LA GRANDE TRIBOLAZIONE

Dopo aver visto cosa accade nel cielo, nel "giorno di
Cristo", dopo la "parousia", vediamo, ora, cosa accade sulla terra nel
"giorno del Signore".
Che cosa accadrà sulla terra dopo il rapimento? La Parola di Dio sintetizza questo periodo usando il termine: "Grande Tribolazione" chiamato, nell'Antico Testamento "giorno di vendetta" di Dio, in netta antitesi con il "giorno di Cristo" (Bema e nozze dell'Agnello)
Isaia 61:1,2 "Lo spirito del Signore, di Dio è su di me, perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio".
Sarà questo un periodo di grande distretta Geremia 30:5-7 "Così parla il Signore: "Noi udiamo un grido di terrore, di spavento e non di pace. Informatevi e guardate se un maschio partorisce! Perché dunque io vedo tutti gli uomini con le mani sui fianchi come una donna che partorisce? Perché tutte le facce sono impallidite? Ahimè, perché quel giorno è grande; non ce ne fu mai altro di simile; è un tempo d'angoscia per Giacobbe; ma tuttavia egli ne sarà salvato".
Dal momento della separazione di Adamo ed Eva dalla presenza di Dio, il genere umano ha vissuto la tribolazione a causa del peccato e della malvagità
Romani 8:20-23 "Perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l'ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo, infatti, che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo".
Tutti gli uomini quindi sono tribolati e gli eletti, sotto certi aspetti lo sono ancora di più per la loro identificazione con Cristo come attestano i seguenti versetti biblici:
Giovanni 15:18 "Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me".
Giovanni 16:33 "Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo".
Giovanni 17:14 "Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo".
L'umanità vive nella tribolazione ma con il termine "Grande Tribolazione" vogliamo intendere un periodo di gran lunga più difficile, denso di giudizi e malvagità che precederà l'Apocalisse di Cristo
Matteo 24:21 "Perché allora vi sarà una Grande Tribolazione, quale non v'è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà".
Saranno tempi davvero difficili in cui la cattiveria e la malvagità raggiungeranno il culmine
2Timoteo 3:1 "Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili".
Il termine con cui questo periodo è stato definito, rivela il carattere ineluttabile di un periodo d'ira, d'indignazione, di guai, di distruzione, di desolazione, di punizione. La Parola di Dio ci lascia comprendere che la "Grande Tribolazione" avrà la durata di sette anni.
Tuttavia, se Dio permette tutto ciò, sicuramente avrà uno scopo. La Bibbia dice che la disciplina viene esercitata da Dio a volte in modo duro e drastico, ma serve per richiamare l'attenzione degli uomini e condurli a ravvedimento
Ebrei 12:7-11 "Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga? Ma se siete esclusi da quella correzione di cui tutti hanno avuto la loro parte, allora siete bastardi e non figli. Inoltre abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo forse molto di più al Padre degli spiriti per avere la vita? Essi infatti ci correggevano per pochi giorni come sembrava loro opportuno; ma egli lo fa per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità. É vero che qualunque correzione sul momento non sembra recar gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa".
Cosicché, anche nella "Grande Tribolazione", Dio offrirà agli uomini di poter ritornare a Lui per avere la vita eterna, anche se pare che essi non approfitteranno affatto di questo appello d'amore neanche in un simile periodo
Apocalisse 9:20,21 "Il resto degli uomini che non furono uccisi da questi flagelli, non si ravvidero dalle opere delle loro mani; non cessarono di adorare i demòni e gli idoli d'oro, d'argento, di rame, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare. Non si ravvidero neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie, né dalla loro fornicazione, né dai loro furti".
In realtà la Grande Tribolazione deve portare il rimanente di Israele a convertirsi e a prepararsi a ricevere il Messia-Re che ritornerà con la Sua Chiesa
Daniele 12:1-4 "In quel tempo sorgerà Michele, il grande capo, il difensore dei figli del tuo popolo; vi sarà un tempo di angoscia, come non ce ne fu mai da quando sorsero le nazioni fino a quel tempo; e in quel tempo, il tuo popolo sarà salvato; cioè, tutti quelli che saranno trovati iscritti nel libro. Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per un'eterna infamia. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia risplenderanno come le stelle in eterno. Tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro sino al tempo della fine. Molti lo studieranno con cura e la conoscenza aumenterà".

IL RAPIMENTO AVVERRÀ PRIMA O DOPO LA GRANDE TRIBOLAZIONE?
La Bibbia insegna che la Chiesa sarà rimossa prima dell'inizio della Grande Tribolazione. Le ragioni sono le seguenti:
Quando consideriamo la natura e la chiamata della Chiesa, nel programma divino non possiamo credere che questa passerà per la Grande Tribolazione, infatti, "Ekklesia" significa "chiamati fuori". Il testo greco di Apocalisse 3:10 dice esattamente: "Io ti guarderò fuori dall'ora del cimento" il che, nell'espressione apocalittica, non indica altro se non la Grande Tribolazione.
Se la Chiesa passasse per la Grande Tribolazione la Scrittura incoraggerebbe ad una falsa speranza (Tito 2:11-13).
Nella parabola delle vergini quelle che erano pronte, entrarono immediatamente nella sala delle nozze e non nella Grande Tribolazione (Matteo 25:6).
Nell'Apocalisse abbiamo una visione panoramica degli eventi futuri e la Chiesa appare in cielo prima della Grande Tribolazione (Apocalisse 4:1-5).
Nell'Antico Testamento abbiamo le analogie tipologiche che insegnano il rapimento della Chiesa prima della Grande Tribolazione:
Enoc rapito prima del diluvio:
Noè risparmiato dal diluvio;
Lot liberato dal giudizio di Dio su Sodoma. Prima di distruggere Sodoma, I'angelo sterminatore fece uscire Lot e lo diresse verso un luogo di rifugio, ma la moglie avendo guardato indietro subì la morte insieme con gli empi. Sodoma fu dunque sottoposta al giudizio subito dopo la partenza di Lot, poiché non si trovarono nella città più di dieci giusti. Anche quaggiù, dopo il rapimento della Chiesa avverrà la stessa cosa. Allora la Grande Tribolazione piomberà sugli empi e sui falsi credenti i quali, come la moglie di Lot saranno rimasti indietro per aver esitato a separarsi dal mondo.
È evidente però che la Chiesa non sfuggirà a tutti i giudizi. Pietro afferma che il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio (1Pietro 4:17). Il rapimento stesso é una forma di giudizio per coloro che restano, ma se Dio comincia da noi, vuol dire che non saremo condannati col mondo (1Corinzi. 11:32).
I giudizi della tribolazione sono chiamati: "L'ira dell'Agnello" (Apocalisse 6.16). La Chiesa non é destinata ad ira (Romani 5:9; 1Tessalonicesi 1:10) ma aspetta Gesù come il suo Sposo per celebrare le nozze dell'Agnello (Apocalisse 19.7-9). Del resto come potremmo rialzarci e rallegrarci avendo davanti a noi la prospettiva della tribolazione? (Luca 21:28). Vegliando e pregando sarà possibile sfuggire a tutte queste cose (Luca 21:36).
Che la partenza della Chiesa segni il principio della Grande Tribolazione è infine convalidato dalla seguente riflessione. Paolo annuncia che in questo mondo i credenti sono gli ambasciatori di Dio che supplicano i peccatori a riconciliarsi con Lui (2Corinzi 5:20). Quando gli ambasciatori incaricati di proporre la pace sono licenziati ed oltraggiati, il loro governatore li richiama e la guerra incomincia. Quando Dio avrà richiamato i Suoi ambasciatori, allora si scatenerà la terribile repressione che terminerà col trionfo definitivo della Sua causa.
Da tutti i passi che abbiamo finora riportati, possiamo comprendere che il rapimento della Chiesa avrà luogo prima della Grande Tribolazione. Tuttavia Dio non vuole che ci addormentiamo, sicuri come siamo di sfuggire a tutti i giudizi della fine. Egli vuole incoraggiarci a guardare all'avvenire con allegrezza, in vista della promessa di una sicura liberazione. Ma ci ricorda che il giudizio comincerà dalla casa di Dio e che questo giudizio potrà essere spaventevole.
Su quali argomenti si basano coloro che pensano che la Chiesa sarà rapita dopo la Grande Tribolazione? Taluni sostengono che nelle profezie non è descritto alcun intervallo fra il rapimento della Chiesa e l'apparizione del Cristo con essa, per giudicare il mondo. Ecco le ragioni che essi presentano:
Affermano: Molti passi del Nuovo Testamento sovrappongono, al ritorno del Signore, la ricompensa dei giusti ed il castigo degli empi, senza fare distinzioni quanto al tempo. Per esempio, secondo Matteo 13:30 e 41-43, alla fine del mondo la zizzania sarà gettata nel fuoco, mentre il grano sarà ammassato nel granaio. Secondo Matteo 24:22, 29-31, gli eletti saranno radunati anche dopo i giorni d'angoscia cagionati dalla tribolazione. Paolo dice che Dio riserva per il giorno del Suo giusto giudizio la vita eterna agli uni e lo sdegno della Sua ira agli altri (Romani 2:5-9). Cristo apparirà dal cielo per dare il riposo ai credenti e il castigo eterno agli increduli (2Tessalonicesi 1:6-10).
RISPOSTA. Un simile procedimento era già usato nell'Antico Testamento. Troviamo spesso sovrapposte in uno stesso passo le due venute di Gesù Cristo (cfr. Isaia 9:5-6; 61:1-2; Zaccaria. 9:9-10; Malachia 3:1,2 ecc.). In realtà esse sono separate da quasi duemila anni. Una valida ragione per pensare che quei passi del Nuovo Testamento che appaiono ravvicinati come la liberazione della Chiesa e il giudizio finale delle nazioni sono in realtà separati l'uno dall'altro da soli tre anni e mezzo della tribolazione. Impieghiamo quest'immagine: in distanza due vette di una catena di montagne appaiono unite, mentre in realtà sono separate da una profonda valle. Così sono le profezie.
Affermano: In 2Tessalonicesi 2:1-8, Paolo accenna che il Signore non apparirà e che noi non ci riuniremo con Lui prima della manifestazione e della distruzione dell'Anticristo .
RISPOSTA. I Tessalonicesi erano turbati perché credevano che il Signore fosse già venuto ed essi erano stati lasciati indietro. Perciò Paolo si rivolgeva a loro con queste parole. Inoltre l'espressione Paolina: "Colui che ora lo ritiene" é riferita alla Chiesa, tempio dello Spirito Santo. Quando essa sarà rapita, lo Spirito Santo avrà perduto la Sua abitazione quaggiù. Il male allora sarà scatenato e l'uomo del peccato sarà per un poco di tempo l'unico padrone apparente della situazione e darà inizio alla Grande Tribolazione.
Affermano: L'Apocalisse non avrebbe più nessun interesse per la Chiesa se questa dovesse essere rapita prima di quegli avvenimenti. Si aggiunge che l'Apocalisse è scritta per la Chiesa e non può concernere solamente un tempo in cui essa non sarebbe più sulla terra.
RISPOSTA. Noi crediamo che l'ultimo libro della Bibbia sia stato scritto per i credenti d'ogni tempo. La profezia ha spesso degli adempimenti ciclici; ciò vuol dire che diverse realizzazioni parziali delle predizioni possono succedersi in diverse epoche, con ritmo tuttavia crescente. Durante ogni epoca difficile, i credenti hanno potuto trarre grandi consolazioni e salutari avvertimenti dalle pagine dell'Apocalisse. Ciò non impedirà ai credenti della fine, prima o dopo il rapimento, di trovarvi maggior forza e più luce di quanto non abbiano potuta trarre tutti quelli delle epoche precedenti.
Affermano: Paolo dice ai Tessalonicesi: "Verremo insieme con loro rapiti a incontrare il Signore nell'aria" (1Tessalonicesi 4:17). Sembra che la parola qui adoperata voglia significare: "Andare incontro a qualcuno per ritornare poi in sua compagnia". La stessa parola è adoperata riguardo alle vergini che vanno incontro allo Sposo (Matteo 25:6) ed anche riguardo ai fratelli che da Roma vanno incontro a Paolo per rientrare con lui nella città (Atti 28:15).
RISPOSTA. Questa espressione, si dice, non vuol significare che si rimanga con la persona che si è andati ad incontrare lontani dal luogo in cui essa è attesa. È possibile ma è pure certo che la durata della tribolazione è molto breve per il Dio dell'eternità e che la Chiesa ritorna veramente con Gesù sulla terra, dove Egli è atteso.
Affermano: È vergognoso che dei veri soldati di Cristo studino sempre la maniera in cui potrebbero evitare di soffrire per il loro Maestro. I primi discepoli erano felici di essere reputati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù (Atti 5:41). Paolo diceva:"Vi è stato dato, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui" (Filippesi 1:29). Perché allora, si domandano alcuni, Dio non permette che la Chiesa attraversi la tribolazione? Essa ha subito nel corso dei secoli indescrivibili persecuzioni sia da parte dei Giudei che dalla Roma pagana e papale. La Chiesa sarà dunque privata dell'onore di provare al Signore la sua devozione in quel momento cruciale? Gli eroi dell'Apocalisse "non hanno amato la loro vita, anzi l'hanno esposta alla morte" (Apocalisse 12:11). I cristiani d'oggi sarebbero forse meno coraggiosi e non reclamerebbero il privilegio di partecipare alla più grande delle battaglie, in cui i soldati più valorosi e fedeli saranno i più necessari e dove il trionfo sarà glorioso più d'ogni altro? Voler promettere alla Chiesa il regno e la gloria senza la croce, sarebbe come dar prova di uno spirito palesemente carnale.
RISPOSTA. In questa focosa obiezione v'è qualcosa di molto giusto. Si è troppo abusato della dottrina del rapimento per far credere ai cristiani che essi non soffriranno e che saranno accolti malgrado il loro pessimo stato spirituale. È facile vedere quello che c'è di spregevole e di vergognoso in un simile atteggiamento. Ma se lasciamo parlare la Scrittura, vediamo subito che la sofferenza tocca ogni credente e qui egli ha l'occasione di dimostrare la propria fedeltà per il Signore, prima del rapimento. Ciò che conta più di ogni altra cosa è che noi siamo pronti al rapimento che presto o tardi avverrà.
LA DURATA DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE

Ancor prima che Gesù annunziasse questo terribile periodo della storia dell'umanità, il profeta Daniele ne dava la profezia con precisione
Daniele 9:24-27 "Settanta settimane sono state fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo. Sappi dunque e comprendi bene: dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino all'apparire di un unto, di un capo, ci saranno sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazza e mura, ma in tempi angosciosi. Dopo le sessantadue settimane un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. Il popolo d'un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un'inondazione ed è decretato che vi saranno devastazioni sino alla fine della guerra. L'invasore stabilirà un patto con molti, per una settimana; in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore".
Come comprendere questo passo? Cerchiamo di porre delle parentesi all'interno delle quali inserire una corretta interpretazione del testo di
Daniele 9:24-27 "Settanta settimane sono state fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo. Sappi dunque e comprendi bene: dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino all'apparire di un unto, di un capo
(si sta parlando di Neemia) ci saranno sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazza e mura, ma in tempi angosciosi. Dopo le sessantadue settimane un unto sarà soppresso
(quest'unto è ovviamente Cristo), nessuno sarà per lui. Il popolo
(i Romani) d'un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario
(il generale Tito, con il suo esercito, nel 70 d.C., distrusse
Gerusalemme); la sua fine verrà come un'inondazione ed è decretato che vi saranno devastazioni sino alla fine della guerra. L'invasore stabilirà un patto con molti
(entra ora in scena l'anticristo) per una settimana; in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore".
Forse ora il testo comincia a diventare più comprensibile. La traduzione letterale del termine "settanta settimane" è "settanta settenari". Questo può significare tanto "giorni", quanto "anni". Ma si tratterebbe di giorni o di anni? È evidente che il termine "settenario" si riferisca ad un periodo di sette anni, in altre parole, la "settimana profetica". Daniele era occupato nella lettura dei libri e nella preghiera riguardo ai settanta anni della deportazione in Babilonia
2Cronache 36:20 "Nabucodonosor deportò a Babilonia quanti erano scampati alla spada; ed essi furono assoggettati a lui e ai suoi figli, fino all'avvento del regno di Persia affinché si adempisse la parola del Signore pronunziata per bocca di Geremia), fino a che il paese avesse goduto dei suoi sabati; difatti esso dovette riposare per tutto il tempo della sua desolazione, finché furono compiuti i settant'anni".
Durante questo studio dei libri, l'angelo Gabriele rivelò a Daniele ciò che sarebbe avvenuto in settanta settenari, cioè in 490 anni. Il verso 24 descrive ciò che deve accadere in questo periodo
Daniele 9:24 "Settanta settimane sono state fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo".
Da questo verso notiamo gli avvenimenti che ci riguardano:
a. Far cessare la perversità.
b. Mettere fine al peccato.
c. Espiare l'iniquità.
d. Stabilire una giustizia eterna.
e. Sigillare visione e profezia.
f. Ungere il luogo santissimo.
È molto importante ricordare sempre che queste cose si riferiscono al popolo di Daniele e alla santa città di Gerusalemme e non ai Gentili. Esistono tre principali interpretazioni riguardo alle settanta settimane di Daniele. Vediamole insieme:
PRIMA INTERPRETAZIONE
Collega le settanta settimane a Cristo ed alla Sua opera di salvezza. Si afferma che dalla pubblicazione dell'editto di ricostruzione di Gerusalemme, cioè a partire dal settimo anno di Artaserse Longimano (457 a.C.) fino al ristabilimento di Gerusalemme, vi sono state sette settimane. È seguito un periodo di 62 settimane (434 anni) non meglio precisate. Sommando questi anni, si ottiene 483 anni da contare dal 457 a.C. e che giungono fino al battesimo di Gesù. In quel momento comincerebbe la settantesima settimana che adempie le motivazioni di
Daniele 9:24 "Settanta settimane sono state fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo".
Infatti, dopo settantadue settimane, "un unto sarà soppresso" e questi, "in mezzo alla settimana", rinsalderà un patto con molti, (i credenti), mettendo fine ai sacrifici ed alle oblazioni dell'Antico Testamento. Per quel che riguarda la seconda metà della settimana, Cristo ha esercitato un ministerio particolare verso Israele mediante il Suo Spirito, finché Stefano non fu lapidato e con esso avvenne il rigetto del messaggio divino. Tra quelli che sostenevano una simile interpretazione vi era anche Martin Lutero.
SECONDA INTERPRETAZIONE
La seconda interpretazione, simile a questa, sostiene che l'ultima settimana segue immediatamente le 69 precedenti. Accettando questo punto di vista, sorge il problema che la distruzione di Gerusalemme, che ebbe luogo nel 70 d.C. ad opera di Tito, si verificò molto tempo dopo il termine della settantesima settimana.
TERZA INTERPRETAZIONE
La terza interpretazione collega le settanta settimane, all'apparizione dell'anticristo ed alla sua fine. Robert Anderson considerava il verso di
Luca 19:42 "Oh se tu sapessi, almeno oggi, ciò che occorre per la tua pace! Ma ora è nascosto ai tuoi occhi".
Mettendo a confronto "questo giorno" (la domenica), con l'anno d'inizio del ministerio di Gesù, Robert Anderson affermava: "Nessun anno in tutto il periodo della storia antica è più esattamente definito di quello dell'inizio del ministerio pubblico del nostro Signore.
Secondo l'Evangelista Luca "l'anno decimoquinto dell'imperio di Tiberio Cesare" (Luca 3:1). Ora, l'imperio di Tiberio Cesare, cominciò il 19 Agosto dell'anno14 d.C. e non vi è alcun dubbio su questa data. Inoltre, l'evangelista comunica anche i nomi di sei uomini pubblici che occuparono posti eminenti in quell'anno decimoquinto di Tiberio e di ognuno di essi si sa che disimpegnò in realtà il posto che gli era stato assegnato durante l'anno di cui ci occupiamo. Siccome la prima Pasqua del ministerio del Signore fu quella di Nissan dell'anno 29, la data della passione è così fissata dalla Scrittura. Conforme all'usanza giudaica, il nostro Signore salì a Gerusalemme l'8 di Nissan, di Venerdì. Avendo passato il sabato precedente in Betania, com'è detto nei Vangeli, entrò nella città il giorno seguente. La data Giuliana di questo 10 di Nissan è la domenica 6 Aprile del 32 d.C. Di quanto è allora il periodo trascorso da che uscì il decreto per riedificare Gerusalemme fino alla venuta dell'unto, del capo? Esso va dal 14 Marzo 445 a.C. al 6 Aprile 32 d.C. (quando entrò in Gerusalemme). L'intervallo fu esattamente di 173.880 giorni, ossia sette volte sessantanove anni profetici di 360 giorni.
Dal 445 a.C. fino al 32 d.C. sono 476 anni, cioè 173.740 + 116 giorni per gli anni bisestili. Dal 14 Marzo sono 24 giorni. Dunque, 173.740 + 116 + 24=173.880 che equivale a 69X7X360 (da: "Il profeta Daniele, pag. 152). Tra i sostenitori di quest'interpretazione troviamo il commentatore Scofield.
La settantesima settimana è distanziata dalle 69 precedenti da un periodo di tempo non noto agli uomini, che è il tempo della Chiesa. Sarà al ritorno di Cristo per la Chiesa, che inizierà quest'ultima settimana e decorrerà fino al ritorno di Cristo con la Chiesa. Considerato che i precedenti 69 settenari sono composti esattamente di sette anni ciascuno, anche quest'ultimo periodo sarà di sette anni.
La Parola di Dio divide la Grande Tribolazione in due parti di tre anni e mezzo ciascuno
Daniele 9:27 "L'invasore stabilirà un patto con molti, per una settimana; in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore".
Altre volte troviamo citazioni come queste ad indicarle:
Un tempo (un anno) dei tempi (almeno due anni), la metà di un tempo ovvero tre anni e mezzo Apocalisse 11:2 "Il cortile esterno del tempio, lascialo da parte e non lo misurare, perché è stato dato alle nazioni, le quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi".
Milleduecentosessanta giorni, ovvero tre anni e mezzo dell'anno sabbatico, composto da 360 giorni Apocalisse 12:6 "Ma la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, per esservi nutrita per milleduecentosessanta giorni".
Il fratello Gaetano Montante, pastore della Chiesa di Crotone, in un suo studio, così sintetizza la Grande Tribolazione:
Ancor prima che Gesù annunziasse questo terribile periodo della storia dell'umanità, il profeta Daniele ne dava la profezia con meticolosa precisione (Daniele 9:20-27). L'espressione "settanta settimane" indica "settanta settenari", dove per "settenario" si intende un periodo di sette anni e sarebbe la cosiddetta settimana profetica. L'angelo Gabriele rivela a Daniele ciò che sarebbe accaduto nell'arco di tempo compreso in settanta settimane. Questo brano di Daniele ha trovato diverse interpretazioni; da parte mia desidero collegare la profezia di Daniele con l'avvenimento della Grande Tribolazione, perché mi sembra l'interpretazione più coerente con la storia biblica. Ora in pratica occorre notare che la profezia di Daniele ci presenta 70 settimane come periodo per concludere la storia di Israele con la "apokalupsis", ovvero la venuta del Re-Messia (Daniele 9:24), ma divide la profezia in tre periodi:
Le sette settimane (verso25a) annunciano la venuta di un unto, di un capo, cioè di Neeemia che avrebbe iniziato a ricostruire Gerusalemme (dopo 49 anni).
Le sessantadue settimane (verso 25b, 26) che seguiranno parlano di periodi difficili che vedranno, alla fine, un "unto soppresso", cioè Cristo che muore per i peccati dell'umanità; Ciò avverrà per opera di "un popolo d'un capo che verrà" cioè dell'imperatore Tito e dei romani che crocifiggeranno il Signor Gesù (passano altri 434 anni).
L'ultima settimana (verso 27), cioè sette anni, introduce un personaggio che farà un patto con Israele e che nella metà di questa settimana, cioè 3 anni e mezzo, porrà fine ai sacrifici ed alle offerte per commettere cose abominevoli: costui è l'Anticristo della Grande Tribolazione! L'espressione "in mezzo alla settimana", cioè 3 anni e mezzo, corrisponde con alcune espressioni dell'Apocalisse (Apocalisse 11:2; 12:6,14).
Secondo alcuni calcoli fatti da studiosi della Bibbia le prime 69 settimane (7+62) ci portano dal periodo di Daniele alla morte di Cristo alla croce, mentre tra la 69ma settimana e la 70ma settimana c'è un intervallo di tempo che è appunto la dispensazione della grazia che si concluderà con la "parousia", per dare inizio così alla 70ma settimana: la Grande Tribolazione.
Perché Dio è così preciso? Egli vuol farci comprendere che rimane il Padrone assoluto degli avvenimenti che si svolgeranno ed anche se la coalizione diabolica sarà potente, questa non potrà fissare i limiti che Dio ha imposto. La prima parte della Grande Tribolazione sarà meno difficile della seconda ed è una grazia il fatto che Dio tiene tutto sotto controllo ed "abbrevia" quei giorni per gli eletti
Matteo 24:22 "Se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati".
Inoltre la Grande Tribolazione ha uno scopo, infatti, Dio utilizza richiami sempre maggiori, allo scopo di guadagnare l'amore e la fiducia degli uomini
Ebrei 12:7,8 "Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga? Ma se siete esclusi da quella correzione di cui tutti hanno avuto la loro parte, allora siete bastardi e non figli".
Non dobbiamo considerare la Grande Tribolazione come una bolgia per i dannati che pregustano i dolori dell'inferno. Vero è che Dio è giusto, ma Egli offre sempre delle opportunità agli uomini per ricredersi delle loro posizioni e tornare a Lui. Purtroppo ripetutamente è sottolineato nel libro dell'Apocalisse che gli uomini non si ravvedranno per dare gloria a Dio:
Apocalisse 9:20,21 "Il resto degli uomini che non furono uccisi da questi flagelli, non si ravvidero dalle opere delle loro mani; non cessarono di adorare i demòni e gli idoli d'oro, d'argento, di rame, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare. Non si ravvidero neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie, né dalla loro fornicazione, né dai loro furti".
Apocalisse 16:9-11,21 "E gli uomini furono bruciati dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha il potere su questi flagelli e non si ravvidero per dargli gloria. Poi il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia. Il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro ulcere, ma non si ravvidero dalle loro opere. E cadde dal cielo sugli uomini una grandine enorme, con chicchi del peso di circa un talento; gli uomini bestemmiarono Dio a causa della grandine; perché era un terribile flagello". In Apocalisse è descritto l'annuncio dell'evangelo eterno a tutti quelli che vivono durante quei sette anni difficili. È l'ultimo messaggio di grazia Apocalisse 14:6-13 "Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante il vangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Egli diceva con voce forte: "Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l'ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque". Poi un secondo angelo seguì dicendo: "Caduta, caduta è Babilonia la grande, che ha fatto bere a tutte le nazioni il vino dell'ira della sua prostituzione". Seguì un terzo angelo, dicendo a gran voce: "Chiunque adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano egli pure berrà il vino dell'ira di Dio versato puro nel calice della sua ira; e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all'Agnello". Il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli. Chiunque adora la bestia e la sua immagine e prende il marchio del suo nome, non ha riposo né giorno né notte. Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. E udii una voce dal cielo che diceva: "Scrivi: beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono".
Chi potrebbe pertanto accusare Dio d'irresponsabilità e d'ingiustizia? In tempi simili di ostinazione, d'idolatria e di estrema corruzione, sembrerebbe che Dio ha fallito. Ma un popolo di fedeli, perseguitato dall'anticristo, recepisce quest'appello. Il vero scopo della Grande Tribolazione è portare il rimanente d'Israele a convertirsi a Dio e preparare quella nazione a ricevere il Messia-Re. Israele ritornato in Palestina non segue la fede dei padri. Dovrà essere sottoposto alla prova della tribolazione per permettere a Dio di realizzare il Suo scopo Ezechiele 20:34-38 "Vi condurrò fuori dai popoli, vi raccoglierò dai paesi dove sarete stati dispersi, con mano forte, con braccio disteso e con furore scatenato; vi condurrò nel deserto dei popoli e verrò in giudizio con voi a faccia a faccia; come venni in giudizio con i vostri padri nel deserto del paese d'Egitto, così verrò in giudizio con voi, dice Dio, il Signore; vi farò passare sotto la verga e vi rimetterò nei vincoli del patto; separerò da voi i ribelli e quelli che mi sono infedeli; io li condurrò fuori dal paese dove sono stranieri, ma non entreranno nel paese d'Israele e voi conoscerete che io sono il Signore". Questo aspetto profetico è presentato anche da Amos 3:2 "Voi soli ho scelti fra tutte le famiglie della terra; perciò vi castigherò per tutte le vostre trasgressioni".