DIO HA FATTO COSE GRANDI

    Un peccatore salvato per grazia - Dopo dieci mesi di matrimonio i medici mi diagnosticano tumore al cervello - Una paralisi e un'epilessia post intervento - Diciannove pillole al giorno mi "aiutano" a vivere" - Infine, la gloria di Dio: la guarigione dalla paralisi ed una preghiera con i fratelli zigani della M.E.Z. A.D.I.

    Questa in sintesi la testimonianza che stai per leggere, quella di un giovane di 30 anni, di nome Vincenzo. Lo scopo è quello di raccontare alla nostra generazione quello che ero e quello che sono diventato per la grazia di Cristo Gesù e ciò che Egli ha fatto nella mia vita.
Questo racconto forse da alcuni sarà considerato antiquato, obsoleto; altri lo giudicheranno con superficialità, qualcuno forse dirà: "Che bella testimonianza". C'è chi si sentirà migliore di me, ma queste valutazioni per me, contano poco. Ciò che mi spinge a raccontare la storia della mia vita, non è il fatto di mettere in risalto la mia persona, ma quello di testimoniare di "Cristo crocifisso, sapienza e potenza di Dio". Infatti, "io non mi vergogno dell'Evangelo, perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede".

    Cercherò di raccontarvi le mie molteplici esperienze spirituali, cercando di essere oltre che veritiero, anche esaustivo. 

    Mi sono chiesto a lungo: "cosa dirò e come farò ad esprimermi in modo sufficiente"? Ho scelto di pregare oltre che per me stesso, anche per te che leggerai, affinché anche tu possa ottenere misericordia e grazia. Ti prego cara anima che sei collegata ad Internet, proprio su questo sito, sappi che non è per caso che stai leggendo la mia storia, ma Gesù Cristo vuole dirti quello che vuole fare nella tua vita e in quella di quanti saranno disposti ad arrendersi a Lui, cioè a quanti apriranno il loro cuore al messaggio dell'Evangelo. Esso è un messaggio vivo, forte e unico, perché se accettato con fede riesce a cambiare i cuori di quanti vivono nell'angoscia, nell'ansia, nella depressione e di quanti sono oppressi e scoraggiati. Ancora oggi Gesù Cristo salva, guarisce e battezza nello Spirito Santo.
Nel Vangelo di Giovanni è scritto che Gesù guarì un uomo cieco che subito diffuse la notizia del miracolo ricevuto, dicendo: "Una cosa so che ero cieco, ma ora ci vedo". Questa è la testimonianza più benedetta della teologia della religione. Ecco dunque la mia storia.

    Ricordo di aver avuto un'adolescenza felice. I miei genitori mi hanno impartito una buon'educazione religiosa, unita al loro affetto ed al loro amore.

    Con l'ingresso nella scuola media superiore, conobbi tante persone e le mie amicizie cambiarono repentinamente. Il mio modo di pensare e di comportarmi mutò fulmineamente. Attorno alla mia vita si "affollavano" molti amici ed amiche. Non mancavano le avventure sentimentali epidermiche e le esperienze tipiche dell'età adolescenziale. Potevo definirmi un ragazzo appagato, allegro e tranquillo, ma notavo che la mia felicità era legata alle circostanze: per questo si alternavano periodi radiosi a periodi di depressione. In entrambi i momenti, se qualcuno mi avesse chiesto se fossi stato felice, io gli avrei risposto positivamente, perché non sapevo che cosa realmente fosse la felicità che invece oggi ho nel cuore per aver accettato Gesù.

    Oltre a non aver ben compreso il concetto di felicità, pensavo di aver afferrato anche il senso della libertà. Consideravo d'essere libero di fare tutto ciò che ritenevo giusto per la mia vita. L'orgoglio cominciava a padroneggiare nella mia vita. Volevo essere sempre al centro d'ogni situazione, volevo calamitare l'attenzione degli altri su di me. Ero sempre io quello che aveva ragione e la mia parola non doveva essere messa in discussione. La falsità si affacciò nella mia vita e ben presto i miei discorsi divennero particolarmente "coloriti", perché rafforzati da una raffica di bestemmie. Cominciai anche ad essere violento ed a passare velocemente dalle parole alla violenza fisica. 

    Durante la vita militare aggredii, fuori la caserma un mio superiore e per poco non fui processato e spedito a Peschiera. Una sera, mentre ero in libera uscita, andai a trovare un amico nella stessa città dove prestavo il servizio militare. Questo legame mi portò a frequentare persone e luoghi immorali. È proprio vero che "le cattive compagnie corrompono i buoni costumi". Il peccato mi aveva ormai sedotto, conquistato e schiavizzato. I luoghi che frequentavano erano come il soggiorno dei morti e sapevo molto bene che una volta intrapresa quella strada, sarebbe stato quasi impossibile tornare indietro. Celai a tutti queste esperienze che stavo facendo, anche perché mi vergognavo, ma ora so che anche se avevo toccato il fondo, Dio stava cercando di portarmi a casa. C'erano dei momenti nei quali volevo uscire da questo tunnel immorale, momenti nei quali gridavo a me stesso: "adesso basta", ma questa mia decisione non durava che un momento, perché erano legami troppo forti da rompere solo con la mia forza. L'angoscia e l'oppressione divennero i miei più intimi "amici" e la pace interiore era soltanto uno sbiadito ricordo.

    Un giorno si affacciò nella mia vita una febbre persistente che mi diede la possibilità di essere ricoverato all'ospedale militare e successivamente di essere mandato a casa per alcuni giorni. Fu in questo periodo particolare della mia vita che incontrai un mio vecchio amico che aveva cominciato a frequentare la Chiesa Evangelica di Modugno e m'invitò ad accompagnarlo. Lì per la prima volta ascoltai numerose testimonianze di persone liberate dalla schiavitù dell'alcool, della droga e dal peccato, grazie all'opera di Gesù nella loro vita. Cominciai a sentirmi piccolo e indegno come non mai. Vedevo gli altri superiori a me. Ancora non mi rendevo conto che Dio stava cominciando un'opera gloriosa nella mia vita. 

    Feci La mia prima esperienza il giorno in cui vennero a trovarmi dei giovani della Chiesa. Ero a letto a causa della solita febbre che si era presentata nel mio corpo. Alla fine della loro visita, essi pregarono per me. All'inizio non volevo unirmi a loro, ma mentre pregavano, sentii una Presenza particolare che non avevo mai avvertito prima: compresi che quell'invisibile e dolce presenza era Dio. Cominciai a piangere: non sapevo che cosa mi stesse accadendo, ma mentre piangevo sentivo che un senso profondo di pace e di gioia invadeva la mia vita. Non chiesi al Signore di guarirmi e di liberarmi dalla febbre, ma invocai Dio, affinché mi perdonasse di tutti i miei peccati. La mia nuova vita cominciò il giorno in cui compresi che ero un peccatore separato da Dio. Cominciai a frequentare la Chiesa Evangelica e durante la predicazione la Parola di Dio cominciò ad operare nella profondità del mio cuore, mostrandomi la mia reale condizione. Mi chiedevo come il predicatore potesse sapere tutto di me visto che non mi conosceva. Compresi che era lo Spirito Santo che lo stava illuminando e fui conscio che solo il Signore poteva liberarmi da ogni legame. La Parola di Dio cominciò a toccare ripetutamente il mio cuore, culto dopo culto e finalmente la potente Parola di Dio operò in modo glorioso e meraviglioso. Cristo spezzò ogni legame dalla mia vita e non mi sentivo più angosciato e oppresso perché Gesù entrò nel mio cuore e divenne il mio Personale Salvatore. Realizzai una delle promesse di Gesù: "conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". Ero stato liberato dalla menzogna, dall'orgoglio, dalla bestemmia, ma soprattutto dalla schiavitù del peccato. Con questo non voglio dire che sono diventato perfetto, ma posso affermare che il peccato non mi signoreggia più: ora sono un peccatore salvato per grazia. Oggi il Signore mi da la forza per dire no al peccato e a tutte quelle cose che sono sì allettanti, ma nocive alla mia anima. Dio oggi mi guida, facendomi capire attraverso la Sua Parola e attraverso lo Spirito Santo, ciò che è conforme alla Sua volontà e ciò che non lo è.
Un'altra gloriosa esperienza è stato il giorno in cui il Signore mi ha battezzato nello Spirito Santo. È difficile poter descrivere questo momento servendomi d'inchiostro, ma posso garantirvi che è stato un momento davvero benedetto che si è realizzato dopo aver ascoltato la predicazione della Parola di Dio. Cominciai a lodare Dio in altre lingue mentre una profonda benedizione scendeva nel mio cuore. Questa nuova esperienza spirituale è stata una pietra miliare sul mio cammino. Dio, infatti, stava dandomi la Sua potenza e la forza per superare quello che sarebbe stato il periodo più difficile della mia vita: un tumore al cervello, ma andiamo con ordine.

    Nel 1995 ho conosciuto Daniela, una credente davvero particolare, così particolare che ho deciso di sposarla. Nel 1997 abbiamo deciso di unire le nostre vite nel vincolo del matrimonio. Quel giorno, il nostro pastore, il fratello Modugno, ha predicato sull'arca di Dio che era in casa di Obed Edom. Il tema del suo sermone era: "la presenza di Dio nella nostra casa". È stata una predica profetica, perché avevamo bisogno della presenza di Dio nella nostra famiglia, perché un male oscuro stava crescendo nel mio cervello. 

    Dopo qualche mese dal matrimonio un passo particolare della Parola di Dio rimase impresso nella mia mente. Dio mi stava preparando ad una difficile prova. Avrei dovuto affrontare un'ardua battaglia nella quale Dio avrebbe combattuto per me ed avrei vinto. Dopo circa dieci mesi dal giorno del mio matrimonio e dopo una settimana dalla lettura di questo verso, mentre ero al lavoro, mi sentii male; svenni e mi portarono al Policlinico di Bari. La diagnosi fu terribile perché mi diagnosticarono un tumore benigno nella parte più profonda del cervello: raggiungerlo ed estirparlo sarebbe stato un'impresa non certo facile. Ricordo il volto di mia moglie che piangeva, ma nel mio cuore c'era la pace, perché avevo fondato la mia vita non su una religione, ma su Cristo Gesù e sulla Sua Parola. Il neuro chirurgo m'informò dei rischi dell'operazione: paralisi, cecità, demenza ed altre terribili conseguenze. Dio poteva guarirmi anche senza l'intervento dei medici, ma mi aveva informato che dovevo affrontare una battaglia nella quale Egli avrebbe vinto per me e si sa che le battaglie sono lunghe ed ardue. 

    Mi recai all'ospedale di Verona, specializzato in questi tipi d'intervento. La presenza del fratello Borrelli, pastore della Chiesa di Verona, del fratello Rabitti della Chiesa di Villafranca e di tanti altri fratelli e sorelle, furono per me e mia moglie di grande sostegno ed incoraggiamento. Giunto il giorno dell'intervento, prima che la barella entrasse in Sala Operatoria, feci la stessa preghiera di Mosè: "se tu non vieni con me, io non entrerò in quella sala operatoria". Dio mi fece sentire la Sua presenza e mi disse: non temere. L'intervento durò nove ore e mezzo. Per me è difficile raccontarvi e descrivervi tutti quei momenti e quelli successivi all'intervento. Non posso certo nascondere i miei avvilimenti e il buio che vedevo attorno a cui si accompagnò quella che i medici e la medicina classificano come "depressione post-intervento". A seguito di un'emorragia cerebrale intra operatoria sorsero delle complicanze. Non camminavo bene, avevo problemi di equilibrio e mi alimentavo con difficoltà. Dovevo assumere giornalmente qualcosa come 19 pillole e fra queste, ero costretto ad assumere il "Gardenale", che è un farmaco anti-epilettico. L'intervento al cervello aveva scatenato anche delle temibili crisi epilettiche, pericolose per il mio fisico, già minato dall'infermità di base.

    Tutto questo durò circa due anni. Rischiavo di perdere il posto di lavoro, ma ciò che è peggio, rischiavo di perdere la grazia. Dio però aveva cominciato un'opera e la doveva necessariamente portare a termine. La paralisi alla gamba fu risolta in un attimo: mentre ero in un centro di riabilitazione Dio operò gloriosamente e dalla sera al mattino ero tornato non solo a camminare, ma a correre. Dio è grande!

    Un giorno in Chiesa arrivarono dei fratelli missionari zigani appartenenti alla M.E.Z. A.D.I. Predicarono la Parola di Dio e dopo, insieme al mio Pastore, pregarono per la mia completa guarigione. In quei momenti avvertii una dolcezza ed un calore che invadevano la mia testa e nella mia mente riecheggiarono queste parole: "Io sono l'Eterno e ti ho guarito". Era la voce di Dio che mi parlava. Meditai sul fatto che Dio mi aveva detto: "io ti ho guarito" e non "ti guarisco". Per fede decisi da quel giorno in modo autonomo di non assumere mai più farmaci. Dal giorno dopo ho cominciato a mangiare senza più alcun problema e non ho più avuto crisi epilettiche. 

    Il 29 Dicembre del 2000 sono stato a Verona per una visita di controllo. Il primario che mi ha operato mi ha detto che ero completamente guarito. Quando ha saputo che avevo smesso di prendere il Gardenale, ha dissentito, ma quando l'ho informato che ormai erano mesi che non lo assumevo più, ha confermato la mia completa guarigione. Posso anch'io dire che: "Quello che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio". Quando Gesù promette una cosa, la mantiene. Nessuno può obiettare ed anche i principi di questo mondo si devono sottomettere alla Sua Parola.
Oggi so perché Gesù ha permesso questa prova nella mia vita: Egli ha affondato le Sue mani nell'argilla del mio cuore, fortificandomi nella fede. 

    Sono felice non solo per quello che il Signore ha fatto per me, ma soprattutto perché sono un figlio di Dio! A tutte queste benedizione se n'è aggiunta un'altra: Daniela aspetta un bimbo e fra pochi mesi diventerò papà. Dio ha fatto cose grandi per noi e noi siamo nella gioia.

    Dio è grande e dice: "Io sto alla porta del tuo cuore e busso, se uno ode ed apre, Io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me". 

    Cara anima, vorrei persuaderti ad aprire il tuo cuore a Gesù, ma non posso, perciò prego per te, affinché lo Spirito Santo possa continuare a bussare alla porta del tuo cuore e farti ascoltare la voce del Maestro che ti dice: "Io voglio salvarti, perché ti amo". Se tu lo invochi con tutto il cuore, il Signore ti salverà e si prenderà cura di te, come ha fatto con me.

Dio ti benedica
Vincenzo De Nicolò.

 

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