dottrina 3
IL BATTESIMO DI GESÙ
“In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. A un tratto, come egli usciva dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito scendere su di lui come una colomba. Una voce venne dai cieli: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto” (Marco 1:9-11).
Marco introduce Gesù sulla scena e come sempre, succintamente, racchiude in pochi versi alcuni fatti importanti della vita del Maestro, quali il battesimo, la discesa dello Spirito Santo su di Lui, la testimonianza dal cielo e la tentazione nel deserto. Sembra quasi che Marco abbia fretta di raccontare quella parte della vita di Gesù, che per lui è più importante: il Suo ministero, le sue azioni. Nient'altro è detto sul tempo trascorso da Gesù e del luogo dove era cresciuto.
Nondimeno, il battesimo di Gesù è uno di quegli avvenimenti che potrebbe sembrare insignificante rispetto alla Sua opera di redenzione ed ai Suoi miracoli. Il considerarlo come marginale è forse dovuto al fatto che gli evangelisti danno pochi accenni della Sua discesa nelle acque del Giordano o forse, perché pensiamo al battesimo che di solito vediamo celebrato nelle nostre Comunità. Bisogna, però, tenere presente che neppure uno “iota” della Parola, che è la più piccola delle lettere dell'alfabeto greco, è trascurabile! Noi crediamo che la Bibbia è ispirata in senso plenario (il messaggio nel suo complesso è vera Parola di Dio) ed in senso verbale (ogni singola parola è vera Parola di Dio): “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2Timoteo 3:16-17).
Pertanto anche il battesimo di Gesù ha la sua importanza.
Perché Gesù si fece battezzare, se era senza peccato?
La domanda sorge spontanea. Non poteva essere venuto al fiume con alcun senso di colpa, altrimenti il resto del Vangelo non avrebbe significato. Scopriamo le ragioni per le quali Egli si sottopose al battesimo:
1a Ragione.
Gesù era sottoposto alla legge ed obbligato alla stretta osservanza di tutte le cerimonie dell’antico patto, come Redentore che doveva compiere ogni giustizia per noi. Il battesimo di Giovani era l’ultima cerimonia dell’antica economia che stava per cessare e Cristo doveva riceverlo. Egli aveva osservato tutti i precetti della legge, infatti:
Ø Fu circonciso, benché nato circonciso di cuore.
Ø Fu riscattato come primogenito, benché fosse il Redentore.
Ø Offrì sicuramente tutti i sacrifici a cui era obbligato un Israelita (come lo vediamo in occasione della Pasqua), sebbene fosse egli stesso l’Agnello Pasquale di propiziazione, il “tipo” supremo e la sostanza di tutte le figure.
Ø Visitò il tempio e la sinagoga, pur essendo Egli il Tempio.
Ø Si sottomise ad ogni usanza e cerimonia Mosaica, sebbene Egli fosse “Dio benedetto in eterno”: “Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione” (Galati 4:4,5).
È interessante notare che con il battesimo Gesù era consacrato al Suo ministero pubblico di Re, Sacerdote e Profeta. La Sua opera sacerdotale di redenzione veniva chiaramente messa a fuoco attraverso la Sua dedicazione allo svolgimento dell’ufficio sacerdotale. La legge Levita richiedeva che tutti i sacerdoti fossero consacrati, quando raggiungevano circa 30 anni: “Fate il conto dei figli di Cheat, tra i figli di Levi, secondo le loro famiglie, secondo la discendenza paterna, dall'età di trent'anni in su fino all'età di cinquant'anni, di tutti quelli che possono assumere un incarico per servire nella tenda di convegno” (Numeri 4:2,3).
Questo avvenne nella Sua vita: ”Gesù, quando cominciò a insegnare, aveva circa trent'anni” (Luca 3:23).
I sacerdoti venivano prima lavati e poi unti: “Farai avvicinare Aaronne e i suoi figli all'ingresso della tenda di convegno e li laverai con acqua. Poi prenderai i paramenti e vestirai Aaronne della tunica, del manto dell'efod, dell'efod e del pettorale e lo cingerai della cintura artistica dell'efod. Gli porrai in capo il turbante e metterai sul turbante il santo diadema. Poi prenderai l'olio dell'unzione, glielo spanderai sul capo e l'ungerai” (Esodo 29:4-7).
Il battesimo di Gesù fu seguito dalla Sua “unzione”, quando i cieli si aprirono e lo Spirito Santo scese su di Lui a guisa di colomba. Questa era la sua “unzione sacerdotale”.
2a Ragione.
Gesù dimostrava che il battesimo di Giovanni era dal cielo e che dunque egli era veramente il precursore promesso, come Malachia aveva scritto: “Ecco, io vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del Signore, giorno grande e terribile” (Malachia 4:5).
Ma gli Scribi e i Farisei finsero di dubitarne: “Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi ragionavano così tra di loro: «Se diciamo: "dal cielo", egli dirà: "Perché dunque non gli credeste?" Diremo invece: "dagli uomini?...» Essi temevano il popolo, perché tutti pensavano che Giovanni fosse veramente profeta. Risposero a Gesù: «Non lo sappiamo». Perciò Gesù disse loro: «Neppure io vi dico con quale autorità faccio queste cose» (Marco 11:30-33).
3a Ragione.
Gesù s’immedesimava con i peccatori: “Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il Signore ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l'agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. Dopo l'arresto e la condanna fu tolto di mezzo; e tra quelli della sua generazione chi rifletté che egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato con il ricco, perché non aveva commesso violenze né c'era stato inganno nella sua bocca. Ma piacque al Signore di stroncarlo con i patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l'opera del Signore prospererà nelle sue mani. Egli vedrà il frutto del suo tormento interiore, e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità. Perché ha dato sé stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli” (Isaia 53:6-12).
A differenza di tutti gli altri, Gesù non fece alcuna confessione di peccato e Matteo nel suo racconto ci ricorda la sorpresa del Battista nel vederselo davanti: “Ma questi vi si opponeva dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?» Ma Gesù gli rispose: «Sia così ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia». Allora Giovanni lo lasciò fare” (Matteo 3:14,15).
Gesù era senza peccato, non aveva bisogno di pentimento. Gesù si recò al fiume, ben sapendo di essere il Messia. Il battesimo sarebbe stato il punto di partenza della Sua missione e la fine di quella di Giovanni. La funzione rappresentativa del Messia é un concetto fondamentale delle Scritture.
IL BATTESIMO DI GIOVANNI E IL BATTESIMO CRISTIANO
E' doveroso precisare che il battesimo di Giovanni è notevolmente diverso da quello che i credenti hanno ricevuto, infatti:
a. Il battesimo di Giovanni era amministrato in vista, quindi in attesa del ravvedimento: “Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco” (Matteo 3:11). Il battesimo del credente invece segue il ravvedimento: “E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38).
b. Il battesimo di Giovanni era praticato a tutti: “Venne Giovanni il battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati. E tutto il paese della Giudea e tutti quelli di Gerusalemme accorrevano a lui ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati” (Marco 1:4,5). Il battesimo cristiano riguarda solo chi ha creduto nella Persona e nell'Opera di Cristo: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16).
c. Nel battesimo di Giovanni c'è la pubblica confessione di peccato: “E tutto il paese della Giudea e tutti quelli di Gerusalemme accorrevano a lui ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati” (Marco 1:5). Nel battesimo cristiano il peccato è già stato rimosso: “Quest'acqua era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma l'impegno di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo” (1Pietro 3:21).
d. La diversità dei due battesimi è sottolineata dal discorso di Paolo in Efeso ai discepoli che furono ribattezzati nel Nome di Gesù: “Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù». Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano” (Atti 19:4-6).
Nel Commentario Biblico Illustrato (edizione A.D.I. Media) così leggiamo: “Il battesimo di Giovanni non era il battesimo cristiano, ma un atto esteriore che indicava il desiderio di redenzione del candidato e l’attesa del Messia promesso, un proponimento di seguirlo alla Sua apparizione” (pag.367).
Gesù accettò il battesimo di Giovanni, anche se non aveva bisogno di ubbidire al messaggio del Battista, perché non aveva peccati da confessare, né bisogno di ravvedersi. La Sua vita fu pura dalla contaminazione del peccato, salvo quando accettò di prendere su di sé il nostro, inchiodandolo alla croce. In quella occasione, però, Gesù prese umilmente posto fra quelli che si pentivano e, in tal modo, s’identificò palesemente con gli uomini. Colui che fu senza peccato, come Servo-Salvatore, si sottomise al battesimo dei peccatori per identificarsi con loro e con le loro necessità.
L’essenza del Suo ministero era cercare e salvare i perduti: “Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Marco 10:45).
Gesù occupa il posto fra la gente, identificandosi con la “razza umana”, ma, in realtà, è distinto. Proprio sulle rive del Giordano, mentre la gente disconosce “l’Uomo” di Nazaret, il Padre e lo Spirito Santo dichiarano la Sua divinità con un messaggio udito distintamente dagli astanti e dalla discesa dello Spirito su Lui in forma di colomba. Qualcuno comprese l'importanza di quel che era accaduto e fu pronto a testimoniarlo alla classe religiosa del tempo: “Giovanni rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: “Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo”. E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio» (Giovanni 1:32-34).
Anche in quella circostanza, quindi, è riaffermata la Deità del diletto Figlio di Dio. Infine, è importante sottolineare che al Giordano Gesù non venne battezzato nello Spirito Santo, perché in Lui abitava già la pienezza della Deità: “Perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità” (Colossesi 2:9).
Egli è il solo che ha ottenuto lo Spirito senza misura: “Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è veritiero. Perché colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio; Dio infatti non dà lo Spirito con misura. Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano” (Giovanni 3:33-35).
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