La Famiglia
GIOBBE: PADRE ESEMPLARE
(Giobbe 1:1-5)
di Sebastiano Campo
"Quando i giorni della festa terminavano, Giobbe li faceva venire per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva un olocausto per ciascuno di essi, perchè diceva: "Può darsi che i miei figli abbiano peccato e abbiano rinnegato Iddio in cuor loro". Giobbe faceva sempre così". Giobbe, ci viene presentato come "...il più grande di tutti gli orientali." (1:3), "Il libro di Giobbe è il più antico libro conosciuto; probabilmente è stato scritto al tempo di Giacobbe (1760 a.C.) lo scrittore è sconosciuto. Alcuni parlano di Mosè, altri dichiarano che fu scritto dallo stesso Elihù" (Dispensa IBI: Libri Poetici) e tratta il difficile tema della sofferenza. Quello che vogliamo evidenziare in queste righe, è la sua figura di padre credente. Come tale:
I. GIOBBE AVEVA UN CONTATTO COSTANTE CON I SUOI FIGLI

Giobbe aveva un contatto costante con i suoi figli, conosceva e seguiva le loro abitudini: "E quando la serie di giorni di convito era finita...". Ciò significa che Giobbe era informato di ciò che facevano e dei tempi in cui questi conviti si svolgevano. La sua attenzione non cessava, perchè "Giobbe faceva sempre così". Purtroppo a volte genitori, non sanno quello che fanno i loro figli, dove vanno, chi frequentano quando escono e quando ritorneranno.
II. GIOBBE AVEVA AUTORITA' MORALE SUI SUOI FIGLI

"Li faceva venire per purificarli" queste parole sembrano corrispondere al portarli in preghiera, ai piedi del Signore, ...a portarli in chiesa. Esercitiamo con amore e fermezza la nostra autorità di genitori sui figli (Proverbi 22:6). Questa autorità, non è sprezzante, non serve per dominare su loro, ingannandoli o prendendoli in giro. Se un genitore fa uso di questi metodi, non fa altro che irritare i propri figli, ed anche ciò non è gradito a Dio (Efesini 6:4). L'autorità serve per correggerli con amore e per amore. Giobbe li teneva stretti a se e non li spingeva nel mondo, con lo stesso principio Abramo stabilì i criteri di scelta della moglie per Isacco, e Isacco seguì gli stessi criteri per la scelta della moglie per Giacobbe. (Genesi 24 :1-4; 28:1,2).
III. GIOBBE DAVA UN' IMPORTANZA PRIORITARIA AL SUO RUOLO DI GENITORE

"Si levava di buon mattino..." Giobbe era ricco, molto ricco (v.3), avrebbe potuto farsi assorbire, e ne avrebbe avuto l'occasione, interamente dai suoi impegni, dal suo lavoro, dai suoi affari, dall'andamento dei suoi numerosi capi di bestiame, in definitiva dalle sue ricchezze. Ma egli non permise che queste cose lo distogliessero dalla sua vita di fede come persona e come padre. Anche se certamente la moglie non gli veniva incontro in questo Giobbe si prendeva cura della vita spirituale dei suoi figli.. "...di buon mattino..." interveniamo presto nella vita dei nostri figli, non perdiamo tempo, incominciamo dal mattino della loro vita.
IV. GIOBBE RIFLETTEVA SULLA CONDOTTA SPIRITUALE DEI PROPRI FIGLI

"...perchè diceva: "Può darsi che i miei figli abbiano peccato e abbiano rinnegato Dio in cuor loro". L'alimentazione, il vestiario, altre cose del genere, sono la legittima preoccupazione di ogni genitore, ma non esauriscono interamente il ruolo del genitore cristiano; rimane ancora la parte principale sicuramente più impegnativa e difficile, ma più importante e preziosa; essa è la parte affettiva e spirituale! La condotta dei figli di Giobbe, era oggetto delle sue riflessioni anche l'eventualità del commettere peccato faceva parte della sua sorveglianza intesa come attenzione e cura sui propri figli. I figli si ricorderanno degli interventi dei loro genitori nella propria vita; si ricorderanno con piacere e fierezza gli interventi tesi a correggerli e proteggerli! Sarà invece, molto più spiacevole per loro, avere un ricordo di genitori indifferenti e disinteressati, alla loro condotta ai loro bisogni affettivi. Anche il permissivismo da parte dei genitori, spesso molto desiderato dai figli di giovane età, potrebbe, in futuro, in età più matura, essere ricordato con rimpianto e disapprovazione perchè in effetti, non li ha protetti e preservati dal commettere errori! Consideriamo infine che c'è un pericolo di danno anche a lunga scadenza per chi trascura di impartire una sana condotta ai propri figli. (I Sam. 3:13)
V. GIOBBE NON REPUTAVA UNA PERDITA LE SPESE PER LE COSE SPIRITUALI

"...e offriva un olocausto per ciascuno...". Giobbe era ricco, aveva settemila pecore e molto altro bestiame, migliaia di capi di cammelli, buoi, asini, ma non era la sua ricchezza il motivo della sua offerta generosa. Infatti, nella Bibbia, ci sono esempi di uomini ricchi, ma non per questo riconoscenti e generosi né con il prossimo, né con Dio. Nabal per esempio "uomo...molto ricco..." (I Samuele 25:2) che invece di esprimere fattivamente riconoscenza verso Davide, che onestamente (25:7) gli aveva offerto protezione (25:15-16), fu sprezzante e avaro. Egli, era pronto a non badare a spese per banchettare in modo regale per la propria soddisfazione (25:36), ma del tutto indisponibile per offrire per delle cose di cui aveva usufruito (d'altronde il suo nome significa: stolto) I Samuele 25. Allo stesso modo il ricco stolto di cui parla Gesù nella parabola (Luca 12:13-21) non tesoreggiava per Dio, ma per se stesso, e perse tutto...proprio tutto, i beni materiali e la sua anima. Gesù termina spiegando il motivo dell'amaro risultato conseguito dal ricco: "Così è di chi tesoreggia per se e non è ricco in vista di Dio!" Anche Lot voleva tesoreggiare per se stesso, quando scelse la parte dove andare senza tenere minimamente conto di Abramo, ma perse tutto; se stesso cioè la propria libertà, la sua famiglia, i suoi beni, li riebbe solo perchè Abramo andò a combattere per lui (Genesi 14:12-16).Un messaggio del tutto diverso ci viene dalla povera vedova in Luca 21: 1-4. Da ciò possiamo dedurre che il nostro impegno per il Signore, non sarà determinato soltanto dalle nostre capacità o possibilità fisiche e materiali, ma prima di tutto dalla disponibilità del nostro cuore. Infine, facciamo come coloro che portarono i propri fanciulli a Gesù perchè Egli li benedirà (Matteo 19:13,14).
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