Cristiani Evangelici di Fede Pentecostale

La Famiglia

FOCOLARI BENEDETTI

I nostri giornali sono pieni della tragedia dei divorzi e dei focolari rotti. Un articolo di giornale: “Come salvare i nostri focolari?” ed un altro intitolato: “Il nemico pubblico N.1”, deplora il fatto allarmante che su cento focolari americani novanta circa sono, se non separati, almeno disuniti ed infelici.
Dalle lettere ricevute emerge che centinaia di focolari sono rovinati dal bere, altre centinaia dall'adulterio, dalla gelosia, dall'egoismo, dalla passione per i piaceri, dai dissensi d'ogni specie che contribuiscono a minare le fondamenta della vita familiare. Nel corso d'un articolo sulla psicologia del focolare, un autore, dopo aver citato tutte le cause di disintegrazione: l'indipendenza della donna che è ora in grado di guadagnarsi la vita con i propri mezzi, la posizione sociale, la soppressione del timore legale che un tempo s'aveva riguardo al divorzio, finisce col fare allusione alla fede religiosa che costituiva pure un certo freno. Il matrimonio - dice - era approvato e santificato dalla Chiesa, e il divorzio considerato come una trasgressione della legge di Dio. Alla fine dei conti, dopo avere esaminato sotto tutti i suoi aspetti il problema, io sono anzi tutto convinto che si tratti di un problema d'origine spirituale.
La maggior parte di questi saggi consiglieri i cui articoli coprono lunghe colonne dei nostri giornali, sembrano ignorare il fatto fondamentale che Dio ha compiuto la prima unione coniugale nel giardino di Eden e ha istituito per tutti i tempi la sacra legge del matrimonio. Dio ha creato l'uomo e la donna e ha dato loro questo comandamento: “Fruttate e moltiplicate”. Dio ha dichiarato: “Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto convenevole”. Ed ancora la parola dell'Eterno ci dice che “l'uomo lascerà suo padre e sua madre e s'unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne” (Genesi 2:24).
Quando Dio istituì nell'Eden questo primo matrimonio, Egli diede le Sue istruzioni ai nostri genitori, istruzioni che s'affermarono e si amplificarono nel corso dei secoli. Così noi abbiamo nella nostra Bibbia in riguardo al matrimonio, certe leggi e certi regolamenti che, se fedelmente seguiti - posso affermare con certezza - metterebbero fine a tutti i disordini e a tutte le divisioni nella vita del focolare. La ragione profonda di tutta la rovina del focolare domestico è che ci siamo allontanati dalla Parola di Dio: abbiamo ricusato di riconoscere il piano divino per il focolare e di conformarvici.
I membri delle famiglie che costituiscono la nostra nazione hanno rifiutato d'assumere le loro responsabilità, quali sono chiaramente esposte nella Bibbia. La Bibbia, infatti, ci traccia un piano ben definito in riguardo ai rispettivi doveri dei padri, delle madri, dei figli in seno al focolare domestico, se voi sprezzate queste leggi divine non potrete che cadere in serie difficoltà, e la felicità coniugale sarà inevitabilmente compromessa. Vorrei ricordarvi qui brevemente quali sono questi doveri particolari che la Parola di Dio ci presenta nelle sue pagine.

  1. Il dovere del marito nella casa. E' interessante notare che la parola anglosassone “husband” (marito) significa propriamente “legame della casa” o ancora “padrone di casa”. A lui s'impone la responsabilità di riunire i membri della famiglia e di esercitare il sindacato su tutta la vita del focolare; compito nel quale la sposa deve essere il suo aiuto, il suo braccio destro.
    Come tutti i nostri doveri verso Dio e gli uomini possono riassumersi nella sola parola Amare, così i doveri del marito verso la moglie trovano espressione nel comandamento supremo: “Mariti, amate le vostre! mogli”.
    In Efesini 5:33, troviamo questa espressione: “Ognuno di voi ami sua moglie come se stesso”; e quest'amore per la nostra sposa dovrebbe essere così reale ed intenso dopo venticinque o anche cinquant'anni di matrimonio come nel primo giorno. Se è meno dimostrativo che nella giovinezza, non sarà meno profondo, e si esprimerà in cortesie, in gentilezze costanti per colei che ha camminato con noi nel corso degli anni.
  2. Il dovere del marito è quello di provvedere ai bisogni della sua compagna. Tra le tribù selvagge la donna fa tutto il duro lavoro, e il marito vive nell'indolenza. Il cristianesimo non è per la donna una religione di pigrizia, ma al marito affida la responsabilità di guadagnare il pane familiare. La Bibbia ci dice che “se un uomo non provvede ai bisogni della propria famiglia è peggiore d'un incredulo” (I Timoteo 5:8).
    Se dunque non provvedete ai bisogni della vostra famiglia, agli occhi del Signore siete peggio d'un miscredente.
  3. Il marito è tenuto a mantenersi fedele alla moglie. L'uomo che commette adulterio (in pensiero, in parole o in fatti) è colpevole del più grave peccato davanti a Dio ed agli uomini. Secondo la legge mosaica è questo un delitto passibile della pena capitale. E non dimentichiamo che ha la sua sorgente nel mondo del pensiero. “Voi siete ciò che pensate”. E Dio ci dichiara che “nessun adultero avrà parte nel regno di Dio” (I Corinzi 6:9,10).
    Se l'avete già commesso, vi scongiuro di pentirvene, di rompere immediatamente l'impuro legame, confessando a Dio il vostro peccato; secondo la Sua promessa, ne otterrete perdono e purificazione: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto per perdonarci i nostri peccati e purificarci da ogni iniquità” (I Giovanni 1:9).
    Egli vi darà anche la vittoria su ogni tentazione futura, purché vogliate curvarvi umilmente ai piedi della croce.
  4. Il dovere d'un marito cristiano è di accordare alla sua compagna una piena fiducia. La vostra compagna non è nè un balocco ne un ornamento della vostra dimora: è l'aiuto che Dio vi ha dato per tutti gli affari della vita. Tra lei e voi non dovrebbe esistere alcun segreto permanente. Esponetele lutti i vostri piani e discuteteli insieme in uno spirito di collaborazione.
  5. La suprema responsabilità del marito è quella di vegliare all'istruzione spirituale della sua famiglia. Per questo gli occorre essere un esempio di tutto ciò che è “onesto, giusto, puro, amabile, di buona fama” (Filippesi 4,8), giusto l'insegnamento della Bibbia. La chiesa più antica e più importante è la chiesa nella casa, della quale il padre di famiglia deve essere il pastore ordinato da Dio.
    Se non prendete a cuore il sacro compito di dirigere il culto di famiglia, fate torto a Dio e alla vostra famiglia stessa; più ancora, esponete i vostri figli a molti pericoli. Chiunque rifiuti di leggere la Parola di Dio e di pregare con la moglie commette una flagrante ingiustizia verso i suoi e offende Dio.
    Mariti che mi ascoltate, tali sono le responsabilità che v'incombono, secondo le regole stabilite nella Parola di Dio da Colui stesso che ha istituito il primo matrimonio in Eden. Potete ricusare queste leggi divine, ma ciò facendo rifiutate l'unica soluzione al problema dell'infelicità del focolare.

Passiamo ora ai doveri della donna nel focolare.

  1. Anche per lei il primo dovere è di amare il marito e di avere per lui rispetto (secondo l'ordine di Efesini 5:33).
  2. Le Scritture c'insegnano pure che la donna è tenuta a obbedire al marito: “Mogli, siate sottomesse ai vostri propri mariti come si conviene nel Signore” (Colossesi 3,18).
    Lo stesso pensiero della sottomissione troviamo in I Corinzi 11:3; I Pietro 3:1 e Efesini 5:22; “Mogli, siate sottomesse ai vostri propri mariti, come al Signore”. Posso udire quelle obiezioni di tante persone che denigrano e rigettano l'insegnamento dell'apostolo Paolo su questo punto particolare, sotto il pretesto ch'egli stesso non era sposato e non sapeva nulla della vita di famiglia.
    Ma non dimentichiamo che Paolo scriveva sotto l'ispirazione dello Spirito Santo. Se rifiutate di prendere il posto che vi è assegnato nel focolare coniugale, non avete il diritto di aspettarvi che vostro marito occupi il suo. Evidentemente, in un certo senso marito e moglie sono uguali nel focolare; ma quando si tratta del governo delle decisioni da prendere, il marito e, secondo le Scritture, il capo responsabile.
    Non mancano nel nostro paese donne che “portano i calzoni” e dominano nella casa; e ve ne sono molte (Dio sia loro d'aiuto) che sono obbligate a prendere la direzione che il marito è incapace di assumere; ma ciò non cambia per nulla l'ordine divino che l'uomo deve essere il capo del focolare.
  3. La Bibbia ordina alla sposa, precisamente come al marito, una perfetta Fedeltà. E' ben da compiangere l'uomo la cui compagna si permette di trescare con altri. Abbia Iddio pietà della donna il cui cuore è infedele.
    Il fatto che altri lo commettono non è una scusa per voi affinché lo commettiate. La Bibbia c'insegna egualmente che sta alla moglie di rendere il suo focolare quanto più gradevole possibile per il marito. Il focolare dovrebbe essere per il marito stanco come un'oasi, un luogo di benefico riposo, un dolce asilo ove non possono turbarlo i problemi che lo assillano nel mondo. Il focolare dovrebbe essere un luogo ove regna l'amore e l'adorazione. Se vostro marito ne è il re, voi, la sposa, ne siete la regina, e a voi spetta di fare di questo luogo un seggio del cielo.
    Vi sono tanti piccoli particolari che contribuiscono a rendere attraente il focolare: il modo di preparare la tavola, di preparare i pasti con puntualità e con cura, di tenere pulita la cucina, ornandone i muri con graziosi testi e con belle incisioni, ecc. Ogni negligenza ed ogni sozzura da parte vostra, nel vostro vestire o nella tenuta della vostra casa, nuocerà all'affetto e all'ammirazione che vostro marito deve avere per voi. Non siate oziosa, ma sempre attiva, e, come dice la Parola di Dio: “Vostro marito si leverà e vi benedirà” (Proverbi 31:28). Soprattutto, siate una sposa cristiana. Se vostro marito non è credente, pregate per lui.
    Secondo che è scritto, in I Pietro 3:1: “Parimenti voi, mogli, siate soggette ai propri mariti, affinchè se pur ve ne sono che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati senza parola mediante la condotta delle mogli”. Non predicate a vostro marito inconvertito, ma ponete di continuo sotto i suoi occhi un esempio tale di vita santificata ch'egli sia guadagnato a Cristo dalla vostra vita.
    Infine la Parola di Dio ha anche molto da dire in riguardo ai doveri dei figli. Nell'Esodo (20:12) troviamo questo comandamento: “Onora tuo padre e tua madre, affinchè i tuoi giorni siano prolungati sopra la terra che l'Eterno tuo Dio di dà”. E' il primo e l'unico comandamento accompagnato da una promessa, e figura in testa alla seconda tavola della legge. Così esponendo i nostri doveri verso i nostri simili, Dio ha stimato opportuno cominciare dal focolare domestico, dai figli. Se tutti i figli obbedissero ai loro genitori e testimoniassero loro il rispetto che è loro dovuto, gli altri comandamenti diverrebbero quasi superflui.
    La Bibbia c'insegna che i figli debbono avere rispetto ed obbedienza per i genitori. Un figlio che si permetta di mancare di rispetto ai genitori non avrà in seguito rispetto per nessuno. Potrà avere una certa vernice di gentilezza mondana, davanti agli estranei, ma non sarà che pura forma, priva della vera gentilezza che viene dal cuore. Esiste ai nostri giorni una certa filosofia nefasta che preconizza l'educazione libera, sotto il pretesto di lasciare il fanciullo libero di sviluppare la propria personalità. Ma la Bibbia non dice nulla di simile: essa ordina al figlio un'obbedienza assoluta verso i suoi genitori: e se questa obbedienza fa difetto, spetta ai genitori d'esercitare la loro autorità con una sana disciplina.
    Parlando di disciplina la Bibbia non giustifica affatto gli atti d'ira o di crudeltà da parte dei genitori, ma c'insegna che il dolore momentaneo del castigo corporale inflitto al fanciullo non è da paragonare con gli innumerevoli mali che nasceranno inevitabilmente dall'abitudine alla disobbedienza. Il padre o la madre che non impone al figlio l'obbedienza è in realtà l'assassino della sua anima. L'abitudine all'obbedienza immediata e senza discussione nel focolare costituisce la base di ogni vita sociale; più ancora, costituisce la base della sottomissione all'autorità di Dio. Il figlio disobbediente in casa è spesso un candidato alla prigione.
    Quanti di voi, genitori, per mezzo della negligenza a disciplinare i vostri figli, li esponete a diventare un giorno dei malfattori, degli anarchici, e a cadere nei più gravi disordini, fino alla perdizione! Avendo esaminato insieme i doveri degli sposi e dei figli nel focolare, secondo le Scritture, io posso affermarvi che se prendete a cuore di seguire queste divine regole di condotta, per la grazia di Dio, voi avrete fin d'ora il cielo nella casa. Ma se le sprezzate, se negligete il culto pubblico come il culto di famiglia, se la Parola di Dio è messa in disparte e i comandamenti di Dio sono sprezzati, voi esporrete il vostro focolare alla rovina e alla distruzione. Chiunque voi siate, il primo passo è quello di consacrare la vostra vita senza riserve a Gesù Cristo: allora soltanto potrete avere un focolare benedetto.


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