Ciccio
si racconta
Presunzione, orgoglio ed arroganza erano gli ingredienti base della vita di un giovane neppure diciottenne, ma sicuro di avere in tasca la ricetta per conquistare il mondo; lo stesso mondo che pochi mesi più tardi avrebbe mostrato il suo vero volto con tutta la sua crudeltà, lasciando in bocca il disgusto di un piatto tanto squisito all’apparenza, quanto immangiabile nel sapore. Eppure, chi guardando dall’esterno, si fosse avvicinato, non avrebbe avuto dubbi nell’affermare che Dio, nel mio caso, aveva avuto un gran riguardo, trascurando peraltro di notare che tutto quanto mi circondava costituiva, in realtà, solo una forte rocca contro l’intervento dello stesso Dio nella mia vita. Quanta apparenza, quanto amore per ciò che è corruttibile, quanti campi d’orzo da bruciare oscuravano la mia vista da ciò che è luce e va oltre l’esteriore per toccare, trasformare e modellare questo cuore insanabilmente maligno! Settembre ormai alle porte, parlo di sei anni or sono, m’invitava a riprendere i miei libri, l’inizio del quarto liceo non mi preoccupava, a mio dire, ne sapevo ben oltre i professori. Per il resto tutto trascorreva regolarmente, una vita calcolata nei dettagli, una nuova storia ormai ben avviata con una ragazza conosciuta l’anno prima nello stesso liceo, un’azienda, quella di famiglia, fiorente ed in continua crescita: non potevo desiderare di più! Tutto calcolato, se non fosse stato per quella sera. Lei, la ragazza dai sani principi, ma nell’ormai dichiarata e prestampata forma di atea impenitente, asseriva improvvisamente di aver conosciuto Dio, di aver pianto alla Sua presenza, di aver compreso della necessità di accettare nella sua vita Gesù. “Orgoglio di chi vede messo in discussione un proprio punto di riferimento”, pensai; poi decisi ancora una volta di far sfoggio della mia acquisita onniconoscenza, accettando l’invito ad una evangelizzazione in piazza dove con mia, a dir poco irritazione, aumentavano coloro che pubblicamente dichiaravano di aver conosciuto Gesù, invitando i presenti a fare la stessa esperienza. Ma quale “esperienza”? Ripetevo a me stesso di non aver bisogno di nulla, sapevo dell’esistenza di Dio, ero assiduo spettatore alla messa domenicale, non era già molto? C’erano cose più importanti nella vita, obiettivi e posizioni da raggiungere! La mia “mentalità aperta” mi invitava comunque ad accettare le convinzioni altrui, tanto tutto di lì a poco sarebbe tornato alla normalità e lei, la ragazza in crisi mistica, avrebbe capito che Dio non è un argomento per giovani. Ma Dio aveva incominciato la Sua opera, quella piccola scintilla non accennava a spegnersi, anzi non tardò ad incendiarsi: i campi d’orzo andavano bruciati, la terra dissodata, il seme sparso in una nuova terra. Fu quello l’anno del tracollo finanziario per la mia famiglia, tutto o quasi perso in pochi mesi, tutto rimesso in discussione da eventi esterni ed inimmaginabili, non calcolati! Improvvisamente il mio futuro, le mie certezze, tutto bruciava come steppa in una giornata di vento: era l’opera di Dio, il soffio dello Spirito Santo, non comprensibile e visibile se non con gli occhi della fede. Spinto dal desiderio di dimostrare che tutto aveva una spiegazione logica e che, anche quando le certezze materiali vengono meno, resta il genio di chi è nato per essere protagonista, decisi di accettare un nuovo invito, questa volta in una chiesa evangelica: avrei finalmente convinto me stesso non solo di conoscere già a sufficienza Dio, ma anche che Questi era una realtà troppo distante da noi, che poco poteva comprendere delle nostre sofferenze, essendo un semplice creatore-spettatore. L’impatto, ricordo, fu notevole: non avevo mai visto tanta luce e sobrietà in una chiesa ed i credenti sembravano essere stati avvisati del mio arrivo con la raccomandazione di sembrare a tutti i costi gioiosi. In realtà era un giorno di festa per tutta la comunità, diversi credenti scendevano nelle acque battesimali, testimoniando con gioia e lacrime della propria esperienza, una espressione colpì la mia attenzione: ”nuova nascita”. La domenica successiva ero lì di nuovo, dovevo capire cosa voleva dire quella strana espressione e verificare che la domenica precedente c‘era stata solo una grande montatura: non potevano continuare a fingere per molto tempo, avrei scoperto e dimostrato che erano tutti dei semplici esaltati. Ricordo perfettamente la mia diffidenza, ma anche il disperato bisogno di fare luce su quanto vedevo e Dio sia lodato perché in quella sera tutto fu chiaro come non mai nella mia breve vita: la Parola di Dio penetrò in me come una spada a doppio taglio e lo Spirito Santo mise in piena evidenza la necessità che anch’io realizzassi una nuova nascita. Quel giorno fui l’unico ad alzarmi all’appello per la salvezza e anche se al momento non lo capii, realizzai la nuova nascita in Cristo Gesù. Come argilla nelle mani del vasaio la mia vita cresceva giorno dopo giorno ed il vaso andava formandosi sotto la guida di Colui che è ricco nel donare e che presto lo avrebbe riempito della Sua benedizione. Tutto sembrava organizzato nei minimi dettagli quell’estate: lei, la mia ragazza, sarebbe andata in un campeggio cristiano a Bologna io sarei rimasto a Bari per lavoro, ma Dio aveva altri progetti per noi. Non erano, infatti, trascorsi cinque giorni dalla sua partenza che anch’io mi ritrovai su un treno diretto a Bologna per un fine settimana da non dimenticare nel quale Dio battezzò entrambi con lo Spirito Santo superando ogni nostra aspettativa e riempiendo questo vaso di terra della Sua forza. Non restava altro che rendere pubblica testimonianza di questa grande opera nella nostra vita scendendo nelle acque battesimali come esattamente un anno prima avevo visto fare ad altri, nella stessa comunità ripiena di quella gioia che ora riempiva anche la mia vita.
La mia oggi, è la vita di tanti miei coetanei studenti - lavoratori con sogni e progetti da realizzare, ma con un solo, grande, desiderio: ricercare in tutto la volontà di Dio, la Sua guida, la Sua approvazione qualunque sia il prezzo da pagare pur di non scendere a compromessi con il mondo, sapendo che c’è una meta da raggiungere, una corona da conquistare, la vita eterna da afferrare! Non posso concludere se non affermando che dopo sei anni la gloriosa verità della Parola di Dio è parte integrante nella mia nuova vita, vissuta nell’unica vera via , invitando chi non abbia intrapreso tale “via” a chiedere la guida di Dio che non mancherà di indirizzare quanti lo cercano passo dopo passo nel Suo sentiero, a volte stretto, a volte tortuoso, ma ricco di benedizioni e vittorie in Cristo Gesù!
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