Attualita 8 omeopatia
OMEOPATIA
L'omeopatia è strettamente legata alla New Age. In essa ritroviamo il principio dell'energia vitale e un approccio spiritualistico molto accentuato.
Occorre premettere che, in Italia, l'omeopatia esiste in varie forme, molte delle quali sono ben lontane dall'omeopatia pura descritta dal suo fondatore, Samuel Hahnemam (1755-1843). Questi esercitò la sua professione a Leipzig dal 1816 al 1882. In Germania, la sua terapia non fu accolta favorevolmente dai luminari di quel tempo. Per questa ragione, nel 1835, andò a Parigi e là incontrò un certo successo.
L'omeopatia concepita da Hahnemann agisce secondo un principio diverso da quello della medicina tradizionale. Leggiamo con attenzione la definizione data sulle malattie e sulla guarigione: "Le malattie degli uomini non provengono da una sostanza o umore, ossia da una materia di malattia, ma che esse sono soltanto alterazioni spirituali (dinamiche) della forza di tipo spirituale (Forza Vitale, Principio Vitale) che vivifica il corpo degli uomini...La guarigione può avvenire soltanto per reazione della Forza Vitale al medicamento appropriatamente scelto".
Un'attenta lettura di quanto sopra descritto, ci porta a considerare le "quattro colonne" su cui poggia il principio omeopatico:
1. Il corpo dell'uomo è vivificato da una forza spirituale;
2. La malattia non proviene da una sostanza materiale;
3. La malattia è un'alterazione della forza spirituale (chiamata forza vitale);
4. Il medicamento è mirato a curare la forza vitale, e non il corpo.
Ma come funziona l'omeopatia? La parola stessa significa: "affezione" o "simile". Alcuni hanno confuso il principio omeopatico ("similia similibus curentur") con il principio del vaccino, ma il confronto è completamente impreciso.
Il medicamento omeopatico osservato e studiato in laboratorio risulta essere acqua pura e come tale non ha le proprietà tipiche dei vaccini.
Oltre a ciò, l'omeopatia, come testè enunciato è indirizzato principalmente alla dimensione spirituale.
Il processo di guarigione è illustrato come di seguito:
A. Il male;
B. La forza vitale
C. Il medicamento omeopatico.
Supponiamo che il male (prodotto, secondo Hahnemann, da una "potenza spirituale nemica quale uno spirito cattivo") abbia una forza maggiore di 80. La forza vitale, in quel momento, si ritrova con una "forza 60" e ne è quindi schiacciata; il risultato è la malattia.
Entra in gioco il medicamento omeopatico, che è simile al male, ma di forza maggiore, pari a "forza 100". A questo benefico intervento, la forza vitale reagisce con una forza pari a 90. Quando il medicamento omeopatico è tolto, la forza vitale si ritrova rafforzata e capace di scacciare il male.
Sorge una domanda spontanea: se il medicamento è simile al male (alcuni medicamenti omeopatici sono campioni di urina diluiti migliaia di volte nell'acqua) come mai stimola la forza vitale e non fa ammalare di più il corpo? La risposta sta nella natura trascendente del medicamento. Mediante il processo di diluizione (nell'acqua) e di dinamizzazione (il medicamento viene scosso o sbattuto), il male in esso muta, riuscendo, secondo Hahnemann, a stimolare la forza vitale.
Oltre a queste formulazioni "pseudo-mediche" Hahnemann formulò altre teorie cosmologiche interessanti. Era convinto della teoria della reincarnazione e credeva che l'umanità stesse alle soglie dell'era dell'Acquario.
In Hahnemann ha riscontro la radice magica della Massoneria antica, il cui scopo principale era quello di conseguire il dominio sulle forze superiori, teso a conferire all'essere umano la potenza divina... Per essere maghi, infatti, è necessario essere in contatto con le forze operative dell'universo e definire uno stato magico di equilibrio tra essere umano e queste".
Nella sua edizione del 1930, il "Larousse du 20 siècle" segnala che Hahnemann credeva di aver ricevuto l'omeopatia da una rivelazione delle "potenze celesti".
La domanda sorge spontanea: "Chi ispirò Hahnemann? Dio o spiriti seduttori"? Egli racconta che spiriti di "defunti" gli avrebbero comunicato e pesino imposto certe loro scoperte nel trattamento delle malattie.
Non c'è quindi da meravigliarsi se la maggior parte degli omeopatici non siano medici laureati ed utilizzino mezzi empirici, oltre che il pendolo e la diagnosi degli occhi, mediante la chiaroveggenza.
I malati, naturalmente, non sono in grado di rendersene conto, perché la maggior parte delle volte, gli omeopatici fingono di fare un semplice esame degli occhi.
In molti casi si è potuto accertare che il 9/10 degli omeopati ricorrono a pratiche occulte. Un omeopatico rinomato asseriva che "nell'associazione importante di cui faceva parte e di cui conosceva personalmente ogni membro, soltanto il 3% dei malati veniva curato con metodi ordinari, scientificamente conosciuti".
Avendo scoperto il grave pericolo esistente in un trattamento per mezzo di omeopatici, per cui si subiscono influenze spiritiche, si consiglia quindi di non rivolgersi agli omeopatici e di lasciarsi purificare dal sangue dell'Agnello se si è già avuto contatto con questi.
*Si consiglia un'attenta lettura dei seguenti libri:
"C'è veramente l'oro alla fine dell'arcobaleno"? di Marvin Oxenham (Lux Biblica I.B.E.I)
"Occhi aperti sulle astuzie di Satana" di Emil Kremer (La Buona Novella - Brindisi)
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