III. LA SUA INTERPRETAZIONE AUTENTICA
La folla aveva interpretato erroneamente la Legge di Mosè. Non può mai essere vera un’interpretazione frammentaria e soprattutto di comodo, terrena e parziale. L’interpretazione di Gesù, è ben più alta di quella della folla. Egli, ha l’interpretazione autentica. (v. 32) Non poteva che essere così! Egli conosce e comprende le realtà celesti e spirituali come anche quelle terrene e materiali e dispone ogni cosa al giusto posto e provvede per ogni cosa nel giusto tempo. “…il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate… Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte”. (Matt. 6:8, 32-33). Non sfuggono a Cristo i casi e i momenti di bisogno. Lo possono testimoniare i discepoli che mentre si affannavano nella tempesta, Lo videro venirgli incontro camminando sull’acqua (Matteo 14:35). Gesù pazientemente e amorevolmente vuole portare l’attenzione della folla al “…vero pane che viene dal cielo” (v. 33). Così, non ripete il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, come mai? Non è Egli pronto a provvedere ad ogni nostro bisogno? Non è Egli Colui presso il quale “…troviamo grazia per essere soccorsi al momento opportuno?” (Ebrei 4:16); non l’aveva già fatto il giorno prima, cosa gli costava ripeterlo? Ripeterlo in questa occasione, cioè a vuoto, solo per accondiscendere a una voglia ingiustificata, significava dare a quelle persone, un messaggio spiritualmente sbagliato; significava dirgli che questo era tutto ciò che dovevano cercare e aspettarsi da Gesù. Da quel momento, Lo avrebbero cercato sempre e soltanto per questo motivo o per motivi simili a questo. Significava portare e, bloccare i loro sguardi verso il basso, sguardi che non si sarebbero più rialzati. Quanti, o perché indotti da un messaggio trasformato dell’Evangelo, o per motivi personali, cercano Gesù guardando solo verso il “basso” indifferenti alle “cose di lassù” (Col. 3:2). Significava, infine, oltre che lasciare fraintendere il messaggio di Cristo, diluirlo, sminuirlo, svalorizzarlo, svenderlo. Sarebbe stata l’approvazione e il consenso per un utilizzo a convenienza della la Parola di Dio. Usufruiamo della Sua Parola con rispetto e amore, facendosi docilmente ammaestrare dal maestro dei maestri e dallo Spirito Santo, il Sommo Insegnante.
Paolo esorta: “… tenendo alta la parola della vita…” (Fil. 2:15-16) ed ancora: per i “…risuscitati con Cristo…”, ”cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo la vita vostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con Lui manifestati in gloria”. (Col. 3:1-3)
Cristo è immutabile! “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno”. (Ebrei 13:8) Possiamo fidarci di Lui e della Sua Parola, rispettandola e fondandoci su di essa saremo come la casa fondata sulla solida roccia (Matteo7:24-27). Cristo ha adempiuta le Scritture (Matteo 5:17)
IV. I SUOI METODI VERITIERI E LA SUA ATTITUDINE GENUINA
“Io non prendo gloria dagli uomini…” (Giovanni 5:41)
Gesù non s’illude, né si entusiasta; Egli segue il vero, non l’onda, più o meno lunga, di un’infatuazione. Cosa avrebbero fatto altri “maestri” al posto di Gesù? Probabilmente entusiasti e lusingati da cotanta ricerca, avrebbero fatto di tutto, consapevolmente o meno, per accontentare una folla di opportunisti, scambiandoli per credenti o volendoli far passare per tali. Tutti i desideri sarebbero stati accontentati, o almeno si sarebbe cercato di farlo, cercando di superare con ogni sforzo tutti i possibili problemi e impedimenti. Non si sarebbero considerati problemi né di tempo né di luogo come avevano fatto i discepoli il giorno prima (Matt. 14.15-17); al posto di Gesù, altri, probabilmente, si sarebbero attivati, sotto l’impulso di un malinteso buonismo, non per l’impulso della fede e della fedeltà davanti a Dio; anzi, a discapito di esse.
Quante accondiscendenze non rispettano i canoni della fedeltà a Dio, o del semplice “buon senso”; quante voci si levano affinché siano accontentate intenzioni equivoche, quante lagnanze davanti ad un no, e perfino davanti allo sprone di raggiungere mete di qualità più alta. Voci che, a volte inconsapevolmente, si propongono a difesa del disordine e dei disordinati (Efesini 5:11; 1Tess.5:14), a giustificazione delle furberie e dei furbi, a passare sopra ai cattivi comportamenti e a chi li commette. Anche se in buona fede, partecipare per accondiscendere ad una richiesta, sbagliata, significa rinvigorire quella che potrebbe essere una radice velenosa (Ebrei 12:15). A volte, ci si attiva e impegna più per una folla di lamentosi increduli che per una richiesta di Gesù stesso. Forse, per debolezza e paura, per malintesa e improduttiva bonomia è facile essere strumentalizzati da malintenzionati che vogliono carpirci qualcosa, o da coloro che sono strateghi nel voler affermare e soddisfare il proprio egoismo, le proprie aspettative, esercitati nel manipolare e strumentalizzare le intenzioni e i comportamenti degli altri. Rifiutando facili accomodamenti e concessioni, sul momento sembra si paga un prezzo più alto, ma è una scelta che porterà frutto in futuro, o quantomeno non produrrà danni ai valori etici e spirituali. La Parola di Dio ci dice:”Esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele”. (Efesini 5:10-11)
Qualunque tipo di perdita fino a quella della vita, subita per amore dell’evangelo e per fedeltà a Dio, si trasformerà in un tesoro prezioso; ”Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita la per causa mia la troverà”. (Matt.. 10:39). Confidiamo nel fatto che “Dio si prende cura del Suo popolo trasformando tutte le sue perdite in sicuro guadagno. “Chi avrà perduto la sua vita per cagion mia, la troverà”…Una vita spesa nel rinunciare a se stessi per amore di Cristo, ci renderà più maturi e migliori; una vita alla ricerca del proprio piacere produrrà un impoverimento. Chi rinuncia alla propria vita per non calpestare la croce, dall’altro lato della “morte” troverà una vita migliore ad attenderlo. …Facciamo in modo che le perdite che subiamo nella vita ci stimolino ad un impegno maggiore. Se saremo fedeli a Cristo, queste perdite si trasformeranno in guadagno, nel tempo e nell’eternità”. ( A.C. Dixon-Ricchezze Celesti- Ed. Adi – Media pg. 50, 51).
Gesù, non contende. Anche quando Lui riprende, quando “scopre” il peccato, esercita sempre la Sua misericordia, per liberare, guarire, perdonare, insegnare, non per vincere questionando e contendendo; non ne ha bisogno né Lui, né quelli che confidano in Lui. (Salmo 37:6)
Infatti, le condizioni della folla, per gli elementi che la componevano, potevano provocare accese contenzioni; nella folla non c’erano malati, né bisognosi, né persone interessate alla Parola di Gesù, c’era qualche “signor saccente” conoscitore dei passi biblici, qualche “signor legalista” esperto interprete e adattatore dei passi biblici convenientemente alle occasioni, qualche “signor polemico” utile per la sua loquacità ed a fare da cassa di risonanza dello spirito di contenzione di tutti. Nel caso che queste tre “caratteristiche” si fondono in una singola persona…. Erano di coloro a cui piace prevalere sugli altri anche, con un cavillo, al di là di ogni correttezza e verità. Con maggiore probabilità, avrebbero seguito progetti per carpire qualcosa piuttosto che idee di servizio e di edificazione.
Gesù, ha sempre affermato e dichiarato la verità con grande amore e pazienza verso l’uomo disubbidiente e perduto. Allo stesso modo noi, avendo in Lui l’esempio perfetto di verità e carità, vogliamo affermare tutta la verità della Parola di Dio, con l’amore di cui questa Parola è intrisa in tutte le sue parti. Al giovane ricco, Gesù “…guardatolo in viso l’amo…” (Marco 10: 21) anche se lui non si curò di quell’amore. Per tutti i peccatori: ”Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi” (Romani 5:8) Egli ha parlato del giudizio , ed è venuto :”…non perché il mondo fosse giudicato ma perché il mondo fosse salvato per mezzo di Lui” (Giov. 3:17). Il Signore ci aiuti a camminare nella verità, e ad affermare la verità con carità:"…seguendo la verità nell’amore…” e così ”... cresciamo in ogni cosa verso Colui che è il capo, cioè Cristo” (Efesini 4:15).
Gesù, non adotta metodi insinceri e artificiali. Nel caso che avesse voluto adottare metodi ambigui per creare effetti particolari, e raggiungere obiettivi di dubbia qualità, la richiesta della folla Gli avrebbe offerto un’ottima occasione per praticarli; se avesse perseguito solo il raggiungimento del “numero” e non di anime salvate, santificate e perfezionate (I Pietro 5:10) ogni metodo sarebbe stato buono. Gesù vuole dei figliuoli che siano sale e luce della terra (Matteo 5:13-15), non lievito. Così anche il credente, non ha bisogno di raggiungere i propri obbiettivi con inganno e presunzione ma fidandosi e affidandosi totalmente a Cristo; artifici ed espedienti, non onorano né Dio né gli uomini.
A cosa serviva una folla d’opportunisti, lamentosi, contenziosi e increduli? (Giov. 6:36). Le persone della folla, si avvicinarono a Gesù con un desiderio d’effimero, di gratuito e banale; avrebbe dovuto Gesù lasciarli in quella condizione? A cosa servirebbe un medico se lasciasse i malati nella loro malattia, senza applicare le giuste cure e terapie?
Stranamente poi, credevano che Gesù potesse moltiplicare i pani, anche dal nulla (visto che non sembra avessero portato con loro neanche un solo pane…), ma rimanevano spiritualmente increduli. Lo Spirito Santo rivelò a Giuda, e quindi a noi, la descrizione della condizione di costoro: Sono dei mormoratori, degli scontenti; camminano secondo le loro passioni; la loro bocca proferisce cose incredibilmente gonfie, e circondano d’ammirazione le persone per interesse” (Giuda 16). A cosa serviva che si chiamassero discepoli coloro che non lo erano? Molti altri ancora, sebbene fino a quel momento seguissero Gesù, non erano, però, discepoli fino in fondo, visto che poco dopo:” … si tirarono indietro e non andavano più con Lui”. (Giov. 6:66) La figliolanza con Dio, non è soltanto qualcosa di nominale, ma ha solide basi; l’apostolo Giovanni scrive :”Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo.”(I Giovanni 3:1).
Gesù, edifica la chiesa, non accumula un insieme raccogliticcio. (Matteo16:18; Numeri 11:4). Non vuole una folla senza identità e senza regole, ma un popolo. Non una folla sconnessa ma un corpo! Non una folla improvvisata, ma un tempio di pietre viventi. Non una folla di individui attirati e conquistati dalla convenienza, ma una chiesa, cioè un insieme di chiamati fuori, attirati e conquistati da Cristo e dall’Evangelo. Persone, credenti, nati di nuovo, consapevoli e perseveranti che volontariamente hanno risposto all’appello dell’Evangelo. Le facili, ma illegittime, concessioni d’oggi, possono diventare una mina vagante per domani. Non fece concessioni sulla Parola di Dio il profeta Micaia, ma dichiarò apertamente:” Io dirò quello che l’Eterno mi dirà” (I Re 22:14), anche l’apostolo Paolo scriverà:” Alle imposizioni di costoro noi non cedemmo neppure per un momento, affinché la verità del Vangelo rimanesse ferma tra voi”. (Gal. 2:5). Fare del bene è qualcosa in cui Gesù è Maestro perfetto! In questo caso, nondimeno, l’alternativa non era tra fare il bene o no, ma di comunicare e insegnare i giusti valori, le giuste priorità, e di fare imboccare la giusta strada e il giusto cammino; oppure, rinunciare a tutto questo e acquisire questi discepoli così com’erano senza aspettarsi né la conversione né, quindi, la crescita spirituale. Acquisire persone, nel novero dei credenti attraverso strumenti diversi dalla predicazione della Parola di Dio, della Nuova nascita e conseguente santificazione, non aggiunge alla chiesa dei Salvati, ma qualche altra realtà. Non produce credenti ma qualche altra cosa. L’errore, non sarebbe stato solo della folla, ma, in misura maggiore, di chi li avrebbe incoraggiati in tal senso.
Cristo ha pagato a caro prezzo l’istituzione e l’edificazione della Sua chiesa. (Atti 20:28), perciò non vuole inquinarla con elementi estranei che non corrispondono al modello delle sane parole (II Timoteo 1:13). Coloro che Lo seguono, costituiscono un popolo (I Pietro 2:10), un corpo unico (I Corinzi 12:13; Efesini 4:13), un tempio che ha chiare e forti fondamenta (Efesini 2:20-22) ”Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare”, dove i credenti sono pietre viventi (I Pietro2:5) cementati con vincoli speciali (Efesini 4:3; Colossesi 3:14). Paolo scrive ancora a Timoteo, “…persevera in queste cose perché facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano” (I Timoteo 4:16).
V. I SUOI SENTIMENTI SINCERI
“Io sono la ..Verità” (Giovanni 14:6). Gesù venne per fare la volontà del Padre e realizzare il ”…disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé” (Efesini 1:9) cioè il piano di salvezza per tutta l’umanità; per realizzarlo, non ha fatto ricorso all’uso di espedienti per “ attirare” le persone; nei Suoi inviti e nei Suoi insegnamenti, non ha utilizzato metodi e termini propagandistici e trionfalistici farciti di vuota retorica. Egli disse “Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me (Matteo 10:38) “Diceva poi a tutti:’Se uno vuole venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua”(Luca 9:23) ed ancora “Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. (Luca 9:58), parole che mai sarebbero state pronunciate da chi avesse avuto intenzioni poco veritiere, da imbonitore, per diffondere solo false promesse. Non ha dato mai un messaggio conciliante con i desideri corrotti della natura e, quindi, della società umana; ne sarebbe risultato un cristianesimo incerto e ambiguo, frammisto di deroghe e giustificazioni per avallare le proprie scelte e opinioni. Il Suo sacrificio, sarebbe stato un sacrificio inutile, se avesse dovuto lasciare tutto così com’era.
Il parlare divino, è chiaro nel ‘si’ come nel ‘no’; il Suo invito è chiaro e nitido (Isaia 55:13) , il Suo parlare aperto (Giov. 6:46), chiaro per i cuori disposti ad ascoltarLo (Luca 18:34; Matt. 13:10-11). Dio attira (Giov. 6:44) non ingannando e seducendo ma convincendo (Giov. 16:8), non nascondendo ma rivelando, togliendo, cioè, il velo dagli occhi spirituali (II Cor. 3:14-16). Lo Spirito Santo, Spirito di verità (Giovanni 14:17) compie un’opera di convinzione, con argomentazioni veritiere, il nemico invece fa un’ opera di seduzione, quindi, con argomentazioni false e subdole (Giovanni 8:44).
Invece, in Cristo, il male non ebbe mai posto, Egli ha potuto dire:”…sta per venire il dominatore di questo mondo. Egli però non ha alcun potere su di me…” (Giovanni 14:30 – La Buona notizia 1973). Ed ancora:” Chi di voi mi convince di peccato?” (Giovanni 8:46). Gli apostoli seguivano e insegnavano la verità: “Non ho gioia più grande di questa: sapere che i miei figli camminano nella verità” (III Giovanni 4). Paolo lottava “Affinché la verità del Vangelo rimanesse salda tra di voi…”(Galati 2:5). Gesù dice sempre la verità. Lasciare una persona nell’errore, illudendolo che sia nel giusto, è estraneo al carattere e all’opera di Cristo; tutto ciò che Egli dice ci porta del bene.
Cristo non sfrutta le debolezze umane facendo leva su di esse per raggiungere il proprio scopo. Non offre un “beneficio esca” per prendere all’amo. Chi utilizza questi metodi può assume la parvenza del “più buono” e “più bravo”, però se il suo intento non è ispirato al bene ma alla propria soddisfazione, potrebbe essere solo qualcuno che:”…non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte…” (Giovanni 10:1) Cristo è:”…Colui che entra per la porta” ed è :”…pastore delle pecore” Egli disse: “Io sono il buon Pastore; il buon Pastore mette la sua vita per le pecore” (Giovanni 10:11). Gesù disse:”Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?” (Matteo 7:15).
Cristo esercitò sempre con rettitudine il Suo Divino Ministerio; con perfetta coerenza alla Sua Santità, fedelmente alla volontà del Padre, nella guida dello Spirito Santo (Giov. 14:30; I Pietro 2:22; Ebrei 10:7,9). Non si lasciò attirare da facili quanto passeggeri entusiasmi, come quando il giorno prima volevano farlo Re (Giov. 6:15), non si prestò a soddisfare aspettative curiose e irriverenti (Luca 23:8-11; Matt. 12:38-39), non è venuto per creare e vendere illusioni. Apri anche tu il cuore a Lui, Colui che ti ama sinceramente, veramente, che non ti ingannerà mai perché ha dato la Sua vita per te.
Chiunque utilizza il talento ricevuto o la posizione che occupa, per raggiungere secondi fini, degrada se stesso e il dono ricevuto. Gesù è stato, nel Suo ministerio terreno un insegnante, non un intrattenitore, (Marco 6:34; Matteo 21:23) è andato attorno facendo del bene, non carpendo la buona fede degli altri (Atti 1:1; 10:38; Matteo 10:38; Luca 14:27; 9:58) è venuto per servire e non per amore della gloria umana (Marco 10:45), Egli “…spogliò Sé stesso, prendendo forma di servo…umiliò Sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce” ma il Padre :”Lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni Nome” (Filippesi 2:7,8,9) e lo Spirito Santo Lo glorifica, (Giov. 16:12-15). Non cercare, e non vivere una vita spiritualmente scadente, non seguire chi ti offre qualcosa in meno o di diverso di ciò che Cristo vuole darti.
Cristo vuole compiere un’opera vera nella nostra vita. Come disse a Nicodemo, bisogna nascere di nuovo:”non ti meravigliare se t’ho detto bisogna che nasciate di nuovo” (Giovanni 3:7); e l’apostolo Paolo affermerà, per l’ispirazione dello Spirito Santo:”Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”. (II Corinzi 5:17). Cristo rinnova la nostra vita facendola rinascere. Non produce un’opera finta, apparente, solo esteriore, illudendo le persone.
Cristo vuole compiere un’opera grande. Un’opera che nessuna capacità o possibilità umane possono compiere. I mezzi umani sono utili ma limitati, le possibilità e i metodi divini sono infiniti, ”le cose impossibili agli uomini, sono possibili a Dio “ (Luca 18:27). Il bene che nella tua vita, non sei riuscito a realizzare solo con le tue forze, né con l’aiuto degli altri, Cristo è disposto a compierlo se ti affidi a Lui.
In Cristo troviamo tutte le sue benedizioni: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo” (Efesini 1:3).
Gesù vuole compiere un’opera potente. La missione di Cristo, la Sua opera, i Suoi obiettivi, sono espressi nelle parole:” Lo Spirito del Signore è sopra me; perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il ricupero della vista ; a rimettere in libertà gli oppressi, e a proclamare l’ anno accettevole del Signore”. (Luca 4:18-19). La sua missione è stata, ed è, la liberazione dal peccato. Egli sa perdonare come nessuno sa perdonare, (Michea 7:18-19). Egli può trasformare ogni cosa e donare una vita vera, non più schiava del male, non più oppressa dal vuoto, non più addentata dalla disperazione, non più dipendente da vane speranze, ma liberata dai pesi interiori. Egli può liberare come nessuno può liberare: “Infatti il giogo che gravava su lui, il bastone che gli percoteva il dorso, la verga di chi l’opprimeva tu li spezzi…” (Isaia 9:3), Egli vuole spezzare il giogo della schiavitù, il bastone della violenza e la verga di sottomissione e oppressione che sono nella tua vita! Egli può sanare l’anima con il balsamo della pace: “il castigo per cui abbiamo pace, è stato su Lui…” e il corpo”… e mediante le Sue lividure noi siamo stati guariti”. (Isaia 53:5) Con Cristo la tua vita sarà guarita dalle paure e dalle illusioni, dal pesi che gravano in un cuore pieno di incertezze e speranze deluse. La sua Parola ti dice: “Getta sul Signore il tuo affanno, ed Egli ti sosterrà…” (Salmo 55:22) “Sia benedetto il Signore! Giorno per giorno porta per noi il nostro peso, il Dio della nostra salvezza”. (Salmo 68:19). Sarà una vita rischiarata, benedetta, guidata, elevata verso il cielo, salvata per l’eternità. Una vita abbondante qui e per sempre! Anche questo fa parte del Suo piano:“Io son venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10: 10) Cristo è perfetto! Andiamo a Colui che non viene mai meno. Egli è l’ “autore di salvezza eterna… il Figlio, che è stato reso perfetto in eterno”(Ebrei 5:9; 7:28). Vogliamo ricercare solo il pane terreno? Gesù è molto di più. “Confida in Lui ed Egli agirà”. (Salmo 37:5 ).