IL CONTESTO BIBLICO

CIBI - BEVANDE - PASTI - BANCHETTI

Il regime alimentare degli ebrei era molto semplice ed era costituito principalmente da : pane, olive, latte e derivati, frutta, verdure, pesce e poca carne.

 1. CIBI

Il pane :

- era il cibo fondamentale che potava sostituire un pasto : tre quarti del popolo si cibava di pane solamente (I Sam.28:22);
- era talmente essenziale che Gesu' parlò di sè come del "pane della vita" (Gv.6:35);
- il grano stesso era mangiato crudo o tostato (Lc.6:1; I Sam.17:17);
- il pane era sacro e veniva preparato con cura dalle donne : raccolto, macinato, impastato (con o senza lievito) e cotto ogni giorno (Gen.18:5-6; Mt.13:33);
- non veniva tagliato, ma spezzato; di qui l'espressione "spezzare il pane" (Mt.14:19; At.20:7);

Legumi e verdure :

- lenticchie, fagioli e fave erano i legumi più usati (Ez.4:9);
- porri, cipolle, agli, cetrioli, meloni e zucche erano anche comuni (Num.11:5).


Il latte :

- si usava di capra, di pecora, di mucca e di cammello (Pr.27:27);
- una parte era fatta fermentare (yogurt), una parte era scremato e battuto (burro), una parte lavorato e stagionato (formaggi); (Gen.18:8; I Sam.17:18; II Sam.17:29);


 Carne e pesce :

- in Israele si mangiava poca carne sia perché cibo di lusso, sia per le proibizioni della Legge (I Re 5:2-3; Gen.18:7; nella figura a sinistra il      pranzo della Pasqua);
- si utilizzava carne di vitello, capra, pecora, pollo, volatili : arrostita o lessa (Neh.5:18; I Sam.2:13-15);
- il pesce nelle qualità consentite, era anche molto comune (Lc.11:11; Gv.21:9-11).


Il miele :

- era usato come dolcificante in quanto non conoscevano lo zucchero (Giud.14:8-9);
- lo si ricavava da appositi alveari o da posti naturali: era consumato, offerto ed esportato (Deut.32:13; Gen.43:11; Ez.27:17);


Il sale :

- usato come condimento, proveniva soprattutto dalla zona del mar Morto o mar Salato (Giob.6:6);
- era utilizzato per conservare il cibo, aveva proprietà medicinali, serviva per le offerte sacrificali (II Re 2:19-22; Lev.2:13);
- quando il sale perdeva la sua salinità era sparso sulle strade o nei cortili per ridurre la scivolosità nella stagione invernale (Mt.5:13); 

Cibi vari :

- Olive: consumate fresche e trasformate in olio (Lev.2:5);
- Fichi: si mangiavano freschi o secchi (I Sam.25:18);
- Uva: consumata fresca, come uva passa o trasformata in vino (I Cro.12:41; Gen.9:20-21);
- Melagrane, carrube, locuste, mandorle e pistacchi (Deut.8:8; Lev.11:22; Gen.43:11). 

2. BEVANDE

- Aceto: una mescolanza di vino ed acqua fatta inacidire (Mt.27:48);
- Fiele : una bevanda inebriante ed anestetica che leniva il dolore (Mt.27:33-34);
- Vino : ricavato dall'uva e talvolta tagliato con spezie (Pr.23:29-31);
- Cervogia : una bevanda alcolica liquorosa fatta con datteri ed altri frutti, simile alla birra (I Sam.1:15 vers.Diodati). 

3. PASTI (ordinari)

- gli ebrei preparavano due pasti al giorno: uno lo mangiavano verso le ore 12 ed uno la sera verso le ore 18 (pasto principale) (Lc.14:12);
- il capo di casa (o il profeta se c'era) ringraziava il Signore a voce alta prima e dopo i pasti (I Sam.9:13);
- i cibi si prendevano con le mani senza posate; di qui la necessità di lavarsi le mani prima e dopo (Mc.7:2-4). I Farisei ne fecero un pesante rituale (Mt.15:2-3; 20);
- tutti sedevano per terra ed attingevano dallo stesso piatto, posto su una stuoia centrale poco piu' alta (Mt.26:20-23); 

 4. BANCHETTI (Speciali)

generalmente si tenevano di sera ed erano preceduti da due invitati: il primo per annunciare, il secondo per informare che tutto era pronto (Lc.14:16-17);
- gli invitati erano pregati di partecipare e talvolta costretti (Lc.14:21-22);
- il posto d'onore era alla destra del padrone di casa, quello piu' umile vicino alla porta del piano sottostante (Lc.14:8-10);
- mangiavano coricati sul fianco sinistro su dei divani posti intorno ad un tavolo circolare, con il capo vicino al seno del vicino e con i piedi all'indietro (Amos 6:4; Gv.13:23; Lc. 7:37-38);
- dapprima ciascun invitato riceveva la sua porzione secondo il suo grado: più tardi tutti mangiavano dallo stesso piatto (Gen.43:34; Mc.14:20);
- il padrone di casa offriva l'ultimo "boccone" all'ospite per manifestare amore e rispetto: così fece Gesu' verso Giuda (Gv.13:23-26);
- partecipare ad un banchetto era motivo d'onore: esserne esclusi era terribile perché si rimaneva al di fuori, al buio (Mt.22:1-4;12-13);
- prendere parte ad un invito alludeva alla felicità della gloria celeste, paragonata all'angoscia di coloro che saranno rigettati da Dio (Lc.14:15; Mt.8:11-12).


ATTIVITA' GIORNALIERE

Le attività giornaliere nell'ambito della famiglia erano molto semplici e ben ripartite;
- gli ebrei si alzavano molto presto il mattino in modo da utilizzare al massimo le ore di sole (Prov.31:15);
Generalmente:
- gli uomini ed i figli più grandi si recavano al lavoro nei campi;
- le donne si occupavano dei lavori domestici;
- i figli più giovani badavano agli animali (I Sam.16:11); 

1. MACINATURA DEL GRANO

era compito delle donne e richiedeva molto lavoro: era umiliante per l'uomo (Giud.16:21);
- la macina era costituita da due dischi di pietra dai 30 ai 50 cm. con un perno verticale di legno sulla pietra inferiore ed un largo foro centrale su quella superiore;
- attraverso il foro superiore si inseriva il grano o l'orzo e con due maniglie verticali si girava la pietra superiore e si macinava il grano riducendolo in farina (Mt.24:41);
- il rumore della macina era segno di abbondanza e di prosperità (Ger.25:10); 

2. LA COTTURA DEL PANE

- si impastava con acqua la farina e si disponeva la pasta su pietre piatte riscaldate o su un piatto di terraglia, posto in posizione rovesciata sopra il fuoco (Gen.18:6);
- se si voleva lievitare il pane, si mescolava alla pasta fresca un po' di quella avanzata del giorno precedente (lievito): tutto l'impasto era poi lasciato lievitare accanto al fuoco e poi cotto sul fuoco (Mt.13:33; Os.7:4);
- si ricavavano così biscotti, pani sottili, pagnotte più spesse e ruote di pane (Gv.6:9; Giud.7:13); 

3. LA SPESA AL MERCATO

- era un'operazione quotidiana in quanto, dato il clima caldo, non era possibile conservare il cibo per più di un giorno senza essiccatura o salatura (Mt.6:11);
- ci si recava dal fornaio, si acquistavano verdura, legumi e frutta (Ger.37:21; Ez.4:9);
- il mercato era anche luogo di incontro, di dialogo e di scambi vari (Mt.11:16-17); 

4. L'ATTINGITURA DELL'ACQUA.

- all'alba, nel pomeriggio ed alla sera le donne facevano il rifornimento dell'acqua (Gen.24:11);
- Gesù chiese dell'acqua alla donna perchè l'uomo non ne attingeva: l'ora era insolita per la donna (Gv.4:6-7);
- l'acqua era attinta dal pozzo o dalla sorgente con secchi, brocche ed otri, caricati sulla spalla, sulla testa o sul fianco (Gv.4:28; Gen.24:15);
- particolare era l'uomo che trasportava acqua: fu prescelto da Gesù per ospitare la Pasqua (Mc.14:13-14); 

5. LA FILATURA E LA TESSITURA

- La donna preparava vestiti per la famiglia ed articoli da vendere tessendo personalmente (Prov.31:13,21,22,24);
- filava la lana delle pecore del lro gregge, utilizzando la rocca ed il fuso: l'ago era fatto di osso tagliato e spaccato (Prov.27:26; 31:19, Mc.10:25);
- la donna virtuosa provvedeva abiti per sé e per i suoi cari (Pr.31:10?12; I Sam.2:18,19); 

L'OSPITALITA' 

1. IL DOVERE DELL'OSPITALITÀ

- l'ospitalità era ritenuta un sacro dovere almeno per tre motivi:
· l'esperienza penosa della vita nomade (Salmo 107:4?9);
· le prescrizioni della Legge Mosaica (Lev.19:33-34);
· la speranza di ospitare angeli (Ebr.13:2);
- esistevano vari tipi di ospiti:
· ospiti amici: conosciuti, stimati, cari (Lc. 11:5-6);
· ospiti forestieri o di passaggio: visitatori occasionali (Gen.18:1);
· ospiti nemici o stranieri: rifugiati presso la propria casa (Rom.12:20);
- gli Ebrei non gradivano mangiare da soli (Giob.31:16-17) ed era grave disubbidienza rifiutare di condividere il cibo con i bisognosi (Is.58:7);
- negare ospitalità significava cacciare via (Mt.10:14);
- per i cristiani primitivi dare ospitalità era essenziale, anzi amavano praticare la "philoxenia"(amore per gli altri) (I Pie.4:9; At.16:15,33-34);
- pranzare assieme era segno di amicizia o mezzo per riconciliarsi (Gen. 26:30; Gv.21:12-13); 

2. L'ACCOGLIENZA DELL'OSPITE.

- se qualcuno entrava nella casa di un altro era sotto la protezione di quella famiglia e perfettamente al sicuro (Gen.19:8; Sal.23:5);
- innanzitutto ci si salutava augurandosi reciprocamente la pace (Lc.10:5?7);
- in Israele si praticavano tre tipi di saluto:
- quello verbale o con un cenno della mano (Giov.20:19);
- lo scambio del bacio, segno di intimità (Mt.26:48-49; Rom.16:16);
- l'inchino davanti ad ospiti di onore (Gen.18:2-3);
- Si adempivano poi i preliminari che seguivano l'arrivo dell'ospite (Lc.7:44-47):
- il togliersi le scarpe;
- il lavaggio dei piedi;
- l'unzione del capo;
- l'offerta dell'acqua (Mt.10:42); 

3. LA SISTEMAZIONE DELL'OSPITE

- una persona invitata a dormire, normalmente non era lasciata sola: con lei dormivano altri membri della famiglia (Gen.19:1-2);
- l'ospite poteva dormire assieme alla famiglia ospitante ovvero sul tetto della casa (I Sam.9:26);
- l'ospite di passaggio talvolta era convinto a passare lì la notte o a trattenersi qualche giorno (Giud.19:4?7);
- per Eliseo fu costruita un'apposita stanzetta per ospitarlo meglio (II Re 4:8?11);
- tutta la famiglia si metteva, a disposizione dell'ospite (Gen.19:3); 

4. IL BANCHETTO PER L'OSPITE

- provvedere ai pasti o organizzare un banchetto era parte importante dell'ospitalità: era segno di pace, amicizia e rispetto (Gen.26:28?30);
- ogni ambasciata o notizia anche negativa, doveva essere riferita dall'ospite prima del pasto (Gen.24:32-33);
- un patto o un'alleanza stipulata durante un pasto, diveniva vincolante (Gen.31:53-54; Gios.9:14-15);
- l'ospite principale sedeva alla destra del padrone di casa ed il secondo ospite alla sua sinistra (Mc.10:35?37);
- il pasto era abbastanza elaborato. Prevedeva l'aperitivo, tre portate ed un dessert: comprendiamo dunque perché Marta desiderava essere aiutata nel preparare per circa 15 persone (Lc.10:38?40);
- durante il pasto i più ricchi organizzavano un intrattenimento che consisteva in poesie e recitazioni con accompagnamento di musica e danze (Amos 6:4?7);
- al termine del pasto si dedicava molto tempo alla conversazione (Lc. 7:40); 

5. LA PARTENZA DELL'OSPITE.

- era ritardata il più possibile: andarsene presto era segno di insoddisfazione o addirittura era ritenuto un insulto (Lc. 24:29; Giud.19:6?9);
- prima che l'ospite ripartisse, il padrone di casa scriveva il suo nome e quello del forestiero su una tavola di legno o di pietra o su una tegola, che poi tagliava e scambiava con l'ospite. Quando si sarebbero rivisti, se le tavolette combaciavano, l'amicizia era ritrovata e rinsaldata più di prima (Ap.2:17; 3:12); 

VOTO ? NAZIREATO ? DIGIUNO

1. IL VOTO

 Era la promessa solenne fatta a Dio di offrire se stesso a Lui o parte del proprio patrimonio o di rinunciare ad un piacere lecito (Num.30:3);
- nessuno aveva l'obbligo di fare voti, era necessario usare prudenza: ma, una volta pronunciato, vi era l'obbligo dell'osservanza (Deut.23:22?24);
- si ricorreva al voto quando ci si trovava in condizioni difficili o per accompagnare e rafforzare una richiesta fatta al Signore (Gen.28:20?22; Giona 1:16);
- non poteva essere oggetto di voto ciò che già apparteneva al Signore, né il danaro guadagnato con azioni illecite (Lev.27:26; Deut.23:19);
- votare se stesso al Signore significava dedicarsi al servizio del santuario (I Sam.1:10-11);
- solo colui o colei che poteva disporre liberamente di se poteva fare un voto: il padre o il marito potevano sciogliere il voto imprudente del figlio o della moglie (Num.30:4?9);
- in generale un impegno sacro era da rispettare (Prov.20:25). Era possibile però commutare il voto in un'offerta di danaro (a tale scopo si faceva una stima preliminare del voto), oppure era possibile sciogliere il voto offrendo quanto stimato più un quinto e recando un sacrificio espiatorio (Lev.27:1?7,14,15,19);


2. IL NAZIREATO.

- si chiamava "nazireo" (dall'ebraico "nazar", appartare, consacrare) un israelita di sesso maschile o femminile che avesse fatto voto dì consacrarsi per un certo tempo al Signore: la tradizione fissò un limite minimo di 30 gg. (Num.6:1-2);
- col voto di nazireato, l'uomo offriva se stesso a Dio (Num.6:8). Era chiamato "il grande voto" o "voto speciale" e si fondava su una speciale chiamata di Dio (Giud.13:5; Amos 2:11); 

Sansone, uno dei nazirei più conosciuti

- Il nazireo era tenuto a (Num.6:1?7):
· lasciarsi crescere i capelli;
· astenersi dal vino e da ogni bevanda alcolica;
· guardarsi da qualsiasi contatto con cadaveri. Se il nazireo si contaminava, doveva offrire sacrifici di purificazione e ricominciare da capo il nazireato (Num.46:9?12);
Terminato il tempo del nazireato, per ritornare alla vita normale era, necessario offrire (Num.6:13?20):
o un agnello in olocausto;
o una pecora per espiazione;
o un montone per ringraziamento;
o un paniere dì pani e focacce azzime;
o i propri capelli assieme al sacrificio di ringraziamento;
- ultimo nazireo sembra sia stato Giovanni Battista (Lc.1:15); 

3. IL DIGIUNO

Per digiuno s'intende l'astensione dal cibo e dalle bevande per un tempo più o meno lungo: era praticato come esercizio di penitenza (Is.58:39);
- durava generalmente un giorno da sera a sera, ma:
o Ester e Mardocheo digiunarono per tre giorni (Ester 4:15-16);
o gli abitanti di Iabes digiunarono sette giorni per Saul (I Sam.31:13);
o Daniele digiunò per tre settimane (Dan.10:2-3);
o Mosè digiunò per 40 giorni (Deut.9:9?11);
La Legge prescriveva solo un giorno di digiuno per tutti il giorno delle Espiazioni (Lev.23:26?28);
- il singolo israelita o tutta la nazione potevano però digiunare in presenza di circostanze eccezionali quali:
o l'invasione delle cavallette (Gioele 1:10);
o l'imminenza di grandi battaglie (Giud.20:26);
o la situazione politica e spirituale dei paese (Ger.36:9);
o la morte di una persona cara (II Sam.1:11-12);
- anche i Niniviti (abitanti di Ninive, capitale dell'Assiria) praticarono il digiuno quale segno di pentimento (Giona 3:5?8);
- naturalmente il digiuno, per essere efficace, doveva essere legato ad un'autentica conversione al Signore (Is.58:3?7);
- nel Nuovo Testamento il digiuno è collegato soprattutto alla preghiera:può essere un fatto comunitario ma anche personale e privato (At.13:2,3; 14:23);
- è un atto volontario e non procura meriti speciali: può essere utile come disciplina del corpo concentrazione della mente e per cercare meglio Dio (I Tim.4:1?5; Col.2:23; Ef.2:8-9);
- va evitata però ogni ostentazione ed ogni atteggiamento dì pietà esteriore (Mt. 6:I6);


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