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DOVE ABITA DIO? Sermone esposto da Charles H. Spurgeon, domenica mattina 14 agosto 1859, nella Music Hall, Royal Surrey Gardens, Londra. "E in lui voi pure entrate a far parte dell'edificio, che ha da servire di dimora a Dio per lo Spirito" (Efesini2:22). Leggendo l'Antico Testamento notiamo che durante la dispensazione mosaica Dio aveva una dimora visibile tra gli uomini. La brillante nuvola che appariva tra le ali dei cherubini sovrastanti il propiziatorio e nel tabernacolo mentre Israele pellegrinava nel deserto e dopo, nel tempio, quando il popolo si stabilì nella propria terra, era la manifestazione visibile della presenza di Dio nel luogo consacrato al Suo culto. Ma ogni cosa della dispensazione mosaica era un tipo, una figura, una serie di ombre, delle quali l'Evangelo è la realtà e la sostanza. È triste, tuttavia, constatare che spesso nei nostri cuori abbiamo ancora molto del vecchio giudaesimo, al punto che, frequentemente, torniamo ai vecchi e meschini elementi della legge, invece di proseguire e considerarli un tipo di qualcosa di spirituale e di celeste al quale dovremmo aspirare. È penoso in questo nostro secolo ascoltare come la gente parla degli edifici religiosi; avrebbero fatto molto meglio ad aderire immediatamente al credo giudaico. Ricordo di aver ascoltato un sermone sul testo: "Se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui" e la prima parte del sermone consisteva in una puerile maledizione contro chiunque avesse osato commettere un atto profano nel cortile della chiesa, o se avesse appoggiato il palo di una tenda durante la fiera della settimana seguente contro qualche parete di quell'edificio che mi sembrò come l'idolo dell'uomo che occupava il pulpito. Esiste da qualche parte un luogo santo? C'è un luogo sulla terra dove Dio abiti in modo particolare? Io non l'ho mai incontrato. Ascoltate le parole di Gesù: "Credimi, l'ora vene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre... Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede". Ricordate le parole dell'apostolo Paolo ad Atene: "D che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da opera di mano". Perciò, con grande decisione ed indipendenza di pensiero abbandoniamo per sempre l'idea che la santità è connessa con qualsiasi cosa che non sia un agente cosciente ed attivo. Abbandoniamo totalmente tutte le superstizioni collegate ai luoghi. Un luogo è altrettanto consacrato che un altro e dovunque ci raduniamo con vero cuore per adorare Dio, quel luogo diviene per quell'occasione la casa di Dio. Per quanto possa essere considerato con grande rispetto religioso, quel luogo, quando non c'è un cuore devoto che adora Dio, non è la casa di Dio; può essere una casa di superstizione, ma non la casa di Dio. Ma qualcuno obietterà: "Dio dovrà pur avere una dimora, il nostro testo non l'afferma?" Sì, certamente e di quella dimora parleremo. Esiste una casa di Dio; non è una struttura inanimata ma un tempio spirituale e vivente: "In lui", cioè in Cristo, "voi pure entrate a far parte dell'edificio, che ha da servire di dimora a Dio per lo Spirito". La casa di Dio è edificata con pietre viventi di uomini e donne convertite. La Chiesa di Dio, che Cristo ha acquistato col proprio sangue, questo è l'edificio divino e la struttura nella quale Dio dimora anche oggi. Vorrei, tuttavia, fare una considerazione riguardante i luoghi nei quali offriamo il culto. Essi non posseggono una santità superstiziosa connessa con le strutture, ma nello stesso tempo esiste un tipo di sacralità collegata con la comunione con Dio. In qualsiasi luogo dove Dio ha benedetto l'anima mia, credo che sia nient'altro che la casa di Dio e la porta del cielo. Non perché le pietre siano santificate, ma perché mi sono incontrato con Dio ed il ricordo che ne ho lo rende consacrato per me. Quel luogo dove Giacobbe si adagiò per dormire, che era in quella circostanza la sua camera di riposo, fu per lui non altro che la casa di Dio. Spero che abbiate delle stanze nella vostra casa e "camerette", che sono più sacre di una qualsiasi maestosa cattedrale con le punte slanciate verso il cielo. Dove c'incontriamo con Dio si manifesta questa sacralità, non è il luogo ma la comunione con Lui. Dove restiamo in comunione con Dio e dove Egli stende il Suo braccio, sia questo luogo una capanna o un filare o una brughiera o una montagna, diviene per noi la casa di Dio; il luogo è immediatamente consacrato, non però per considerarlo con riverenza superstiziosa, ma soltanto consacrato nel ricordo delle ore benedette che lì abbiamo speso in preziosa comunione con Dio. Lasciando da parte queste considerazioni permettetemi di introdurvi nella casa che Dio ha costruito per la Sua dimora. Considereremo la Chiesa prima di tutto come un edificio, poi come una dimora ed infine come un tempio. Tuttavia, già nell'eternità bisognava trovare una pietra e doveva essere presa dalla stessa cava delle altre. Dove doveva esser trovata? Dove era l'uomo adatto per fungere da pietra angolare di tale maestoso edificio? No, né gli apostoli, né i profeti, né i dottori erano adatti. Messi tutti insieme sarebbero stati come un fondamento di sabbia e la casa avrebbe vacillato e sarebbe caduta. Ecco come la mente divina risolse il caso: "Dio diverrà uomo, vero uomo, Egli sarà della stessa sostanza delle altre pietre del tempio, ma sarà anche Dio e perciò forte abbastanza per portare il peso di quest'immensa struttura la cui cima raggiungerà il cielo". Immagino di vedere la posa in opera della pietra del fondamento; si assisterà ad una manifestazione di giubilo? No, vi sarà del pianto. Gli angeli si radunano intorno alla pietra che è stata posta, ed ecco gli angeli piangono, le arpe del cielo sono coperte di sacco e non si ode alcun canto. Avevano cantato di gioia quando il mondo fu creato, perché non cantano ora? Guardate e ne comprenderete la ragione. Quella pietra è imbevuta di sangue, quella pietra angolare deve essere coperta di sangue. Quel cemento vermiglio che esce dalle vene sante deve saturarla. Lì è deposta la prima pietra dell'edificio divino. Cominciate di nuovo a cantare o angeli del cielo. La pietra del fondamento è posta, la cruenta cerimonia è completata ed ora da dove raccoglieremo le pietre per costruire questo tempio? La prima pietra è al suo posto, dove sono le altre? Scaveremo ai lati del Libano? Cercheremo queste pietre preziose delle cave di marmo dei re? NO, dove correte voi operai di Dio? Dove andate? Dove sono le cave? Essi rispondono: "Andremo a scavare nelle cave di Sodoma e Gomorra, nella profondità della peccaminosa Gerusalemme, in mezzo alla Samaria errante". Li vedo togliere il terriccio, mentre scavano profondamente nella terra e alla fine giungono a quelle pietre; ma quanto sono grezze e ruvide, quanto sono dure, quanto irregolari. Sì, ma sono le pietre elette da tanto tempo con un patto e queste devono essere le pietre e non altre. Devono essere modificate, devono essere raccolte, lavorate allo scalpello, lucidate ed infine messe al loro posto. Vedo gli operai all'opera. La dura scure della legge le taglia e poi viene il cesello lucidatore dell'Evangelo. Vedo le pietre messe al loro posto e la Chiesa che è edificata. I ministri come saggi costruttori corrono intorno al muro per mettere ogni pietra spirituale al suo posto; ogni pietra è poggiata sulla grande pietra angolare e ogni pietra dipende dal sangue e trova sicurezza e forza in Gesù Cristo, la Pietra angolare "eletta e preziosa". Non vedete anche voi l'edificio che si va innalzando, ed ognuno degli eletti da Dio sono raccolti, chiamati per grazia e vivificati? Notate come le pietre viventi con amore santo ed in sacra fratellanza sono collegate insieme? Siete mai entrati in quell'edificio per vedere come quelle pietre poggiano una sull'altra portando il peso una dell'altra e così adempiendo la legge di Cristo? Considerate come la Chiesa ami Cristo e come i suoi membri si amino? Come prima di tutto la Chiesa è legata alla Pietra angolare ed ogni pietra unita a quella più prossima e la prossima alla vicina finché l'edificio diventa un'unità? Ecco, la struttura si eleva ed alla fine è completata. Ed ora aprite bene gli occhi vostri e mirate quale glorioso edificio è la Chiesa di Dio. Gli uomini parlano dello splendore delle loro architetture, questa è veramente architettura. Non secondo i modelli greci o gotici, ma secondo il modello del santuario che Mosè vide sul monte santo. C'è stata mai struttura tanto attraente come questa, pulsante di vita in ogni atomo? Su ogni pietra ci sono sette occhi e tutte sono piene d'occhi e di cuori. Era stato mai pensato un edificio così massiccio costituito da anime, una struttura formata da cuori umani? Non c'è altra abitazione per il riposo che quella del cuore. Lì l'individuo può trovare pace col suo simile; ma c'è una casa dove Dio si diletta di abitare, costruita con cuori viventi che pulsano d'amore santo; costruita con anime redente, scelte dal Padre, acquistate dal sangue di Gesù Cristo. La parte superiore di questo edificio è in cielo, una parte dei credenti dimora già oltre le nuvole. Molte delle pietre viventi dimorano ora nel pinnacolo del paradiso. Noi invece siamo qui, ma la costruzione s'innalza, la muratura sacra diviene sempre più imponente, mentre anche la pietra angolare si eleva, così tutti noi edifichiamo finché alla fine l'intera struttura dalle sue fondamenta, fino al pinnacolo, raggiungerà il cielo e vi rimarrà per sempre: la nuova Gerusalemme, il tempio della maestà di Dio. Riguardo a questo edificio desidero fare qualche altra considerazione prima di passare al punto successivo. Quando gli architetti progettano un edificio commettono degli errori nel formularne il piano. I più diligenti omettono qualche particolare ed altri più dotati scoprono che qualcosa è sbagliato. Ma notiamo che la Chiesa di Dio è costruita secondo regole precise, con compasso e con regoli ed alla fine non si potrà trovare alcun errore. Forse fratello sei una pietra piccina nel tempio e pensi che avresti dovuto essere più grande. Però, non è stato commesso alcun errore. Hai un solo talento: è abbastanza, se ne avessi due rovineresti la costruzione. Forse sei stato messo in un angolo, nascosto e dici a te stesso: "Oh, se fossi in una posizione preminente". Invece, se fossi maggiormente in evidenza staresti fuori posto ed una pietra fuori posto nell'architettura tanto delicata come quella divina, rovinerebbe tutto. Ti trovi dove dovresti essere e restaci. Siine certo non c'è un errore. Quando infine percorreremo la via intorno alle mura dell'edificio, noteremo le torri ed ognuno sarà indotto ad esclamare: "Quanto è gloriosa Sion!". Quando i nostri occhi saranno illuminati ed i nostri cuori istruiti, ogni parte di questo edificio riceverà la nostra ammirazione. La pietra più alta non è il fondamento, né quest'ultimo può stare in cima. Ogni pietra è della forma giusta, del giusto materiale e la struttura intera si adatta perfettamente al suo scopo: la gloria di Dio, il tempio dell'Altissimo. In quest'edificio di Dio si riconosce la Sapienza infinita. Bisogna riconoscere anche un altro particolare: la sua forza inespugnabile. Quest'abitacolo di Dio, questa casa non è il prodotto di mano d'uomo, ma è l'edificio di Dio che è stato attaccato spesso, ma mai espugnato. Moltitudini di nemici hanno assalito i suoi antichi bastioni, ma li hanno attaccati invano: "I re della terra si ritrovano e i principi si consigliano assieme" ma che cosa è accaduto? Si sono coalizzati contro a lei, ognuno di loro con uomini potenti, ognuno con la sua spada sguainata, ma che cosa è successo? L'Eterno li ha dispersi. Come neve dispersa sui monti da una tempesta improvvisa, così si sono dileguati, o Dio e si sono sciolti davanti all'alito delle nostre narici. Ma la vera gloria della Chiesa di Dio consiste nel fatto che non soltanto è un edificio, ma è una DIMORA. Possiamo notare una grande bellezza in una struttura inabitata, ma rimane sempre una venatura di malinconia. Viaggiando nel nostro paese, spesso incontriamo qualche torre smantellata o qualche castello diroccato. Sono costruzioni attraenti. ma non c'è segno di gioia, anzi soltanto qualche dolorosa riflessione. Chi desidera osservare dei palazzi desolati? Chi ama vedere la terra svuotata dei suoi figli e le sue case senza abitanti? C'è però gioia in una casa illuminata ed ammobiliata, dove si sentono le grida dei fanciulli. Diletti, la Chiesa di Dio ha questa particolarità della quale gloriarsi, che è una casa abitata, che è la dimora di Dio per lo Spirito. Quante chiese sono soltanto case ma non dimore! Potrei presentarvi una chiesa di Dio formale, che è stata costruita con squadra e compasso, ma il suo modello ha copiato qualche credo antico, non la Parola di Dio. È precisa nella sua disciplina, secondo le proprie norme ed accurata in tutte le osservanze secondo il proprio modello. Quando entrate a far parte di quella chiesa, la cerimonia è imposta, l'intero culto forse vi attrae per un pò, ma uscirete da quel luogo consci che non avete incontrato la vita di Dio, che è una casa, ma senza inquilino. Può essere una chiesa professante, ma non è dimora del Santo; è una casa vuota che presto sarà dilapidata e cadrà. Temo che questa sia la fine di molte nostre chiese, istituzionalizzate o indipendenti. Esistono troppe chiese che non sono altro che un mucchio di formalismo morto e deprimente, dove non v'è la vita di Dio. Potete andare ad adorare con tali persone, giorno dopo giorno e il vostro cuore non palpiterà mai, il vostro sangue non scorrerà mai più velocemente nelle vostre vene, l'anima vostra non sarà mai arricchita, perché si tratta di una casa vuota. L'architettura dell'edificio può essere attraente, ma essendo vuota è soltanto un deposito; non c'è una mensa apparecchiata, non c'è gioia, non è stato "ucciso il vitello ingrassato", non c'è il canto di allegrezza. Diletti facciamo attenzione che anche le nostre comunità non divengano così, che non diveniamo un insieme di persone senza vita spirituale e di conseguenza case disabitate, perché Dio non le abita più. Ma una vera chiesa, che è visitata dallo Spirito di Dio, dove la conversione, l'istruzione e la devozione sono ugualmente presenti per l'influenza vitale e propria dello Spirito Santo: una Chiesa siffatta è la dimora di Dio. Consideriamo ora questo amabile tema. Una chiesa costituita d'anime viventi è la dimora propria di Dio. Cosa voglio affermare? Una casa è il luogo dove un individuo trova serenità e si ristora. Fuori combattiamo col mondo, là abbiamo ogni nervo in tensione per mantenere la rotta in mezzo ad un mare in tempesta e non essere trascinati via. Fuori, tra la gente, incontriamo coloro che parlano un linguaggio diverso dal nostro, che spesso, rapidamente, colpiscono e feriscono i nostri cuori. Perciò dobbiamo stare in guardia e spesso ripetiamo: "L'anima mia è in mezzo ai leoni, dimora tra gente che vomita fiamme". Nel mondo che ci circonda abbiamo poco riposo, ma finita la giornata andiamo a casa e qui troviamo requie. Il nostro co |