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IL FIDANZAMENTO DEL CRISTIANO
Si parla molto e spesso di quest'argomento soprattutto fra i giovani. Sorgono tante domande, alle quali i giovani cristiani ed anche i loro genitori sono chiamati a dare risposte chiare e precise, perché, a differenza di ciò che comunemente si pensa, i credenti si rendono conto che é una decisione importante per la loro vita presente, futura ed anche eterna.
Il termine fidanzamento è oggi inteso in due diversi modi: 1) Per alcuni esso viene formalizzato presto nell'amicizia di un giovane e di una giovane ed è il presupposto per potersi frequentare e conoscere meglio. 2) Secondo altri, il fidanzamento è qualcosa che va formalizzato più vicino al matrimonio, dopo che si è accertata la compatibilità della coppia. A prescindere dal momento in cui il fidanzamento diventa ufficiale, è importante per un credente innanzitutto conoscere il tempo della scelta.Indice
Qualcuno ha detto: "Il matrimonio è un'istituzione per adulti e non per adolescenti". Se ciò è vero, il successo di un'unione coniugale è dunque in strettissima relazione con la maturità di ciascun coniuge. - L'adolescente è chiamato a vivere la sua adolescenza pienamente, senza carichi di responsabilità che potrebbero alterare la sua personalità e il suo normale e fisiologico sviluppo psichico. - L'adolescente non è pronto a superare lo stato di dipendenza filiale, cioè il distacco dai rispettivi genitori (Genesi 2:24) e non è pronto a donarsi completamente ad una sola persona (Romani 7:1-3). - L'adolescente ha quasi sempre una visione distorta della realtà, non riesce a distinguere il sentimento dell'amore da una semplice infatuazione. È dunque importante il tempo della scelta. Due giovani che si fidanzano, iniziano una fase della loro vita che li porterà a compiere un duplice passo: quello di lasciare i rispettivi genitori e quello di unirsi fra loro. Si tratta sicuramente di un momento entusiasmante della loro vita, una continua ascesa verso una meta: "quella del matrimonio". Il periodo del fidanzamento dovrebbe servire non solo per programmare il giorno del matrimonio ma anche per assicurare che, quando verrà quel giorno tanto desiderato, la coppia sia in grado di lasciare i rispettivi genitori e le rispettive case per potersi unire in modo consapevole.
La Parola di Dio non suggerisce, ma obbliga: SOLO NEL POPOLO DI DIO! (Esodo 34:10-16; Deuteronomio 7:1-4; 1Corinzi 7:39; 2Corinzi 6:14-18). Se un credente pensa di potersi legare ad una persona che non è "nata di nuovo", vuol dire che il suo cuore è già lontano dal Signore, perché è scritto nella Sua Parola che non vi é "nessuna comunione fra la luce e le tenebre". Dio chiama le cose per nome e riguardo ai matrimoni misti, Egli parla di:
Anche se venissero a mancare tutti gli altri motivi, già questo da solo, dovrebbe essere sufficiente per i veri credenti. La volontà di Dio non si discute, non è limitata, oppressiva o repressiva, ma buona, accettevole e perfetta (Romani 12:1,2). Il Signore non solo vuole individui cristiani, ma anche famiglie cristiane (Deuteronomio 6:5-9; Giosuè 24:15; Atti 16:31; Efesini 5:22). La famiglia può dirsi cristiana quando i suoi componenti sono cristiani.
LE CONSEGUENZE DELLA DISUBBIDIENZA a. INSODDISFAZIONE per la mancanza di una componente essenziale dell'amore "AGAPE", cioè l'amore spirituale. b. INFELICITÀ. Nessuno può disubbidire deliberatamente al Signore e continuare a vivere nella serenità. L'infelicità nasce dalla consapevolezza di aver tradito il Signore, di vivere nel compromesso e di servire due padroni. c. INCOMPATIBILITÀ. Essa sarà: 1) Morale: standard, linguaggio, letture, programmi TV, metodi ecc. 2) Sociale: amicizie, rapporto con gli altri, obiettivi, aspirazioni, priorità. 3) Spirituale: lettura della Bibbia, preghiere, istruzione spirituale dei figli, partecipazione alle attività della Chiesa. Appartenenza a due regni contrapposti, a due eserciti nemici. Come sarebbe possibile entrare in una comunione tanto intima, com'è quella del matrimonio con una persona che ha interessi ed obiettivi totalmente opposti? Che terribile cosa trascorrere la propria vita legati ad una persona che, anche se non apertamente opposta alle cose di Dio, si trova pur sempre nel campo dei suoi nemici! Possiamo dunque dare per scontato che se la grazia di Dio non interviene, il credente sarà trascinato nelle cose che, per amore del Signore, aveva un giorno abbandonato. La carne che è in ognuno di noi, ama il mondo e le cose che sono in esso e se è stimolata e sollecitata finisce per avere il sopravvento. Con la persona di cui era innamorato, non ha mai potuto pregare, né avere momenti di comunione con il Signore e da solo lo avrà fatto poco e male, essendo il suo cuore attratto da quella persona più che dalla Persona del Signore. Che situazione penosa! Non restano che due possibilità: o accettare di mancare di fedeltà verso Cristo oppure lottare continuamente proprio con chi si vorrebbe avere una perfetta unione e le più intime ed affettuose relazioni. Fra i due ci saranno ogni giorno incomprensioni e litigi, invece che uno stesso pensiero e uno stesso amore. In Amos 3:3 è scritto: "Due uomini camminano insieme se prima non si sono accordati"? Possono fare la stessa strada se non vi é armonia di intenzioni e pensieri? La risposta è NO!
UNA SCELTA SBAGLIATA: LA PAROLA AI PROTAGONISTI CREDEVO CHE IL MIO FIDANZATO FOSSE CRISTIANO Sono cresciuta in un piccolo paese, in una famiglia con cinque figli. I miei genitori erano buoni verso di noi ed io ero felice. Mi mancavano i primi ammaestramenti cristiani e molte volte questa mancanza si faceva sentire nei momenti di crisi. Quale cambiamento portò nella nostra famiglia! Avevo un'amica che frequentava la mia stessa Chiesa. Una domenica pomeriggio mentre mi trovavo a casa sua per una visita, notai la foto di un soldato sul pianoforte. "Quello è mio fratello", mi disse l'amica. "È un bel giovane vero?" Una persona mi suggerì di scrivergli. Avevo 18 anni allora. Mi chiese se volevo uscire con lui e da quel momento in poi eravamo sempre insieme. Non mi meravigliai quando Martino mi chiese di sposarlo, anche se ci conoscevamo solo da due settimane: io gli dissi di sì. Tornato al servizio militare, gli scrissi ogni giorno. Le sue lettere invece erano rare e notai che erano prive di contenuto spirituale. Questo fatto mi diede un pò da pensare, ma poi non ci feci più caso. Una domenica mattina si presentò per la colazione in calzoncini e maglietta. "Non vieni alla scuola domenicale?" gli chiesi "Con questa acconciatura?", mi rispose. Ero stata con lui solo 45 giorni, prima che ci sposassimo. Mi ero sposata con un giovane che non era salvato ed io avevo detto che non sarebbe potuto accadere a me. Abbiamo due bambini pieni di salute e di intelligenza. Nessuno dei due è grande abbastanza da comprendere perchè il padre non viene a casa, sera dopo sera. Ma il più grande comincia a sospettare. "Che dovrò dire quando me lo domanderà?" La preoccupazione di avere una casa rovinata, si riflette su me e sui miei figli. Quando Martino se la prende con me, beve, rimane assente da casa per molti giorni e si mostra intrattabile. Mi ritrovo inconsciamente a prendermela con i bambini, tanto da dover poi cadere in ginocchio e chiedere perdono a Dio. Poi c'é la faccenda degli amici. Martino non ha niente a che fare con i miei amici cristiani. Io esito ad invitarli a casa per paura che lo trovino a bere o che possa insultarli. Sento molto la mancanza dei fratelli e delle sorelle. Ci sono delle circostanze in cui tutti noi abbiamo bisogno del conforto e dell'incoraggiamento degli amici. Io sono priva di questo, a causa della mia situazione familiare. Certamente ho poco in comune con la specie di persone che Martino invita a casa. Potete ben immaginare com'é l'atmosfera quando loro sono intorno. Con i nervi tesi, certe volte arrivo ad un punto cruciale e grido: "Devo soffrire tutta la vita per scontare uno sbaglio?" Comprendo che la mia vita spirituale ne ha sofferto. Ho trascurato cose importanti. Non sono la cristiana che dovrei essere e non posso neanche servire il Signore pienamente come dovrei. Quando sposai Martino, non sposai la sua incredulità, ma è difficile impedire al suo cinismo d'intromettersi nei miei pensieri. Non possiamo separare coloro che Dio ha congiunto e non tocca a noi congiungere coloro che Lui ha separato. Dio non approva questi matrimoni, la Sua Parola è esplicita (Deuteronomio 7:3-4; Amos 3:3; 1Corinzi 6:14-16; Giacomo 4:4) e Lui conosce il motivo. Penso che ogni pastore dovrebbe consigliare i giovani prima che si sposino. Il pastore che ci ha sposato, non ci aveva mai dato una parola di consiglio o di avvertimento. Non ci chiese neanche del nostro stato spirituale. Se un consiglio ci fosse stato dato, ci sarebbe stato d'aiuto. "Devi essere sicura che il tuo fidanzato sia un vero credente in Cristo Gesù. Non aspettare prima che il fidanzamento si sviluppi, perchè poi sarai troppo debole per troncarlo. Anche quando sei sicura, devi pregare per il tuo fidanzato e per il tuo matrimonio".
Ecco un'altra tragica testimonianza pubblicata su Risveglio Pentecostale dal titolo: DOVREBBE UN FEDELE SPOSARE UN' INFEDELE ? Messaggio su un soggetto vitale predicato dal fr. W.T.H.Richards Tutti i cristiani senza dubbio saranno interessati a conoscere ciò che la Bibbia dice su questo argomento estremamente importante. Al giovane e alla giovane cristiana Dio vieta di sposare un infedele. Coloro che ignorano quest'ordine, vanno spontaneamente incontro a difficoltà ed afflizioni. Finanche il "migliore" dei matrimoni su questa base, il più riuscito, esiste solo a causa di un compromesso che non può dare soddisfazioni. Quale meravigliosa calzante illustrazione del fedele e dell'infedele aggiogati insieme nel matrimonio! Come il bue e l'asino sono di diversa specie e natura, così il fedele e l'infedele. L'uno possiede la natura di Cristo ed è interessato soltanto a piacere a Dio, mentre l'altro è controllato dalla vecchia natura carnale ed è interessato soltanto a piacere al suo proprio io. Un conflitto sarà inevitabile fra le due parti e, ciò che è grave, è che molto spesso è proprio il credente a soccombere, a perdere gradatamente la sua spiritualità e a sviarsi. Oh, quanti potenziali missionari e operai cristiani il diavolo ha rubato alla Chiesa in questo modo! In una circostanza, una giovane credente, chiese a Spurgeon di unirla in matrimonio con un infedele. Ella espresse la speranza di poter in seguito condurre il suo futuro marito a Cristo. Il grande predicatore cercò di aiutare la giovane e le propose una prova. La prossima volta che il fidanzato sarebbe andato a trovarla, ella doveva salire sul tavolo, mentre il fidanzato sarebbe rimasto in piedi sul pavimento. Doveva vedere se sarebbe riuscita a sollevarlo sul tavolo o se al contrario lui l'avrebbe fatta cadere sul pavimento. Quando il fedele e l'infedele sono aggiogati assieme nel matrimonio, il credente viene a trovarsi in grande svantaggio. Come possono due camminare armoniosamente assieme se non sono d'accordo sulla questione più importante, cioè il rapporto con Dio? La prima cosa da fare è pentirsi, chiedere perdono a Dio per aver volontariamente disubbidito alla Sua Parola. In quarto luogo vivere una vita cristiana consistente. Lo scegliere il compagno della propria vita è una cosa seria, perchè è una scelta che dura per sempre. Tutto questo potrebbe essere evitato se i giovani ed i cristiani di tutte le età, prossimi al matrimonio cercassero la gloria di Dio, prestassero ascolto alla Sua Parola ed usassero del buon senso santificato. Può darsi che qualcuno di coloro che leggono queste parole, stia sul punto di fare un passo che rappresenti una diretta violazione della Parola di Dio al riguardo. Caro fratello, cara sorella, ti consiglio di prestare ascolto alla Parola del Signore! "Desidero raccontarvi la mia storia e se un giorno la volete usare come illustrazione quando parlerete riguardo al matrimonio, potete farlo liberamente. Quando vennero i figli, io desideravo portarli nella via di Dio, ma mio marito che nel frattempo aveva letto letteratura ateistica e si era sempre più allontanato dalla fede, disse: "No! Questi bambini non saranno mai educati nella superstizione religiosa". Amico che leggi, ti supplico di fermarti mentre sei ancora in tempo e spezzare il tuo legame in opposizione con la Scrittura. Ti costerà senza dubbio molto fare questo sacrificio, ma ti costerebbe molto di più se non lo facessi. Anch'essi dovranno imparare a dare ed a ricevere e dovranno soprattutto imparare a rinunciare a molto. Sul giornale Evangelico, "IL FARO", è stato pubblicato il presente articolo:
GIOVANE, LEGGI QUI Ragazza cristiana, mentre ti guardavo questa sera, avrei voluto avere l'opportunità di parlare con te. Guardavo il tuo bel viso mentre cantavi e lodavi Dio... Tu mi ricordi il mio passato di sette anni fa. Sette anni fa io ero nei tuoi stessi panni. Ho conosciuto il Signore sin dalla più tenera età e sono cresciuta con insegnamenti cristiani. Non sentivo il bisogno di avere un ragazzo o il fidanzato, come succede spesso nelle Chiese Evangeliche Pentecostali, dove il numero di ragazze, supera quello dei ragazzi. Alcuni giovani consacrati realmente a Dio, vennero sulla mia strada, ma Satana che guarda ed aspetta pazientemente il momento per allettare un'anima, un giorno mi vide spiritualmente indifferente. Certo, andavo ancora in Chiesa, suonavo ancora la mia fisarmonica, cantavo e facevo ancora buone azioni al di fuori della Comunità... Ma non avevo ancora avuto quel "momento speciale" con Dio, quando la Sua volontà avrebbe voluto essere una cosa con la mia. Poco tempo dopo lo sposai, mentre la mia famiglia e quelli che mi amavano, pregavano e soffrivano. Prima di sposarlo, non riuscivo ad immaginare la mia vita senza di Lui. Pensavo: "Sarà solitaria la mia esistenza, se non potrò sposarlo". Ma adesso so che cosa è la solitudine. Solitudine è ricevere la benedizione di Dio e andare a casa da un uomo con cui non puoi condividerla. Tuo marito non ne è interessato, sta guardando la TV. Solitudine è andare in Chiesa da sola e vedere giovani coppie insieme, mentre glorificano il Signore. Poi andare da sola o restare a casa sola. Chi hai sposato, ha altri interessi. Solitudine è sentire che la venuta di Cristo è vicina e sapere che il tuo sposo non è pronto e che non dà segni di preoccuparsene. Solitudine è andare ad una conferenza e vedere coppie cristiane che entrambi si dedicano all'opera di Dio. Vedo ancora il giovane credente che una volta mi ha amata e che avrebbe voluto sposarmi. Ora predica l'Evangelo e non si è mai sposato. Solitudine è combattere con il sospetto che mio marito mi tradisce; poi arriva l'incredibile pena di saperlo con certezza: lui ama un'altra donna e da me vuole il divorzio. Le mie preghiere diventano più frequenti: l'uomo che ho sposato è uscito dalla mia vita dopo sette anni di matrimonio, lasciandomi con due bambini. Mi guardo allo specchio e mi accorgo che sette anni non hanno cambiato molto il mio viso, ma qualcosa dentro di me è morto. Oggi ringrazio il Signore perchè qualcuno non si è mai stancato di pregare per me ed ora io voglio pregare per te, ragazza cristiana! Questa è la storia di una giovane credente che pose fine alla sua vita matrimoniale, presentandosi alla corte dei divorzi.
Chi disubbidisce alla volontà del Signore in genere é sempre pronto a trovare delle scuse. Da Adamo che cercò di scusarsi con Dio accusando Eva sino ad oggi, l'atteggiamento dell'uomo non sembra cambiato. Ecco un chiaro esempio 1) "I giovani credenti sono pochi, correrei il rischio di non trovare quello giusto". 2) "Ma noi ci vogliamo bene. Cosa ci posso fare se mi sono innamorato"? 3) "Conosco alcuni casi in cui tutto è andato bene". 4) "Mi ha promesso che si convertirà". 5) "Non mi contrasta, anzi mi lascia ampia libertà per quanto riguarda la mia fede. 6) " Sono sicuro che con l'esempio e la pazienza riuscirò a portarlo al Signore". 7) " Non possiamo essere settari e bigotti, il mondo non capirebbe"! 8) " Ci sono ragazzi e ragazze nel mondo, migliori di tanti credenti". 9) " Il nostro è un caso diverso, per noi tutto andrà bene ".
Tutte queste scuse non sono altro che un'ostinata contrapposizione della propria parola e della propria volontà, alla Parola ed alla volontà di Dio. Chi annulla la Parola di Dio, annulla la propria felicità e rovina se stesso. La scelta dunque, è di primaria importanza e provoca inevitabilmente enormi ripercussioni nell'esistenza terrena e spesso, anche conseguenze eterne. Ecco alcune conseguenze di una cattiva scelta sul piano umano e su quello spirituale:
SUL PIANO UMANO
SUL PIANO SPIRITUALE
Di contro, una buona scelta apporta arricchimento, piena soddisfazione, armonia completa, felicità, fedeltà, comprensione, benedizione. Dato dunque per scontato che Dio condanna i matrimoni misti, é importante che due credenti disposti a fidanzarsi, non costituiscano il loro rapporto solo su uno di questi aspetti: 1) Simpatia. Una simile base non può garantire stabilità, né felicità al matrimonio, infatti, le simpatie possono cambiare, il desiderio sessuale può diminuire e scomparire e ciò che una volta conveniva, può, in un quadro mutato, non convenire più. Qual'é dunque il criterio della scelta? Vediamolo insieme.Indice
Esperti in problemi coniugali affermano che la maggior parte dei fallimenti matrimoniali non proviene soltanto da una mancanza di intesa fra coniugi, ma anche da una erronea scelta del coniuge. Questa scelta é di portata primaria se si vuole vivere un matrimonio felice e pieno di armonia. Che cosa occorrerà dunque conoscere per poter scegliere il buon compagno della propria vita e costruire un focolare stabile? Occorre innanzitutto non dimenticare mai che Dio ha un piano perfetto e stabile per ognuno di noi (Geremia 29:11-13). Il credente dunque deve: A) AVERE FIDUCIA IN DIO:
(Salmo 37:4-5; Matteo 6:33). B) PREGARE DIO C) INTESA D) ATTRAZIONE PARTICOLARE Il passo successivo, una volta ottenuta la certezza che ciò è nel piano di Dio, sarà rappresentato dalla dichiarazione di questo sentimento. Ovviamente questo deve essere fatto con cautela e sensibilità. Non si può scherzare con i sentimenti. Non bisogna dunque essere frettolosi e impazienti. Infine è importante ricordare che nel criterio della scelta, non bisogna farsi condizionare da considerazioni prettamente umane e da sentimenti carnali. L'interesse e il tornaconto materiale non valgono una vita di incomprensioni, litigi, infelicità, infedeltà o eventi ancora più gravi e tragici come separazioni e divorzi. Il vero amore nel vincolo matrimoniale, comprende il coinvolgimento totale dei coniugi: corpo, anima e spirito.
Qualcuno crede che sia normale che due giovani che si amano, possano rimanere fidanzati per lungo tempo. Inoltre, un lungo fidanzamento può favorire l'intimità della coppia, che potrebbe portare a comportamenti disapprovati dal Signore e giungere addirittura alla fornicazione, che la Parola di Dio condanna apertamente e con molta severità. La carne potrebbe, in un fidanzamento molto lungo, prevalere sullo Spirito (Matteo 26:41; Galati 5:16-17).
GLI INGANNI DI SATANA Satana sa anche servirsi della Parola di Dio per portarci fuori strada. Non ha tentato così il Signore? Ma Gesù Cristo l'ha vinto con la stessa Parola (Matteo 4:3-11). La sua tattica diabolica non è cambiata. Egli ti dirà che è scritto: "O moglie che sai tu se salverai il marito? Ovvero tu marito, che sai tu se salverai la moglie? " (1Corinzi 7:16 ). Egli ancora ti dirà: "Per la grazia di Dio tu potrai essere di benedizione adesso che sei fidanzato o una volta sposato, al tuo compagno o alla tua compagna. Con la buona influenza che avrai e parlando del Signore...vedrai che in breve tempo, troverà la via della salvezza". Sono queste, insinuazioni molto pericolose. È vero che la grazia del Signore è illimitata ma noi non siamo autorizzati a "fare il male perchè ne venga il bene" (Romani 3:8) e tanto meno a cercare di dare l'approvazione divina a un atto che Dio disapprova. I versetti di 1Corinzi 7:16 sono indirizzati a persone non credenti, già sposate. Quando la grazia salvifica tocca uno dei coniugi, che fare? Deve il coniuge convertito lasciare l'inconvertito? NO! Ma con una testimonianza vivente, di reale trasformazione dovrà dimostrare la veridicità della sua esperienza con Cristo Gesù. Un altro inganno è rappresentato dalla illusione che la persona amata sia realmente convertita. È la nostra volontà che ci fa agire. Non si rispettano gli ordini del Signore che ci ama e si fanno le proprie scelte, rivestendole di una parvenza di legittimità, cercando di persuadere se stessi e gli altri di cose delle quali nemmeno si è convinti. Come sarebbe doloroso il tuo risveglio quando, dopo una breve illusione, tu dovessi riconoscere che il cuore di chi ti sei scelto per marito o per moglie era per il mondo e non per il Signore! Ma sarà troppo tardi per riconoscere di aver sbagliato tutto. Il tuo dolore e il tuo pentimento non serviranno a nulla ormai. Ti sei unito al mondo e porterai per tutta la vita le conseguenze della tua infedeltà sotto i continui rimproveri della tua coscienza. E tua moglie o tuo marito non potranno capire i tuoi sentimenti, perchè non conoscono, se non addirittura odiano, Colui che tu ami.Indice
IL PRINCIPIO BIBLICO DEL LASCIARE Per due giovani credenti che hanno deciso di sposarsi, deve essere chiaro il concetto biblico che riguarda il lasciare e l'unirsi, espresso sia nell'Antico Testamento che nel Nuovo Testamento (Genesi 2:23-24; Matteo19:5; Efesini 5:31). Questi versi rappresentano la dichiarazione più profonda di tutta la Scrittura inerente al piano di Dio per il matrimonio. Se non avviene un vero e proprio distacco il matrimonio sarà in difficoltà. Il precetto del Signore di lasciare la casa paterna, anche da parte dell'uomo oltre che della donna, ha protetto nel tempo la donna dal malcostume diffusosi nei paesi orientali secondo cui con il matrimonio, la donna diventava schiava della famiglia del marito. Distaccarsi però, non significa abbandonare i rispettivi genitori e troncare ogni rapporto. Anzi al contrario, se a una coppia è data la possibilità di staccarsi e cominciare una vita propria, essa sarà in grado più tardi di aiutare le rispettive famiglie. Il fatto che essi abbiano potuto distaccarsi, crea uno spazio, un intervallo di tempo in cui l'amore fra genitori e figli può crescere e maturare. Spesso questo cordone viene trascinato senza saperlo. Il marito confronta la moglie alla madre, lei paragona il marito al padre. Tale atteggiamento non fa che innervosire il coniuge e spingerlo ad agire in modo ancora più palesemente opposto al modello proposto. Il concetto di lasciare ha anche un aspetto psicologico. Lasciare significa anche staccarsi dalle nostre care abitudini e dedicarsi alla nuova vita coniugale. Chi non è disposto a rinunciare, non riuscirà a rispettare il principio basilare del lasciare e rimarrà attaccato ad abitudini e affetti che costituiscono un grave pericolo per la vita coniugale. Il fattore economico ed un rapporto morboso e patologico figli-genitori, rappresentano i maggiori ostacoli che la coppia deve superare per fare appieno la volontà di Dio. 1) Fattori economici 2) Rapporto morboso
UNA DONNA DELUSA Ecco cosa scrive una donna delusa Con mio marito io non litigo mai, però se sfiorassi questo tasto, sarebbe una fiammata, perchè sua madre è al di sopra di ogni sospetto.
Sembra assurdo parlare di limiti in una società permissiva come la nostra. Oggi siamo di fronte ad un mondo che sembra volere e potere dare tutto ciò di cui abbiamo bisogno. La televisione, la pubblicità, i giornali sembrano ricalcare sistematicamente questo pensiero. Le cause di tutto ciò sono visibilissime, perchè si finisce con l'essere circondati da una serie di aspirazioni o valori di vita instabile. Il giovane dunque, rischia di perdere la visione di quelli che sono i veri valori della vita, perchè intento a rincorrere gli irreali. Ma l'unica regola di condotta e di fede per il credente resta la Parola di Dio. Due giovani credenti fidanzati sono responsabili di fronte al mondo, alla Chiesa e principalmente a Dio. Sono chiamati ad essere luce in questo mondo di tenebre (Matteo 5:14-16). Devono dunque essere necessariamente di esempio (1Timoteo 4:12). Questa deve essere la loro condotta: 1) NON È LECITO AVERE RAPPORTI PREMATRIMONIALI (1Corinzi 6:15-20). Alcuni dicono: "Dato che noi ci amiamo e stiamo per sposarci, perchè parlare di limiti?" Un simile modo di ragionare, rivela una totale ignoranza di quanto comporta un autentico matrimonio cristiano, ossia due realtà che sono inseparabili l'una dall'altra: a) Un impegno davanti a Dio. È dunque indispensabile sapere che Dio considera come marito e moglie unicamente coloro che hanno preso l'impegno del matrimonio davanti alla comunità cristiana e alle autorità. Pertanto Dio considera i rapporti prematrimoniali come fornicazione (1Corinzi 6:9 e 18). 2) NON È LECITO FAVORIRE L'INTIMITÀ. Fra fidanzati cristiani nessun'intimità dovrebbe essere presa in considerazione. Certamente è una cosa naturalissima che dei fidanzati manifestino il loro reciproco amore con gesti di tenerezza, ma questi non devono creare alcun turbamento. Pertanto, ogni forma di contatto lascivo, deve essere evitato perchè fa parte dei rapporti intimi che Dio ha riservato allo stato di matrimonio (Matteo.5:28) e quindi sono da Dio stesso condannati (Apocalisse 21:8). I fidanzati devono evitare qualsiasi cosa che possa offuscare la loro purezza e gioia affinché essi possano operare per il meglio di se stessi, per la loro futura unione, ricordando sempre che: "L'amore non fa nulla di sconveniente" (1Corinzi 13:5) e che se la coppia cristiana si ama veramente, non si comporterà in maniera egoista.
1) Se è possibile convenire quanto prima a nozze. 2) Non isolarsi mai, ma vivere con gli altri la fede in Cristo Gesù. Isolandosi si è più soggetti alle tentazioni. La carne infatti può facilmente prevalere sullo Spirito (Matteo 26:41; Galati 5:16,17). 3) Essere sempre presenti in Chiesa ed impegnarsi attivamente nell'opera del Signore per poter crescere e maturare insieme. 4) Ricordarsi che pur essendo fidanzati, si è sempre fratello e sorella. Vediamo ora i motivi del divieto di un rapporto sessuale nell'ambito del fidanzamento:
Fattore psicologico È logico che due fidanzati cristiani, che sono tali in vista di un matrimonio, se entrano nell'ambito prettamente fisico, spingendosi verso carezze troppo intime, potrebbero rompere quella cortina tra loro, compromettendo un reciproco adattamento nel carattere. Se il rispetto reciproco crescerà, l'amore si approfondirà.
Fattore biologico-pratico Un motivo molto pratico che spiega il perchè due giovani non debbano lasciarsi andare verso rapporti troppo intimi o completi, è proprio il rischio di una gravidanza e quindi il trovarsi di fronte anticipatamente a tutti i problemi e le situazioni che essa comporta.
Fattore fisico Se due fidanzati indugiano o si danno a rapporti non completi, ma molto intimi, la fame sessuale si sveglia in maniera prepotente tanto che ognuno di loro sarà tentato o a pretendere rapporti completi tra loro o a cercare tali rapporti con partners più facili.
Fattore sociale In un ambiente come il nostro, abbastanza integro, i rapporti sessuali completi tra fidanzati, portano gravi disagi a loro stessi, nei confronti delle famiglie, della comunità, ma soprattutto per la testimonianza nei confronti della società che li circonda.Indice
Caro fratello, cara sorella, scegliere il proprio compagno o la propria compagna, è una cosa seria, perchè è una decisione che dura per sempre e influenzerà positivamente o negativamente la tua vita presente, futura ed anche eterna. Può darsi che tu stia per fare una scelta che viola la volontà di Dio. O forse l'hai già fatta. Migliaia di credenti possono testimoniare che non vale la pena rischiare. La Parola di Dio così si esprime: "Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita onde tu viva, amando l'Eterno il tuo Dio, ubbidendo alla Sua voce e tenendoti stretto a Lui" (Deuteronomio 30:19,20). |
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