TESTIMONIANZA DI ANNOSCIA LUCIA

Mio figlio piccolo, di 19 anni, è stato il primo a convertirsi ed a portar il Vangelo in casa mia. La sua conversione non fu accolta bene da me, anzi divenni la sua nemica dichiarata. Insieme a mio marito, abbiamo cercato in tutti i modi di fargli cambiare idea. A volte lo umiliavamo soprattutto alla presenza di fratelli e sorelle che venivano a trovarlo a casa. Il mese successivo alla sua conversione, decise di battezzarsi in acqua e di questa scelta voleva renderne partecipe la famiglia. Questa sua decisione portò ad una frattura completa. Dopo quest’avvenimento, partì per lavoro a Milano. Tenni con lui dei contatti telefonici, ma anche epistolari. Un giorno però gli dissi: “Ti prego non scrivermi più lettere che mi parlano solo di Gesù preferisco sentirti solo per telefono”. Così per alcuni mesi andò avanti fino a quando, in primavera, a trecento metri da casa, fu installata una tenda evangelistica e mio marito decise di andarci. Quella sera rispose all’appello della salvezza, andò avanti, s’inginocchiò sulla briciolina e dette il suo cuore al Signore. Da quel giorno non lasciò più la Chiesa. I giorni successivi alla “nuova nascita” di mio marito, in casa scoppiò la guerra. Fino ad allora mio marito era un uomo abbastanza abitudinario: si alzava la mattina molto presto, andava a lavorare, tornava alle due del pomeriggio, pranzava, riposava e quando si svegliava, accendeva la televisione e lì consumava i suoi due pacchetti di sigarette. Dopo la conversione continuava lo stesso a lavorare, tornava ugualmente alle due del pomeriggio, riposava, ma quando si svegliava il suo unico desiderio era quello di andare in Chiesa. Mi consultati con mio figlio primogenito, con mia figlia sul da farsi, ma non vedevo una soluzione. Decisi però ugualmente di fargli guerra. Quando mio marito si svegliava dal suo riposo pomeridiano, non trovava più ora le scarpe, ora i pantaloni perché gli e li nascondevo per non farlo andare in Chiesa. Un giorno mio figlio convertito mi chiamò al telefono e mi disse: “Mamma cerca il Signore, Lui si farà trovare”. Risposi in dialetto: “Se anche il Cristo dovesse scendere dalla croce e dovesse dirmi che questa è la via, io non lo seguirò mai perché questa è la religione dei miei genitori”. Una sera inveii violentemente contro mio marito: sembravo sull’orlo della follia. Urlando, gli disse: “Scegli, o me o la Chiesa. Se scegli quest’ultima devi andartene via da casa”. Mio marito disse: “Sappi che io continuerò a servire il Signore. Vedo che stasera sei fin troppo agitata e vado a dormire, ma domani andrò in Chiesa”. Dopo qualche ora lo raggiunsi a letto e scoprii che dormiva profondamente. Lo guardai e dissi: “Dov’è finito l’uomo che ho conosciuto”? Il sonno tardava ad arrivare. Allora scesi dal letto, andai nella mia stanza, piegai le mie ginocchia e per la prima volta, cercai il Signore e gli dissi: “Se veramente tu sei un Dio che parla, rivelati nella mia vita fammi capire che cosa devo fare”? In quel momento mi sentii avvolta da una presenta strana, ma tanto rassicurante ed una voce parlò al mio cuore in modo chiaro e forte: “Questa è la via cammina per essa”. Era un versetto biblico del profeta Isaia che non avevo mai letto, perché mai avevo letto la Bibbia. Il giorno dopo, non dissi nulla a mio marito, ma avevo una gioia traboccante nel mio cuore. Quando arrivò l’ora del culto dissi a mio marito: “È l’ora del culto che aspetti? Farai tardi”. Mio marito non credeva alle sue orecchie. Non solo lo invitai ad andare in Chiesa, ma c’era tutto: le scarpe, i pantaloni, la camicia. Mio marito afferrò ogni cosa e uscì di casa. Quando giunse nella Chiesa pensò che lo avrei raggiunto per fare una scenata pubblica e per questo si sedette all’ultimo banco, ma non avvenne nulla di tutto questo. La domenica successiva, dissi a mio marito: “Io vengo con te in chiesa” e mio marito temendo una scenata si sedette con me all’ultimo banco. Non solo non accadde nulla di spiacevole, ma da quel giorno non ho lasciato più la Chiesa. Dio mi ha battezzato nello Spirito Santo e con zelo servo l’Eterno. Le promesse del Signore sono veraci: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la casa tua”. A distanza di anni, continuo a proclamare la bontà e la fedeltà del Signore! A Lui la gloria.



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