Vorrei farvi partecipi dell’opera meravigliosa
che Dio può compiere nella vita dell’uomo e come può trasformare il buio che
è dentro di noi in una meravigliosa luce.
Nell’età adolescenziale ho perso mia madre a
causa di un male incurabile e quella che fino ad allora era stata la mia
sicurezza, venne meno. Avevo perso tutto quello che era più importante per la
mia vita; l’affetto e la presenza di mia madre. Caddi in uno stato di
frustrazione profonda che mi portò alla depressione, rendendo instabile il mio
equilibrio e il mio stato nervoso già compromesso dalla malattia di mia madre.
Per
tutto ciò me la presi con Dio, considerandolo l’autore di tutto quello che
era accaduto. Trascorse qualche anno e il mio stato psichico continuava ad
essere intollerabile. Il mio unico pensiero era mia madre e per questo, non so
se per gioco o per l’incoscio pensiero di poter comunicare con lei, volli
partecipare a delle sedute spiritiche, le quali mi davano l’illusione di poter
parlare con i morti, ma che invece rovinavano ancora di più il mio equilibrio
nervoso, dandomi paura e insicurezza, dovendo dipendere da loro per ogni scelta
di vita.
Le
arti magiche, lentamente, prendevano possesso nella mia vita. Le sedute
spiritiche diventavano sempre più “movimentate” perché gli oggetti si
spostavano, gli spiriti parlavano, le croci s’incenerivano, ed io lentamente
scivolavo nel mondo del preternaturale. Non so se sono mai stato un vero medium,
ma sicuramente gli spiriti simpatizzavano per me perché le esperienze che
facevo erano reali. Tutto questo però, non dava pace alla mia vita, anzi,
lentamente mi stavano portando alla pazzia e all’autodistruzione.
In
quel periodo nella città dove vivevo, fu installata una grande tenda
missionaria dove ogni sera delle persone, in prevalenza giovani, si riunivano,
cantavano e parlavano di Dio. Fui attratto più dalla musica che dal messaggio
che essi portavano. Partecipai per molte sere a questi incontri sempre con
distacco e solo per il piacere di ascoltare la musica ed una di quelle sere si
avvicinarono a me dei giovani di questo gruppo dicendomi che Gesù mi amava. A
quest’affermazione risi loro in faccia rispondendo che se tutto ciò era vero,
Dio non avrebbe permesso la morte di mia madre. Poi aggiunsi che io ero già in
contatto con Dio, tramite le sedute spiritiche che praticavo. La loro risposta
fu di smettere di praticare quelle cose, perché erano vietate da Dio nella
Bibbia. Con molto distacco li lasciai alle loro convinzioni e mi congedai da
loro in maniera molto brusca ma nella mia mente le parole di quei giovani
riecheggiavano. Lessi nella Bibbia il passo in Deuteronomio 18:11,12, del
divieto che Dio dava al Suo popolo per quelle pratiche e decisi di smettere con
l’occultismo, ma tutto ciò non bastò a ridare equilibrio alla mia vita,
infatti, quelle esperienze avevano scosso di più il mio stato nervoso.
Continuai a vivere nella paura, nell’angoscia e nella superstizione in cui mi
ero addentrato, tanto da non compiere nessuna mia azione senza aver prima
consultato l’oroscopo o il mio spirito guida.
Gli
anni passarono ed io continuai a vivere la mia vita distaccandomi anche da ogni
pratica religiosa, dibattendomi in condizioni di salute mentale molto precarie:
avevo perso concentrazione, vivevo nell’ansia e nello sconforto ed ogni cosa
che intraprendevo mi era difficile ed impraticabile. Per questo fui costretto a
consultare dei medici specialisti in Psichiatria che mi diagnosticarono un forte
esaurimento nervoso con turbe psichiche.
Cominciai
ad assumere psicofarmaci ed ansiolitici per svolgere le mie attività
quotidiane. In quel periodo le cose sembravano andare meglio. Conobbi un brava
ragazza e mi convinsi che da allora in poi tutto sarebbe andato meglio, ma non
fu così, infatti, il mio miglioramento psichico era dovuto esclusivamente ai
farmaci che assumevo in maniera massiccia e ogni volta che sembrava che tutto
dovesse tornare alla normalità sprofondavo in una crisi depressiva. Cercai
allora di ristabilire il mio equilibrio psichico con i divertimenti: ero certo
che prendendo tutto ciò che la vita mi offriva, sarei stato felice. Cominciai
ad uscire con gli amici, passavo le serate nelle discoteche, fumando, bevendo e
divertendomi. Ma l’allegria terminava la notte, quando rientravo a casa e mi
trovavo solo in una condizione d’alienazione più totale, chiedendomi chi
fossi, cosa vivevo a fare e perché provavo tanto dolore nel mio cuore.
Il
giorno dopo tutto ricominciava e la mia vita continuava solo per inerzia. Con il
trascorrere del tempo le cose peggioravano sempre di più. Rimasi senza lavoro,
senza stimoli, poggiando la mia vita e sfogando le mie frustrazioni sulla mia
fidanzata che amandomi, sopportava tutto con estrema pazienza. Un giorno però
anche lei stanca d’ogni sopruso e al massimo della sopportazione decise di
lasciarmi e la mia condizione peggiorò perché la cosa più importante della
mia vita era lei. Per ben due volte decisi di farla finita, ma tutti i miei
tentativi di suicidio svanivano, perché ero cosciente che non era la soluzione
migliore. La mia fidanzata comprese ancora una volta il mio tormento e tornammo
insieme ad una condizione: che veramente tutto sarebbe cambiato.
Ormai
stanchi di quella vita, decidemmo di lasciare gli amici, i divertimenti che
davano solo una momentanea soluzione al nostro problema e cercammo di rimanere
soli per salvare il nostro rapporto. In quel periodo mi ricordai di quei giovani
che anni prima mi avevano parlato di un Gesù che avrebbe potuto dare un
significato alla mia vita e cominciai a leggere la Bibbia.
Una
sera decisi con la mia fidanzata di entrare in una chiesa evangelica dove
conoscevo alcune persone. Alla fine del culto, fui avvicinato da alcuni di loro:
nei loro occhi vidi una luce particolare e nei loro volti vi era una profonda
gioia.
Esposi
i miei problemi, parlai della mia condizione interiore, delle mie sofferenze,
della mia fragile situazione neurologica. La loro risposta mi sorprese: “Noi
non possiamo risolvere i tuoi problemi e neanche la Chiesa Evangelica può
farlo, ma il Signore è il Dio dei miracoli”.
Mi
lessero un passo dal vangelo di Matteo: “Cercate prima il Regno di Dio e la
sua giustizia e tutte le altre cose vi saranno sopraggiunte“. La mia delusione
fu totale: loro non potevano aiutarmi, come io speravo. Anche quell’esperienza
sembrava essere fallita, ma, prima che andassi via, chiesero se volevamo che
pregassero per noi. Acconsentimmo e in quei momenti scoprivamo che le persone
che pregavano per noi, lo stavano facendo con la convinzione che qualcuno da
lassù li stesse ascoltando. Ci salutammo e io andai via convinto che anche
quell’esperienza si era rivelata inutile ma qualcosa accadde nella mia vita.
Quando tornai a casa mi rivolsi a Dio con una preghiera spontanea, chiedendogli
di ricevere anch’io la luce che avevano quelle persone nei loro occhi. In un
momento sentii una pace che invadeva la mia vita e mi sentii un peccatore
davanti a Dio; chiesi a Lui perdono di tutti i miei peccati e andai a dormire
senza assumere gli psicofarmaci che fino a quel momento ero costretto a
prendere. Dio mi aveva ascoltato.
Da
quel momento in poi l’ansia, la paura, la superstizione andarono via dalla mia
vita: ero guarito ma, cosa più importante, ero “nato di nuovo” in Cristo
Gesù.
Il
buio che era in me è divenuto luce per la grazia di Dio. Anche la mia fidanzata
fece la sua esperienza di nuova nascita e oggi a distanza di dodici anni,
possiamo affermare che Dio è fedele. Lui ci porta avanti, inondandoci di luce e
di speranza.
Il
mio invito è quello che se tu ti trovi in una condizione di buio interiore come
mi trovavo io e credi che non c’è nessuno che ti ascolti, voglio assicurarti
che Dio è lontano da te, solo lo spazio di una preghiera.