva una relazione illecita con la propria matrigna (I Cor.5:1).

b)         La testimonianza era fortemente compromessa soprattutto verso i novizi (Rom.14:l3)

c)         La nuova posizione morale ed etica del credente (I Cor.6:11; Ef.5:3-5)

d)         L'atteggiamento negativo della chiesa: presunzione, tolleranza, insensibilità (I Cor.5:2)

e)         L'esercizio della disciplina:

*     la necessità della disciplina (I Cor.5:2,6; I Tess.5:l4)

*     lo scopo della disciplina (I Cor.5:5; Ebr.12:11; I Tim.5:20)

*     la gradualità della disciplina: esortazione. ammonimento, riprensione, correzione, punizione, esclusione (Matt.18:15-17; II Tim.4:2)

Nota: per problemi di interpretazione del testo di I Cor.5:5 cfr. I Cor.11:30-32; II Cor.2:5-8.

2.    CONTENZIOSO E LITI TRA FRATELLI.

a)         I contrasti tra fratelli costituiscono un punto dolente e delicato (Col.3:12,13).

b)         Rappresentano un disonore ed uno scandalo quando degenerano in liti e, peggio ancora, in processi (I Cor.6:1).

c)         Ogni questione tra fratelli dovrebbe essere sempre affrontata, prima di tutto a tu per tu e comunque risolta sempre nel seno della comunità (Matt.18:15-17; I Cor.6:2-6).

d)         L'amore di Dio e la testimonianza dell'Evangelo dovrebbero consentirci di sopportare anche i torti e le ingiustizie che per questioni umane possiamo incontrare (I Cor.6:7,8).

e)         Meglio una causa persa nella chiesa che un vittoria legale nel mondo (Luca 6:29; II Cor.6:3-10).

3.    I CREDENTI: “TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO”.

a)         Per due volte l’apostolo Paolo definisce i credenti: "tempio di Dio":

*     l’intera chiesa è il “tempio di Dio” (I Cor.3:16,17)

*     ogni singolo credente è il “tempio dello Spirito Santo”  (I Cor.6:19)

b)         Il corpo umano non è da considerare vile e di poco valore (I Tess.5:23), in quanto:

*     è stato redento e riscattato dal Signore Gesù Cristo  (I Cor.6:20)

*     è parte del Corpo di Cristo (I Cor.6:15)

*     appartiene al Signore  (I Cor.6:13,19)

*     è dimora dello Spirito Santo (v.19)

*     dovrà essere tenuto in santità (I Cor.7:34; II Cor.7:l)

*     un giorno risorgerà e rivestirà l'incorruttibilità (I Cor.6:14; 15:42).

4.    FUNZIONE DEL MATRIMONIO E DEL CELIBATO.

a)         La purezza della vita sessuale prematrimoniale (I Cor.7:1-3)

b)         La necessità del matrimonio come prevenzione  morale, come completezza e soddisfazione reciproca (I Cor.7:2,9; Gen.2:18).

c)         La base ed il presupposto per un matrimonio felice e benedetto (I Cor.7:39; II Cor.6:14-16)

d)         Le esigenze e gli obblighi della vita matrimoniale:

*     intimità (I Cor.7:3-5)

*     fedeltà (Ebr.13:4)

*     indissolubilità (I Cor.7:lO,11; Matt.19:6)

e)         La condizione del coniuge credente rispetto al non credente (I Cor.7:l2-16; I Piet.3:1-2)

f)          Valutazione del celibato (Mat.19:10-12):

*     maggiori possibilità di servizio e di consacrazione (I Cor.7:32-35)

*     necessità del matrimonio per taluni ministeri (I Tim.3:2-5,12)

*     il celibato come dono o chiamata di Dio (I Cor.7:7,8)

*     rimane sempre una scelta libera, volontaria e cosciente ( I Cor.7:8,9,36,37).

 

 

LA COMPOSIZIONE DELL'OLIO PER L'UNZIONE SACRA

 

 

Lettura biblica:  Esodo 30:22-25; 37:29

 

        Dai succitati versi della Scrittura, apprendiamo che Dio ordinò a Mosè di considerare dei particolari aromi come "eccellenti", e gli ordinò di far comporre con questi aromi eccellenti "l'olio sacro dell'unzione".

        Questo doveva servire a consacrare a Dio, oltre il Tabernacolo con tutti i suoi arredi sacri (vv.26-29), anche degli uomini scelti da Dio per l'ufficio sacerdotale o come re per il Suo popolo (vedi Esodo 40:13-15; Levitico 8:12 e 21:12; 1 Samuele 10:1 e 16:1,12,13).

        Questa "consacrazione" che avveniva per mezzo della "sacra unzione", separava questi uomini da tutti gli altri come posizione, dava a loro una distinzione, una dignità particolare,  li assoggettava a Colui per il quale erano consacrati, e li rendeva idonei per un servizio speciale, voluto e preparato da Dio stesso.

        L'olio per la sacra Unzione era fatto con cinque elementi. Il numero "cinque" ha un significato simbolico nella Scrittura, rappresenta la debolezza e l'imperfezione umana fortificata e resa perfetta dalla grazia divina, e in tal modo resa efficace. Abbiamo alcuni esempi nella Bibbia che ci dichiarano questa realtà; eccone alcuni:

-   cinque soldati Israeliti mettono in fuga cento nemici  (Lev.26:8)

-   cinque pietre lisce vengono scelte per abbattere il gigante Golia (1 Sam.17)

-   cinque pani vengono utilizzati da Gesù per sfamare cinquemila persone (Giov.6:9)

-   cinque parole appropriate edificano più di diecimila (1 Cor.14:19)

Tutto questo sta ad indicare che "le cose deboli del mondo" al servizio del Signore, o nelle mani di Dio, "svergognano le forti" e Dio ha scelto le cose che non sono per ridurre a niente le cose che sono (1 Cor.1:27-29).

        La composizione di questo "olio" comandato da Dio era singolare, in quanto era formato da quattro incredienti aromatici definiti "eccellenti" che venivano aggiunti all'olio d'oliva, formando così una cosa sola, una cosa "Santa" (Esodo 30:32).

        Considerando l'ordine dato da Dio per questo "olio della Sacra Unzione", risalta all'occhio la tipica formula qualificativa dei diversi incredienti:

        1.  Mirra schietta (pura o vergine)

        2.  Cinnamomo odoroso

        3.  Canna odorosa

        4.  Cassia

        5.  Olio d'oliva

Questa specificazione di qualità, era estremamente importante per Mosè, gli dava modo di distinguerle. Non poteva sbagliarsi. Era perciò tenuto ad osservarlo scrupolosamente nei suoi diversi componenti e nei suoi singoli dettagli; e questo perchè potesse realmente servire per lo scopo per cui era fatto, ed essere in questo modo veramente una "COSA SANTA".

 

GLI AROMI  "ECCELLENTI"

     1.       MIRRA  SCHIETTA

        Risulta la prima delle sostanze aromatiche nella composizione dell'olio per la sacra Unzione. La mirra schietta è una resina tolta da un arbusto spinoso che cresce in Arabia.

Per avere questa gomma resinosa, bisogna ferire il fusto della pianta, e sotto l'ardente calore del sole di quei luoghi, la ferita si apre come una piaga, e da essa trasudano e scendono tante lacrime rossastre che, seccando si solidificano in tanti piccoli globuli irregolari, fragili, lucenti, dotati di forte odore aromatico e di sapore acro e amaro.

La "mirra" ci ricorda, ed è, il simbolo del dolore del nostro Signore Gesù, dei Suoi patimenti.

 

        Questa similitudine è molto espressiva nelle parole di Luca 22:44 "Ed essendo in agonia, Egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadevano in terra".

        Come abbiamo notato la mirra pura, o schietta, non viene prodotta senza l'afflizione o la sofferenza, così Gesù "è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo pace, è stato su Lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione" (Isaia 53:5).

        Nell'antichità la mirra era considerata anche come il profumo più prezioso; era riservato per i re e per le loro imbalsamazioni; era tenuto, quindi, come un dono regale di grande valore (vedi il dono dei Magi d'oriente in Matteo 2:11). L'apostolo Paolo parlando ai credenti di Corinto circa la liberalità cristiana, non può fare a meno di esprimere la realtà che il Dono più grande che l'uomo può ricevere è Gesù Cristo (2 Cor.9:15).

        Ancora oggi la "mirra" viene usata in medicina per le sue proprietà asettiche e caustiche. Questo ci parla del fatto che solo l'amore e la benedizione di Dio possono guarire e curare ogni ferita della vita terrena (2 Tim.1:7-12; Fil.2:5-8).

 

     2.       IL CINNAMOMO ODOROSO

        E' il secondo incrediente aromatico per la preparazione dell'olio per l'unzione sacra. Questo è una sostanza aromatica prodotta dalla corteccia interna di un albero che cresce solo in clima tropicale, e che appartiene alla famiglia dei lauri. E' un albero sempre verde e nel pieno sviluppo può raggiungere l'altezza di nove metri.

        Questa sostanza nascosta e profumata, rappresenta simbolicamente la vita interiore e intima del Signore Gesù nella Sua comunione con il Padre.

        Il numero tre è il simbolo della perfezione divina, e per tre volte la testimonianza di Dio è arrivata dai cieli per presentare la perfetta relazione che intercorreva tra Lui e il Suo Figliuolo nel quale si è compiaciuto.

        Possiamo dire che in tutte le circostanze, i pensieri segreti di Gesù, la sua vita nascosta agli uomini ma conosciuta appieno dal Padre, la sua preghiera  e la Sua comunione intima furono come una fragranza e un profumo soave a Dio.

 

     3.       LA CANNA ODOROSA

        La "canna odorosa che viene dal paese lontano" (Ger.6:20) è il terzo incrediente. E' anch'essa una umile pianta (Andropogon delle Indie, o Andropogon nardus) che dà un olio essenziale volatilizzabile di singolare fragranza. Ma per ottenere e sentire questo suo profumo, si deve spezzarla, deve essere rotta; è nel momento che si rompe che esala tutta l'intensità del suo profumo così piacevole e delizioso.

        Anche questa canna odorosa è simbolica; rappresenta l'abnegazione e l'umiltà di Cristo Gesù (Fil.2:7), e dà anche, in un certo senso, la misura di quanto è stato grato a Dio il profumo dell'offerta del Signore Gesù.

        Le canne sono principalmente piante di palude. Piuttosto alte e sottili, le canne sono mosse al più lieve soffio di vento, e in questo simboleggiano l'instabilità di proposito (Matt.11:7).

        Però nel linguaggio biblico, la canna simboleggia soprattutto la fragilità: Isaia 36:6; Ezec.29:6,7; Matt.12:20; e questo perchè si può romperla con facilità per il suo tronco vuoto. Ma questa sua particolare caratteristica, dà alla pianta quella flessibilità che la rende resistente ai venti e alle bufere.

        Le canne sono utili all'uomo, e a secondo della loro specie, secondo la grossezza, la loro resistenza e la loro flessibilità, servono per fabbricare canne da pesca, pifferi, bastoni, capanne per rifugio, verghe, ecc...; anticamente certe verghe servivano per misurare (erano lunghe tre metri). Inoltre la più antica carta da scrivere era fabbricata con una specie di canna detta: papiro.

 

        Gesù Cristo si spogliò della sua forma divina con tutta la gloria inerente (Isaia 6:1-3), passò volontariamente dalla posizione più eccelsa: quella di essere uguale a Dio per Maestà, Gloria e Potenza, a quella umiliante: di essere simile agli uomini. Nacque in una stalla "povero", fu un uomo "sprezzato"; e poi offerse il Suo corpo quale sacrificio per la redenzione dell'uomo. Egli fu inchiodato sulla croce, il Suo costato aperto, e dalle sue ferite uscì quel sangue che purifica ogni anima che si accosta a Lui.

        Come una "canna odorosa" Gesù esalò, col Suo ultimo respiro, tutta l'intensità del Suo immenso amore verso l'umanità, perduta e morta nei propri falli e nei propri peccati

         

     4.       LA  CASSIA

        Questo aroma veniva tolto dalla corteccia di un albero della famiglia dei lauri, molto simile al cinnamomo. L'albero, molto probabilmente, fu importato dalla Cina in Israele dai Tiri, e in Ezechiele 27:19 troviamo che la tribù di Dan ne fa commercio.

        La corteccia di questo albero è singolare per la facilità con cui si sfalda e si fende nella sua lunghezza a una pressione un pò forte; ma la composizione di questo aroma non è conosciuta, è piuttosto oscura, incerta.

        Questa "cassia", in ebraico Kiddah, tolto il passo di Ezechiele 27:19 , la troviamo menzionata solo in Esodo, in riferimento alla composizione dell'olio per l'unzione sacra, perchè la "cassia" del Salmo 45:8 è in ebraico "Keziah", profumo certamente prezioso, ma che non è mai stato identificato da alcun prodotto di pianta nota.

        La cassia simboleggia la Persona del Signore Gesù "piena di grazia e di verità" (Giov.1:14). Come l'albero che si sfalda, così le virtù di Gesù sono uscite da Lui, portando guarigione ai malati, ristoro e conforto ai travagliati e tormentati (Luca 6:19; 5:17; ecc...); e il "profumo" di questa Sua vita, del Suo ministerio, permea tutto l'Evangelo.

 

     5.       L'OLIO D'OLIVA

        L'olio d'oliva, quinto ingrediente della composizione, era l'elemento base per la quantità usata: un hin (circa litri 5,5) e anche perchè dava il nome a tutto il composto (Es.30:25).

        Vi sono in commercio, come lo erano anticamente, altri oli estratti da semi di diverse piante molto conosciute ed originarie dall'oriente; come: l'olio di lino, di arachidi, di girasole, di sesamo, di soia, ecc..; tutti oli commestibili, anche con un gradevole odore e sapore; ma Dio ordinò a Mosè di adoperare l'olio di oliva. Non doveva esserci altro tipo d'olio al Suo Servizio che questo, e non solo per l'Unzione Sacra, ma anche per le offerte "panatiche", e perfino: doveva servire ad illuminare il Luogo Santo.  Il significato di questa volontà divina è molto espressivo, infatti:

     a)  l'olio di oliva, come tutti sanno, viene tolto non dal seme, ma dal frutto dell'ulivo. Questa pianta è usata nella Bibbia come tipo di pace, di fertilità, di bellezza, di forza (Gen.8:11; Giud.9:9; Deut.8:8; Sal.52:8; Ger.11:16; Rom.11:17; Osea 14:6), e le caratteristiche dell'ulivo lo dimostrano pienamente:

-   l'ulivo è sempre verde, cresce lentamente, e può vivere centinaia di anni; porta ancora frutto quando il suo tronco, per l'invecchiamento, non è più che una corteccia vuota (Sal.92:14).

-    l'ulivo non cresce e non dà frutto nei posti dove dura il freddo, il gelo; ma se questo è dannoso alla sua vegetazione, non loè meno l'eccessivo calore; esso richiede piuttosto una temperatura mite e preferibilmente uniforme. Qualunque terreno, purchè non sia paludoso, gli può essere favorevole; ma prospera meglio se piantato dove può immettere le sue radici nelle fessure delle rocce (Deut.32:13).

-    Inoltre, il legno dell'ulivo è duro, è atto ad essere perfettamente levigato; non è soggetto a fendersi, nè ad essere rovinato dal tarlo.

        In molti posti si usa abbacchiare gli ulivi perne cadere i frutti; ma questo uso è molto nocivo all'albero, in quanto esso viene spogliato delle sue foglie e, in questo modo, si distruggono i germogli.

        Gli Israeliti che amavano questo albero pieno di significato, per non rovinarlo, scuotevano dolcemente le olive su un telo tenuto sollevato dal suolo.

 

        Ma per avere l'olio "verdeggiante" le olive erano colte a mano in settembre o ottobre; cioè prima di aver raggiunta la loro piena maturità, perchè il miglior olio si ottiene da frutti immaturi, il peggiore da frutti troppo maturi, raccolti durante l'inverno.

        Per l'estrazione di questo "primo" olio, gli ebrei usavano panieri o canestri che venivano dimenati dolcemente, essendo migliore l'olio che trasuda spontaneamente alla prima leggera pressione. La seconda e la terza compressione produce un olio di qualità inferiore.

     b)       L'olio d'oliva oltre che servire per condire i cibi per le sue proprietà nutritive, viene adoperato ancora oggi in medicina come balsamo, per le altre sue proprietà speciali lenitive e medicamentose. Infatti, può servire a curare delle piaghe, a lenire il dolore. Nella parabola del Buon Samaritano viene citato ed impiegato in questo modo (Luca 10:34).

     c)       Ma l'olio d'oliva ha anche una sua facoltà specifica che le è propria, ed è quella di mantenere inalterate le sostanze immesse, anche quelle che amalgama. Le sostanze non sono solubili in esso, anzi le conserva, e conserva pure, trattenendolo, il loro singolo profumo; conserva inalterato persino il loro sapore, e le isola dal contatto dei microorganismi della putrefazione che vivono nell'aria.

        Ecco perchè, nella composizione dell'olio per "l'Unzione Sacra", è richiesto l'olio d'oliva, per mantenere inalterati i vari ingredienti col proprio sapore, e con il loro singolo profumo.

        Tutto ciò ci fa riflettere e ci permette di affermare che, nella Scrittura, l'olio d'oliva è l'emblema, la figura simbolica della "ricca grazia" dello Spirito Santo.

        Naturalmente, il prodotto perfetto, per eccellenza, concepito, nutrito, unto dalla pienezza dello Spirito Santo, è il nostro Glorioso Salvatore Gesù Cristo (Matt.1:18; Luca 2:40; 3:22; 4:1,14,18). A Lui, lo Spirito Santo è stato dato pienamente, copiosamente, impregnandoLo appunto, in quanto: "in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità" (Col.2:9).

        L'hin, misura non di peso, ma di capacità, denota la proporzione avvenuta con gli altri ingredienti, che, combinati insieme, dovevano produrre la glorificazione suprema di Gesù Cristo.

        Tale è la meravigliosa Personalità del nostro amato e adorato Signore Gesù Cristo, nella luce gloriosa della rivelazione che la Parola di Dio ci dà.

 

IL PESO DEGLI AROMI

        Gli Ebrei usavano di solito delle misure di capacità per solidi: gli omer, gli efa, lo staio. ecc...; ma il Signore ordinò a Mosè di pesare gli aromi dell'olio per l'unzione sacra, e di adoperare come "peso" il siclo (in ebraico: shekel) il cui nome significa appunto "peso", e questo peso era una moneta.

        Vi erano sicli d'argento e sicli d'oro. Il siclo d'argento era del valore di venti oboli o ghere (Lev.27:25); ed è proprio con questo siclo che il Signore ordinò di pesare gli aromi, specificando che fosse un "siclo di Santuario", il quale non aveva un valore diverso dal siclo comune, era solo un siclo di "peso giusto" e in tutto conforme al tipo conservato nel Santuario.

 

        Il peso di questi aromi, per la composizione richiesta da Dio a Mosè, non doveva essere tutto uguale. Infatti abbiamo:

-  MIRRA e CASSIA : 500 sicli ciascuno

-  CINNAMOMO ODOROSO e CANNA ODOROSA : 250 sicli ciascuno.

        Siccome nella Scrittura ogni cosa ha la sua ragione d'essere, anche per questo particolare si è  voluto ricercare il suo profondo significato. Infatti:

 

1.  500 sicli di "MIRRA" sono pari a 100 volte 5 sicli.

-   Di 5 sicli era il prezzo che Dio aveva stabilito agli Israeliti per il riscatto dei loro primogeniti, i quali Gli appartenevano (Esodo 13:2,13,15; Num.3:13).

-   Il numero 100 nella Bibbia è simbolo di abbondanza (Matt.19:29; 13:8).

    Così, i 500 sicli di mirra, ci parlano del "prezzo" della grande sofferenza che Gesù pagò, con la Sua vita, come prezzo di riscatto per "molti" (Matt.20:28; 1 Tim.2:6; Gal.3:13; 1 Pietro 1:18).

 

2.   250 sicli di "CINNAMOMO ODOROSO" sono pari a 50 volte 5 sicli

-   Di 50 sicli era il prezzo che Dio aveva stabilito per la estimazione di un voto di un uomo (Lev.27:3).

-    Gesù ha votato Sè stesso per la causa di Dio contro il peccato (Giov.10:17,18; Ebr.2:17; 4:15). egli ha adempiuto i Suoi voti  (Salmo 22:25) nel modo più perfetto: nel deserto durante i 40 giorni della tentazione (Luca 4); nell'adempimento della Legge nel corso della Sua vita come Figliuolo dell'uomo (Matt.5:17); e nel compiere la volontà di Dio come il perfetto Servitore (Isaia 50:5,6; Matt.26:67; 27:26-31).

      Così al termine di questa Sua vita santa, pura, Gesù potè dire agli uomini: "il principe di questo mondo viene, e non ha nulla in Me"; e a Suo Padre: "Io Ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che Tu mi hai data a fare " (Giov.14:30,31; 17:4).

 

3.   250 sicli di "CANNA ODOROSA" sono pari a 50 volte 5 sicli

      Nella Scrittura il numero 50 è il simbolo della Soivrana Grazia Divina (la Pentecoste, il Giubileo); ed è questo numero che moltiplica i 5 sicli d'argento che sono il prezzo del riscatto per il primogenito. Perciò i 250 sicli di "canna odorosa" ci parlano della infinita grazia di cui il Signore è stato largo con gli uomini nel venire su questa terra per prendere il posto del peccatore nel castigo del suo peccato. Egli, il Puro, il Santo, l'Eccelso, è diventato "l'uomo di dolore, familiare col patire" (Isaia 53:3).

 

4.   500 sicli di "CASSIA" sono pari a 10 volte 50 sicli

      Anche il numero 10 è simbolico. Rappresenta il diritto divino assoluto su tutto e su tutti (Lev.27:30-32; Aggeo 2:8; Ezec.18:4; Luca 19:13,17).

      Questo diritto assoluto è molto chiaro nella testimonianza divina della Sua volontà data a conoscere agli uomini anche solo con i "10 comandamenti" che è la legge morale di Dio per gli uomini, e le "10 piaghe d'Egitto", quale terribile giudizio avvenuto per la disubbidienza alla volontà di Dio, negando il Suo diritto.

      Moltiplicando questo numero 10 con i 50 sicli che sono il prezzo stabilito da Dio per l'estimazione di un voto di un uomo, abbiamo come prodotto i 500 sicli di "cassia". Pertanto questi ultimi rappresentano l'espressione completa della testimonianza di Dio a tutti gli uomini dell'accettazione dell'offerta del Suo Unigenito e diletto Figliuolo per la Redenzione del mondo (Giov.12:47; 6:51; 16:28; 3:16-19).

 

CONCLUSIONE

        Nella composizione degli aromi, per l'olio dell'unzione sacra, abbiamo anche l'espressione gloriosa della personalità di Gesù definita nei quattro Evangeli:

     1.       LA MIRRA SCHIETTA                 -           EVANGELO DI MATTEO

        L'eccellenza della Persona del Re dei re, il Signore dei signori. Quindi il Suo diritto regale su tutti, acquistato a "caro prezzo".

     2.       IL CINNAMOMO ODOROSO      -            EVANGELO DI MARCO

        L'Eccelso Servitore. Quindi il Suo servizio perfetto per compiere un'opera "perfetta".

     3.       LA CANNA ODOROSA                -   EVANGELO DI LUCA

        La perfetta umanità di Gesù nella sua integrità e purezza, appunto "odorosa di santità".

     4.       LA CASSIA                                  -            EVANGELO DI GIOVANNI

        L'eccellenza Divina della Sua Persona gloriosa, rivelata agli uomini nella "gloria della Sua grazia".

     5.       L'OLIO D'OLIVA, ci rappresenta il "CONSOLATORE" che rivela e dona la consolazione: GESU'  (Cantico dei Cantici 1:3).


LA COLOMBA

 

        E’ stato detto che “le parole sono spesso un veicolo zoppo per esprimere la verità. Nel migliore dei casi, esse rivelano solo a metà e per metà nascondono le profondità del pensiero”. Sembra che Dio ha scelto di illustrare con dei simboli ciò che altrimenti, a causa della povertà di linguaggio, non avremmo mai potuto conoscere.

        La Bibbia ci presenta lo Spirito Santo con dei simboli per esprimere le particolarità del Suo carattere e della Sua opera.

        Uno dei simboli più conosciuti dello Spirito Santo è quello della colomba. E’ il simbolo della bellezza e gentilezza della personalità dello Spirito Santo (Matteo 3 :16 ; 10 :16 ; Cantico dei Cantici 6 :9-10).

1. La colomba è pura per natura

        La colomba è un animale pulito ed è fra quegli animali che potevano essere sacrificati. Nell’usare questa similitudine la Parola di Dio dichiara la purezza dello Spirito Santo e della Chiesa. Naturalmente la purezza della Chiesa è legata all’azione efficace dello Spirito Santo nel:

a)         Beatificare nella Grazia (Atti 6:5,8) - Lo Spirito Santo è Colui che plasma il carattere del credente fino a renderlo perfetto per la gloria (Atti 7:56).

b)         Santificare nella verità (Giovanni 14:17; 17:17) – E’ lo Spirito Santo che vivifica la Parola per operare nel cuore del credente la santificazione.

c)         Fruttificare nella vita (Galati 5:22). Lo Spirito Santo non è soltanto Colui che dona il frutto, ma ne è il produttore e il generatore. Che tipo di frutto genera lo Spirito Santo:

q           Il frutto della luce e della conoscenza del Signore (Efesini 5:8-9);

q           Il frutto della giustizia e della pace (Isaia 32:17; Giacomo 3:18);

q           Il frutto dell’umiltà e della mansuetudine (Proverbi 22:4);

q           Il frutto della santità e della consacrazione (Romani 6:12,22);

q           Il frutto della lode e dell’adorazione (Ebrei 13:15);

q           Il frutto di anime salvate e condotte alla verità (Proverbi 11:30; Daniele 12:3)

q           Frutti degni del ravvedimento (Matteo 3:8).

d)         Qualificare nella santificazione (I Pietro 1:2). Ci elegge, ci rende preziosi, ci purifica.

Tramite questa azione così varia, ma pure così unica ed efficace noi possiamo essere resi simili alla Colomba (Spirito Santo), nella nostra natura.

2) La colomba è semplice e gentile in maniere

        Quando Gesù inviò in missione i Suoi discepoli disse loro che dovevano essere “semplici come colombe” (Matteo 10:16). Semplicità nella sua disarmante volontà di non offendere.

a)         Senza fiele. Questo volatile ha una particolarità fisica: non produce fiele, è quindi senza risentimento e senza vendetta (Atti 8:23); chiunque è lontano da Dio e non possiede lo Spirito Santo è sotto la tirannia e l’azione perversa del fiele del mondo: il peccato.

b)         Di natura aristocratica. Il frutto dello Spirito è dolcezza (gentilezza). Lo Spirito Santo è un GENTILSPIRITO, produce gentiluomini e gentildonne. Nei tempi antichi un gentiluomo era una persona altolocata, un aristocratico.

3) La colomba è costante in amore

(Cantico dei Cantici 5 :12) – Un’enciclopedia, nel commentare questa azione della colomba, afferma che essa non agisce come tutti i volatili ingerendo l’acqua alzando il proprio collo allo stile dei gargarismi, ma beve senza togliere mai lo sguardo dall’acqua, quasi a stabilire un filo diretto con questo elemento essenziale. Cristo e lo Spirito Santo hanno fissato il loro sguardo sui redenti e non lo distolgono mai. Noi pure dobbiamo fissare il nostro sguardo su Cristo, per l’aiuto dello Spirito Santo, e non distoglierlo mai da Lui.

q          La monogamia della colomba. La colomba è il simbolo dell’affetto e dell’amore più puro perché è un animale monogamo e in certo qual senso geloso. Così pure l’amore di Dio per noi è un amore esclusivo, unico, e lo Spirito Santo è l’espressione di questa intimità unica e particolare. Il Suo amore è come l’aria: fresca e pura; come il sole: caldo e piacevole; come le montagne: forte e protettivo; come il vento: purificatore e refrigerante; come la linfa: nutriente e produttiva.

4) La colomba è particolare nel suo nutrimento

        La colomba si ciba soltanto di farinacei ed in particolare di grano.

q          Non si ciba di carogne. Il corvo che fu mandato fuori dell’arca non tornò a Noè perché probabilmente aveva trovato dei cadaveri con i quali cibarsi, e quindi si accontentò di rimanere fuori. Ma la colomba dovette tornare indietro fino a quando non poté cibarsi correttamente.

q          Distribuisce il cibo. Il cibo che la colomba trova lo distribuisce ai suoi piccoli in uguale misura. Lo Spirito Santo desidera distribuire il cibo della Parola di Dio a tutti i redenti correttamente e secondo il bisogno di ognuno.

q          L’azione del nutrimento. Un cibo particolare solo per noi (I Pietro 1:11-12). Un cibo che ci permette di agire (II Pietro 1:21). La parola sospinti significa: una forza che agisce al di sopra di noi. E’ tradotta anche “essere guidati”, come lo era Paolo, ma può significare anche “trasportato” e lo troviamo anche nella storia dei quattro che trasportarono il loro amico paralitico dinanzi alla presenza di Gesù, calandolo giù dal tetto (Marco 2). Infine è tradotto anche “soffiare con potenza” come lo Spirito Santo si manifestò nel giorno di Pentecoste.

5) La colomba è potente nelle ali

        Anche se il suo aspetto sembra debole, la colomba è in realtà un animale forte : la sua forza è nelle ali che la portano al sicuro, lontana dai predatori (Salmo 55 :6).

q          Lo Spirito Santo ci spinge dove possiamo essere di testimonianza (Atti 8:40);

q          Ci solleva verso le sfere più alte per comprendere meglio (Ezechiele 3:14);

q          Ci conduce verso la gloria di Dio (II Corinzi 12:1-4).

6) La colomba è meravigliosa nel suo piumaggio

        (Salmo 68 :13). La colomba è bella per il suo candore e noi siamo stati resi candidi dal sangue di Cristo Gesù. La colomba è bella quando dimora nel colombario. E’ nella chiesa che lo Spirito Santo ci rende belli ed attraenti.

7) La colomba, inoltre, è socievole nelle sue abitudini

        Il profeta Isaia nel descriverci le abitudini della colomba dice : “... come colombi verso le loro colombaie” (60 :8), riferendosi alle colombe che lasciano le aperture nelle rocce per ritornare dall’immigrazione verso casa. Come la colomba è un volatile sociale, così lo Spirito Santo ama la società dei redenti. Egli viene a noi da quella roccia aperta che è Cristo ed “intercede per noi con sospiri ineffabili” (Romani 8 :26,27). Inoltre, Egli desidera:

q          Abitare con noi (Giovanni 14:16);

q          Comunicare con noi (II Corinzi 13:14);

q          Gioire con noi (I Tessalonicesi 1:6).

Queste tre azioni suggeriscono il fatto che lo Spirito Santo agisce come il Consolatore per assistere, guidare e rallegrare il credente durante il suo pellegrinaggio su questa terra.

Conclusione

Queste sette caratteristiche della colomba, quale simbolo dello Spirito Santo, ci parlano del fatto che l’opera dello Spirito Santo si manifesta con gentilezza, amabilità, dolcezza, purezza, innocenza , pazienza e forza. Così deve essere anche la nostra vita cristiana (Romani 12 :9-16).

Giuseppe Conserva

 

 

 

 

 

 


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