Cristiani Evangelici di Fede Pentecostale

IL RUOLO DEL MARITO

IL RUOLO DEL MARITO

Il ruolo del marito si esprime nell'assunzione delle proprie responsabilità e non nella pretesa di fare tutto o d'essere servito in tutto. Il ruolo del marito cristiano può così riassumersi: 

GUIDA E AUTORITÀ  
AMORE E AFFETTO
  
DOVERI FAMILIARI
  
DOVERI SPIRITUALI

GUIDA E AUTORITÀ
La parola marito significa: "Giunto della casa", vale a dire, quel raccordo che serve ad unire e congiungere le due parti. In altre parole il marito è colui che tiene unita la famiglia. Se il marito è orgoglioso di essere il capo della casa, deve anche riconoscere che l'autorità comporta responsabilità. Proprio come capo della famiglia, l'uomo deve collaborare. Le mogli non sono delle serve che devono scattare agli ordini del marito, né sono state create per soddisfare gli egoisti desideri dell'uomo. Uno scrittore ha detto: "Uomini, la nostra responsabilità nella famiglia non è quella di dittatori o padroni, ma quella di saggi compagni".
Intorno all'autorità e responsabilità del marito, alla luce della Scrittura, notiamo che l'uomo fu creato prima della donna: "Infatti Adamo fu formato per primo, e poi Eva" (1Timoteo 2:13).
Eva era parte dell'uomo, fu creata per l'uomo, fu presentata all'uomo. Dio, dunque, ritiene il marito quale principale responsabile davanti a Sé. Infatti, dopo il peccato commesso in Eden, Dio chiese ad Adamo il resoconto dell'accaduto: "Dio il Signore chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?" Egli rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto". Dio disse: "Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell'albero, che ti avevo comandato di non mangiare?" (Genesi 3:9-11).

Pertanto il marito è capo della famiglia ed ha autorità sulla donna: "Il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo. Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa" (Efesini 5:23,24).
L'autorità che il marito esercita non dovrebbe essere dispotismo assoluto o imposizione, perché la durezza non fa parte del carattere del credente: "Mariti, amate le vostre mogli, e non v'inasprite contro di loro" (Colossesi 3:19).
Ogni marito deve imparare a non inveire contro sua moglie, a non pretendere troppo da lei, a non imporsi con nessun tipo di violenza verbale o fisica. L'autorità va conquistata con l'esempio ed ogni marito cristiano deve essere di esempio nella propria casa: "Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io" (Giovanni 13:15).
Se l'uomo è il capo della famiglia, la donna è il cuore della casa. Testa e cuore sono complementari. L'uno non può vivere senza l'altro.indice

AMORE E AFFETTO
Ogni marito deve amare la propria moglie. Il suo deve essere un amore completo, profondo, tenero e affettuoso. L'amore di Cristo per la Chiesa è il modello con cui confrontarsi: "Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l'acqua della parola, per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. Allo stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama sé stesso. Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola. Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa. Ma d'altronde, anche fra di voi, ciascuno individualmente ami sua moglie, come ama sé stesso; e altresì la moglie rispetti il marito" (Efesini 5:25-33).
La capacità d'amare deve continuare a svilupparsi per tutta la durata del matrimonio. Se chiedi alle persone perché si sono sposate, la risposta più diffusa sarà: "Per amore". Eppure di sovente non si conoscono in modo adeguato e dunque mancano le premesse che consentono all'amore di crescere e rafforzarsi. Nella giovinezza l'amore é obbligatorio ed esigente. Col passare degli anni l'amore si approfondisce ed estende, assumendo le caratteristiche dell'apprezzamento, della gratitudine e del rispetto. Quando l'amore è espresso e coltivato, col passare del tempo diventa sempre più affettuoso.

Uno studioso ha osservato: "L'amore ha fiducia, accetta e crede senza garanzie. É un impegno incondizionato verso una persona imperfetta".
L'amore é una "decisione e un giudizio razionale", non solo un "forte sentimento". II vero amore per il proprio coniuge non ha niente a che vedere con la brama di possederlo, ma é piuttosto l'espressione del desiderio di vedere affermato il proprio partner. "L'amore non ha paura di udire; grida per esprimersi. Condividere i sentimenti ci rende più umani, più reali, più onesti e più amabili... La ricchezza dei sentimenti e delle emozioni tra marito e moglie aggiunge al matrimonio una preziosità che non può essere trovata da nessun'altra parte" (Into the High Country; Portland, 0R: Multnomah Press, 1979 pag. 35).
L'amore é un sentimento che deve essere appreso. "Crescere nell'amore" é un'espressione che descrive meglio del termine "innamorarsi" ciò che accade in una relazione sentimentale cristiana. É facendo qualcosa per l'altro che l'amore comincia a crescere. É anche compiendo le cose più comuni assieme e in funzione dell'altro che "rimani innamorato".
La completa capacità di amare non si realizza mai pienamente, così come non viene mai soddisfatto fino in fondo il bisogno di amore. Vivendo insieme ed esprimendo iI proprio amore i coniugi sono sempre più legati l'uno all'altro. Quanto più spontaneamente l'amore pervade un matrimonio cristiano, tanto più quella relazione si avvicina alle prerogative divine, perché Dio stesso é amore.
Quanto più il nostro amore si avvicina all'amore di Dio, tanto più sperimenteremo la Sua presenza in tutte le nostre relazioni. La moglie è un dono di Dio, perciò bisogna onorarla, lodarla e mai disprezzarla: 

- Proverbi 18:22: "Chi ha trovato moglie ha trovato un bene e ha ottenuto un favore dal Signore".
- Proverbi 19:14: "Casa e ricchezze sono un'eredità dei padri, ma una moglie giudiziosa è un dono del Signore".

È l'amore che fa apprezzare al marito l'enorme mole di lavoro che compie sua moglie e lo farà essere paziente e comprensivo in ogni cosa: "I suoi figli si alzano e la proclamano beata, e suo marito la loda, dicendo: "Molte donne si sono comportate da virtuose, ma tu le superi tutte!" La grazia è ingannevole e la bellezza è cosa vana; ma la donna che teme il Signore è quella che sarà lodata. Datele del frutto delle sue mani, e le opere sue la lodino alle porte della città" (Proverbi 31:28,29).
Il marito non deve dimenticare che il lavoro domestico è molto faticoso e snervante. Deve comprendere e pazientare invece di voler essere compreso e servito. Nessun marito deve mai osare di rimproverare la propria moglie dicendole che il suo lavoro non è molto pesante. Il marito per amore deve essere pronto, in caso di contrasti, a superarli, cercando la riconciliazione: "Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo" (Efesini 4:32).

Il marito deve essere capace di chiedere scusa, di riconoscere quando sbaglia, di perdonare e di fare il primo passo per la riconciliazione: "Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria" (Efesini 4:31).
Questo non vuol dire perdere autorità o dignità, ma vuol dire rinunciare all'orgoglio: "Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi" (Giacomo 4:7).
La Bibbia invita ogni marito a non usare asprezza verso la propria moglie, ma discrezione e dolcezza:

- Colossesi 3:19: "Mariti, amate le vostre mogli, e non v'inasprite contro di loro".
- 1Pietro 3:7-9: "Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch'esse sono eredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite. Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili; non rendete male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedite; poiché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione".

L'asprezza è la mancanza di delicatezza. Essa mina il miglior matrimonio, che sembrava solido come la roccia. Accade quando il marito usa riguardo verso gli estranei, ma a casa, verso sua moglie, è un'altra persona. Ferisce la sua sensibilità e la sua personalità. Ogni rimprovero davanti ai figli, o peggio ancora, davanti agli amici "intimi" sono per lei fonte di gran dolore e amarezza. Un simile comportamento danneggia anche la dignità del marito. L'amore si fonda sulla stima reciproca unita all'intima cortesia.

Anche la mancanza di discrezione, di comprensione per la personalità femminile può costituire un intralcio alla comunione con Dio quindi all'esaudimento della preghiera all'interno della famiglia. Le porte del cielo si chiudono e le parole tornano indietro. Si è frapposta una barriera fra l'uomo e Dio che impedisce l'accesso al trono delle benedizioni.

Dio nega misericordia, perché il marito l'ha negata alla propria moglie e si è comportato con durezza ed ora deve imparare quello che la durezza può produrre. Non potrà riconciliarsi con Dio finché non si sarà riconciliato teneramente ed umilmente con sua moglie.
Tenerezza e comprensione sono ingredienti indispensabili che porteranno i coniugi a vivere una giusta armonia e ad avere abbondanti ricompense nella vita di coppia.
Talvolta si pensa che l'andamento della vita coniugale ed il proprio rapporto con Dio, siano due cose separate. Non è così, anzi sono ben salde fra loro, perché i due sono una stessa carne.

Dunque il ruolo di uomo-marito-capofamiglia non è uno dei più facili da ricoprire, ma un uomo che vive in comunione con il Signore non è più solo e non deve avere paura di fallire nel suo compito. 
L'antidoto ad ogni falso concetto del ruolo del marito si trova nell'analogia: "Mariti amate le vostre mogli come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei".
Per amare la Chiesa il Figlio di Dio ha dovuto lasciare la gloria che aveva presso il Padre prima della Sua incarnazione. Così ogni marito verso la propria moglie è chiamato a sacrificarsi, a donarsi. In questo modo egli riuscirà a tenere ben custodito il nucleo familiare di cui Dio l'ha costituito capo.

Questo amore maturo permetterà una unione sessuale soddisfacente e piacevole: "Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Cerva d'amore, capriola di grazia, le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell'affetto suo" (Proverbi 5:18,19).
Non deve essere sottovalutata nell'amore coniugale, l'unione sessuale. Essa é importante quanto l'aspetto legale: "Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie" (1Corinzi 7:3,4).
L'unione fisica tra marito e moglie, rientra nel piano di Dio riguardo al matrimonio tanto quanto vi rientrano il distacco dai genitori e l'unirsi l'uno all'altro. L'unione fisica è l'espressione più profonda di unità: diventare una stessa carne (Matteo 19:6). Per questo la Bibbia condanna la sessualità al di fuori del matrimonio. I cristiani tendono a cadere in due errori fondamentali riguardo al sesso:

a. Considerarlo un male. Questo deriva dall'antica concezione dei Greci che asserivano che il corpo è essenzialmente malvagio e che la via per essere veramente "spirituali" è reprimerlo il più possibile. E' vero che bisogna guardarsi dagli abusi negli appetiti sessuali, ma ciò non deve influenzare negativamente il rapporto fisico fra marito e moglie. Dio ha creato l'uomo e la donna con la capacità del piacere sessuale e intende che ne godano nel matrimonio. L'atto sessuale non è certamente tutto nel matrimonio e non è nemmeno il suo elemento principale, ma è quello che lo differenzia da ogni associazione umana. 

b. Considerarlo super spirituale. Il secondo errore, opposto al precedente, è la tendenza a farsi del sesso, un'idea super spirituale. La Bibbia parla del rapporto sessuale come di un atto fisico, con un forte impeto emotivo (1Corinzi 7:3,4).

È fondamentale per la felice riuscita del matrimonio che i due coniugi vivano una reale affinità spirituale, rendano complementari e non antagoniste le loro diversità e siano sempre e in ogni caso disponibili a donarsi reciprocamente. L'espressione fisica dell'amore è molto importante e ad ognuno dei coniugi conviene fare tutto quello che è nella propria capacità per parteciparvi senza riserve. Il sesso è un dono del nostro Creatore, Egli lo ha dato perché venga riservato esclusivamente nella relazione matrimoniale e per il soddisfacimento e il godimento dei coniugi. L'apostolo Paolo in Efesini 5:28, rammenta ai mariti che ancor più della moglie sono tenuti ad accettare delle responsabilità per fare in modo che la manifestazione del loro amore si spogli di egoismo. Il marito non deve esigere, bensì la sua più profonda gioia dovrebbe risiedere nello sforzo costante di rendere felice la propria compagna. Rifiutare quindi senza grave e sufficiente motivo una domanda ragionevole del congiunto sul piano sessuale, come su qualunque altro, costituirebbe una violazione del diritto altrui e dell'alleanza matrimoniale. Sottrarsi diplomaticamente o artificiosamente per malavoglia o larvato sabotaggio, sotto falsi pretesti ad una domanda legittima del coniuge, sarebbe slealtà verso il patto matrimoniale. E' possibile astenersi da tale unione ma solo di comune accordo e temporaneamente per poi ritornare di nuovo insieme: "Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza" (1Corinzi 7:5).
La volontà di Dio è: "Mariti amate le vostre mogli". Un fratello ha detto: "IL MIGLIOR REGALO CHE PUOI FARE AI TUOI FIGLI, È AMARE TUA MOGLIE"indice

DOVERI FAMILIARI
Il marito ha il compito di provvedere alle necessità familiari: "Dio il Signore prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse" (Genesi 2:15).
Dovrà mostrarsi laborioso e non fannullone, interessato al bene della casa, insegnando il risparmio e il buon uso del denaro. L'aspetto economico, di comune accordo, può essere gestito da entrambi i coniugi o da uno dei due, ma il marito resta sempre il principale responsabile. 
In un'azienda ci possono essere delle persone più qualificate del capo in alcuni settori della sua attività. Quando ciò accade il capo delega alcune responsabilità ad altri e dipende da loro il successo di quest'attività. Ciò nonostante è lui che deve rispondere agli azionisti per l'andamento dell'azienda. In modo analogo, ciascun coniuge possiede delle doti particolari che vanno riconosciute e valorizzate. Ad esempio se lei è una buona ragioniera, e lui non comprende nulla di amministrazione economica, egli farà bene a delegare a lei la cura di quest'aspetto della vita familiare. Ma lui ne rimarrà sempre responsabile davanti a Dio e quindi dovrà farsi spiegare da lei quanto basti per saper decidere, di volta in volta, se assecondare o meno i suggerimenti di sua moglie in campo economico. indice

DOVERI SPIRITUALI
Il marito funge da istruttore delle cose spirituali: "E voi, padri, non irritate i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell'istruzione del Signore" (Efesini 6:4).
Ogni marito, ancora di più se è padre, insegna a dare al Signore il posto di onore nella casa: "Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore". (Efesini 3:14-17).
È il marito che organizza il culto di famiglia per inculcare la Parola di Dio:
- Deuteronomio 6:6,7: "Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai".
- Deuteronomio 6:20-25: "Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: "Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste prescrizioni che il Signore, il nostro Dio, vi ha date?" Tu risponderai a tuo figlio: "Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente. Il Signore operò sotto i nostri occhi miracoli e prodigi grandi e disastrosi contro l'Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa, e ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci. Il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi e di temere il Signore, il nostro Dio, affinché venisse a noi del bene sempre ed egli ci conservasse in vita, come ha fatto finora. Questa sarà la nostra giustizia: l'aver cura di mettere in pratica tutti questi comandamenti davanti al Signore nostro Dio, come egli ci ha ordinato"

Può accadere che i due coniugi abbiano vite spirituali parallele e totalmente indipendenti. In questo caso non esiste un vero e proprio rapporto fraterno tra i due. Se essi non leggono la Bibbia e non pregano insieme, non hanno in definitiva comunione spirituale. Nel matrimonio è di vitale importanza essere aperti l'uno all'altro nella vita spirituale. 
È importante essere veri compagni nella preghiera. Questo può sembrare all'inizio la cosa più difficile del mondo e bisognerà vincere una certa timidezza, ma se ci si impegna a farne il fulcro della propria vita familiare, si scoprirà che il tempo così impegnato, cementerà la propria unione coniugale e si trasformerà in una "dinamite spirituale".

Quando una moglie impedisce che suo marito assuma la guida della famiglia, non solo disubbidisce a Dio, ma contribuisce anche al graduale abbandono del nido da parte di lui, infatti, un uomo che si sente frustrato a casa sua, perché non vi trova le condizioni per assumere il proprio ruolo, facilmente cercherà di realizzarsi altrove. Nei casi migliori questo avverrà nell'ambito della sua attività lavorativa, in casi peggiori, nell'infedeltà coniugale. In ogni caso quando il marito non assume il proprio ruolo, sia per trascuratezza, sia perché impedito da sua moglie, ciò determinerà un impoverimento della vita familiare. Facilmente può determinarsi ciò che comunemente è definita "una famiglia non funzionale". A diventarne le vittime sono soprattutto i figli che vivono in una famiglia "non pienamente funzionale". Essi, rispetto ad altri ragazzi, sono più a rischio, perché privi di quei punti di riferimento di cui hanno bisogno per essere capaci di fare scelte sensate.

Il dottor Willard F. Harley Jr. da una lunga esperienza di consulente matrimoniale, individua cinque bisogni di base per l'uomo e per la donna:

BISOGNI DELLA DONNA
A. Affetto, espressione di gentilezza, dolcezza e sensibilità da parte del marito.

B. Dialogo, cioè possibilità di poter parlare regolarmente con il proprio coniuge.

C. Onestà e apertura da parte del marito che non le mente e non le nasconde nulla.

D. Sicurezza e protezione.
E. Impegno per la famiglia da parte del marito.

BISOGNI DELL'UOMO
a. Rispetto, ammirazione, apprezzamento da parte della moglie. 

b. Appagamento sessuale.

c. Compagnia della moglie; in caso contrario la cercherà negli amici.

d. Una moglie attraente che si rende tale per lui.

e. Sostegno domestico, che lo accudisca.

Quei coniugi che desiderano avere la benedizione di Dio su di loro e sulla loro famiglia, debbono praticare quotidianamente:
- Il perdono reciproco;
- L'amore reciproco;
- La fedeltà reciproca;
- La preghiera personale l'uno per l'altro e insieme;
- Il servizio al Signore. 

Partendo dall'espressione "Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei", facciamo queste ultime considerazioni:

- Gesù ama la Chiesa e lo dimostra ogni momento della nostra giornata.
- Allo stesso modo ogni marito verso la propria moglie. L'amore è un sentimento che va dimostrato con le parole e con i fatti.
- Gesù si è sacrificato per la Chiesa, dando la Sua giovane vita.
- Allo stesso modo ogni marito deve sacrificarsi per la propria moglie.
- Gesù ha dato se stesso per santificare la Chiesa.
- Allo stesso modo, ogni marito, ha il sacro dovere di curarsi della santificazione della moglie. Con la preghiera e la Parola, deve sostenerla nello spirito, rafforzare la sua tendenza verso le cose sublimi e celesti e aiutarla nella conoscenza di Cristo.
- Gesù guida la Chiesa.
- Allo stesso modo il marito deve guidare la propria casa. Nessun altro ha il diritto di guidare una famiglia che non sia la sua.
- Gesù prende Su di Sé i pesi della Chiesa (Matteo 11:28-30).
- Allo stesso modo il marito deve prendere i pesi della famiglia.
- Gesù fa dei doni alla chiesa.
- Allo stesso modo deve comportarsi il marito verso la propria moglie. Parole dolci, accompagnate da piccoli pensieri o un fiore, sono gesti che fanno sì che il fuoco dell'amore divampi del continuo.
- Gesù cura teneramente la Chiesa.
- Allo stesso modo il marito verso sua moglie.
- Gesù protegge la Chiesa. Le porte dell'Ades non potranno vincerla.
- Allo stesso modo il marito infondendo in sua moglie coraggio e forza.

Solo allora potremo adempiere al mandato divino e realizzare la promessa biblica: "Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l'amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma potente. Le grandi acque non potrebbero spegnere l'amore, i fiumi non potrebbero sommergerlo. Se uno desse tutti i beni di casa sua in cambio dell'amore, sarebbe del tutto disprezzato" (Cantico dei Cantici 8:6,7).indice

DEFINIZIONE DEI RUOLI
Il dr. Bruno Bettelheim, noto psicologo e scrittore, nonché direttore dell'Orthogenic Center per i bambini caratteriali, avverte che troppi mariti stanno diventando "vice-madri" nelle loro famiglie. Egli scrive: "Consideriamo la cura dei bambini...In moltissime famiglie, il padre non è altro che il "piccolo aiutante della mamma", la quale l'esorta: 
- Cambia tu il pannolino al bimbo?
- Dagli da mangiare mentre io vado a fare la spesa.
- Vestilo tu, sono occupata. 

Molti esperti sulla vita familiare approvano questa tendenza ed esortano il padre moderno a fare la bambinaia nel tempo libero, affinché anche lui sia "emotivamente arricchito", come la madre. Ma questo è un consiglio assurdo. La fisiologia e la psicologia maschili non vi sono adatte. Non è che ci sia qualcosa di male se un padre talvolta prepara il biberon per suo figlio, se vi trova piacere o se la situazione lo richiede, ma l'errore sta nel pensare che questo aggiunga qualcosa alla sua paternità. L'uomo che cerca di essere un padre migliore, agendo da madre non solo trova meno soddisfazioni come padre, ma anche come uomo. Il rapporto tra padre e figli non si può fondare sulle esperienze da bambinaia, altrimenti egli è un sostituto della madre e nient'affatto un padre!

Similmente, sotto un tale dominio femminile, se un padre stanco viene costretto a servire da assistente cuoco e tuttofare, neanche questo arricchisce la sua paternità. Infatti la moglie che scarica sul marito le noiose faccende domestiche sminuisce agli occhi dei figli l'importanza del proprio ruolo. Una tale confusione dei ruoli del padre e della madre può produrre nei figli degli effetti negativi. Poiché molti padri oggigiorno lavano i piatti, fanno il bagnetto al bimbo e compiono altre faccende tradizionalmente assegnate alle donne, i loro figli maschi spesso non sanno che cosa vuol dire essere un uomo. Se il padre e la madre fanno entrambi gli stessi lavori domestici, il bambino non ha una chiara idea né del padre né della madre. Nessuna meraviglia se tanti ragazzi e ragazze sono confusi riguardo ai loro rispettivi ruoli nella vita.

É dovere di ambedue i coniugi assicurarsi che i loro compiti non si confondano. Gli uomini sono colpevoli di aver rinunciato al ruolo di capofamiglia, non meno che le donne di averlo usurpato. Non è facile per una moglie restare soggetta a un marito che le riversa addosso tutte le proprie responsabilità, rifiutando di impegnarsi nella guida della famiglia.

L'emancipazione femminile ha portato con sé molte necessarie riforme, ma anche l'infelice conseguenza di privare le donne di buona parte della sicurezza e della protezione a cui hanno diritto. Oggi si chiede alle donne di caricarsi dei problemi e delle responsabilità finanziarie della famiglia, di dirigere iniziative sociali, d'avere la prima parte nell'educazione dei figli, di prendere decisioni fondamentali per la famiglia, di rappresentarla nella società, di esserne la guida spirituale. Tutto ciò é contrario all'ordine divino. Una donna non ha in genere le doti naturali necessarie per sostenere le pressioni psicologiche ed emotive di tante responsabilità e nello stesso tempo compiere il ruolo che Dio le ha affidato di moglie e di madre. Il fatto che le donne dimostrino abilità in alcuni di questi campi può soltanto mascherare il danno irrimediabile inflitto alla donna stessa, alla famiglia e alla società da una simile infrazione dell'ordine divino. La Chiesa non da ultima soffre di questa tendenza alla femminizzazione della nostra civiltà: man mano che gli uomini hanno abbandonato il loro ruolo di capo spirituale della famiglia, una responsabilità sempre maggiore nella chiesa è caduta sulle donne. Esse insegnano nelle scuole domenicali, guidano l'associazione tra genitori e insegnanti, compiono la maggior parte delle visite nelle famiglie, fanno la parte del leone nel lavoro di pulizia e di manutenzione degli edifici ecclesiastici, guidano le riunioni di preghiera e di studio biblico. 

Ora gli uomini, avendo disertato il loro posto, si sentono a disagio nel campo religioso e affidano alle mogli compiti quali la preghiera familiare, le attività di chiesa, l'educazione spirituale dei figli. Si crea un cerchio vizioso: ogni cosa connessa con la vita spirituale ha acquisito un'immagine femminile. Le ragazze predominano nei gruppi giovanili delle chiese, come le loro madri dominano nella chiesa stessa. I ragazzi imparano a seguire l'esempio dei loro padri e ben presto capiscono che "quando divento uomo, posso smettere le cose da fanciullo".

Quale contrasto col cristianesimo virile del Nuovo Testamento, nel quale gli uomini abbandonavano ogni cosa per seguire Gesù e affrontavano malintesi, difficoltà, persecuzioni e persino la morte perché avevano trovato in Lui un Maestro degno di tutta la loro fedeltà e devozione! Si può immaginare che Pietro mandasse sua moglie al tempio per tenere una difesa della Via cristiana davanti al Sinedrio? Che Paolo lasciasse a sua sorella l'amministrazione delle offerte raccolte per i poveri di Gerusalemme? Non dobbiamo fraintenderci: le donne avevano un ruolo essenziale nella chiesa primitiva e il diffondersi del movimento dipendeva non poco dal loro servizio e dalla loro testimonianza fedele ma il "governo" della Chiesa" restava sempre nelle mani degli uomini; essi non scaricavano questa responsabilità sulle donne.

La Chiesa riacquisterà potenza e autorità spirituale nella misura in cui gli uomini riprenderanno la loro posizione responsabile e nessuno ne avrà maggior piacere delle donne, perché la mancanza di autorità maschile nella chiesa è per certi aspetti ancor più penosa che nella famiglia.

Una donna seduta tra i banchi della chiesa, insieme ai figli, mentre il marito se ne sta a casa, è una delle creature più solitarie del mondo. Forse in nessun altro luogo sente in modo così acuto il bisogno di un "capo spirituale", come alla presenza di Dio, il quale ha stabilito quest'ordine divino. Dio ha dato alle donne grandi talenti e capacità. La loro intelligenza è uguale a quella degli uomini, la loro resistenza e forza morale é spesso superiore. Dio non desidera che nascondano sotto terra questi talenti, ma li vuole usati nel modo giusto. La prima responsabilità di una moglie é quella di dare se stessa, il suo tempo e le sue forze al marito, ai figli e alla casa. Questo non vuol dire che le donne non possono occupare posizioni di responsabilità e di guida pur restando nella volontà di Dio; anzi, sembra che Egli abbia riservato loro degli onori particolari: furono le ultime a trattenersi vicino alla croce e le prime ad avvicinarsi al sepolcro, e da una donna per prima, Maria Maddalena, Gesù si fece vedere dopo la sua resurrezione. 
L'Antico Testamento racconta di:
- MIRIAM che contribuì a salvare la vita a Mosè bambino; 
- DEBORA, che guidò gli Israeliti come profetessa e giudice; 
- ESTER, la regina coraggiosa che salvò il suo popolo dalla morte. 

Il Nuovo Testamento ugualmente parla di profetesse quali:
- ANNA (una vedova);
- Le figlie (nubili) di Filippo;
- LIDIA, convertita dalla predicazione di Paolo, era una commerciante;
- MARIA colei che é "benedetta fra le donne", la più onorata di tutti i tempi, la madre del nostro Signore.

Una moglie che mette Gesù al primo posto sarà una gioia tanto per la sua famiglia che al per il Signore!

DIECI SUGGERIMENTI PER I MARITI
1. Fa partecipe tua moglie del tuo lavoro. Condividi con lei le gioie e le preoccupazioni del tuo posto di lavoro. 
2. Le donne apprezzano mariti decisi e determinati, ma non testardi.
3. Mostrale il tuo apprezzamento chiedendole il suo parere e rispettandolo.
4. Falle vedere che lei è qualcosa di molto speciale per te. 
5. Le piccole dimostrazioni di affetto quotidiano mantengono vivo l'amore.
6. Esprimi l'affetto per tua moglie anche in presenza di amici e colleghi di lavoro.
7. Anche se oggi si afferma il contrario, la maggior parte delle donne apprezzerà la cortesia, la galanteria e le buone maniere.
8. Piccole, inaspettate attenzioni dimostrano a tua moglie che la pensi e che vorresti renderla felice. Un bel mazzo di fiori è sempre una sorpresa, non soltanto il giorno del suo compleanno o all'anniversario del matrimonio.
9. La maggior parte delle donne ha una vena romantica. Usa la tua fantasia per soddisfare ogni tanto questa sua esigenza. 
10.Sii riconoscente e lodala per i "panni lavati e stirati".

MIA MOGLIE

"Mi saluti sua moglie", mi dice uno.
Oppure: "Come sta sua moglie?"
Mia moglie. Non suona molto possessivo?
Come: la mia auto, la mia casa, i miei libri.
Mia moglie...
Al mattino è seduta accanto a me a colazione,
più tardi è al mio fianco, in macchina.
Mia moglie, sveglia i figli, si occupa del pranzo.

Durante il culto domenicale, è seduta al banco con me.
La sera è vicina a me nel letto.
C'è quando mi addormento e quando mi sveglio la mattina.

Mattina dopo mattina, sera dopo sera. 
Com'era la mia vita quando lei ancora non era accanto a me?
Quasi non riesco a ricordarla.

Come sarà quando un giorno lei non ci sarà più, domani, 
dopodomani o in un lontano futuro?
Chiaramente sarà sempre accanto a me.

Chiaramente? Sono certo che la mia partner ci sarà.
Troppo sicuro? No!
Perché lei si è affidata a me, senza esitazioni, senza condizioni.

Ha accettato l'avventura di vivere con me
e non mette in discussione la sua scelta.
Facciamo parte l'uno dell'altra, Mia moglie ed io.

Mia moglie - la persona senza la quale non potrei vivere,
né oggi, né domani, né in un lontano futuro.
Mia moglie - la persona che mi accetta e mi ama come sono, 
davanti alla quale non devo fingere.

Mia moglie - vorrei soltanto dirti grazie,
grazie perché ci sei e rimani al mio fianco.
Vorrei dirtelo semplicemente, in quanto sono tuo marito.

ATTESTATO D'AMORE
TI AMO PERCHÉ NESSUN ALTRA PERSONA HA SAPUTO RAGGIUNGERE IL MIO CUORE COME TE.
TI AMO PERCHÉ MI HAI DATO TUTTA LA LUCE DI CUI HA BISOGNO IL MIO CUORE.
TI AMO PERCHÉ SEI LA RAGIONE DELLA MIA VITA.
TI AMO PERCHÉ ACCANTO A TE IL BUIO DIVENTA LUCE, IL NERO BIANCO, LA TRISTEZZA GIOIA.
TI AMO PERCHÉ SCOPRIRE LA VITA INSIEME A TE È COME SVEGLIARSI OGNI GIORNO CON GLI OCCHI DI UN BIMBO.
TI AMO PERCHÉ DAI TUTTO SENZA CHIEDERE NIENTE.

Conclusione
La Parola di Dio ci ricorda, che tutti sbagliamo in molte cose, quindi non dobbiamo avere la pretesa di "formare" o di "domare" il proprio coniuge: bisogna sapersi accettare l'un l'altro con le proprie imperfezioni: "Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri, sapendo che ne subiremo un più severo giudizio, poiché manchiamo tutti in molte cose" (Giacomo 3:1,2).

Dobbiamo andare insieme a Gesù per imparare da Lui con spirito di mansuetudine ed umiltà di cuore: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero" (Matteo 11:28-30).

Non dobbiamo lasciar "crescere la ruggine" nei rapporti dì coppia, sarebbe un fare posto al diavolo che n'approfitterebbe subito. E' importante perciò non lasciare che il sole tramonti sopra il proprio cruccio: "Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira e non fate posto al diavolo" (Efesini 4:26,27).

È importante vivere "la scuola del perdono", perdonare senza misura, senza mettersi a contare le volte che perdoniamo: "Allora Pietro si avvicinò e gli disse: "Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?" E Gesù a lui: "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette" (Matteo 18:21,22).
Mariti, amate le vostre mogli. Abbandonate il vostro orgoglio, il vostro egoismo, i vostri pretesi diritti. Seguite il vostro Signore, non da soli ma assieme alla vostra famiglia affinché la stessa certezza di Giosuè sia in noi: "E se vi sembra sbagliato servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dei degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il Signore" (Giosuè 24:15).indice

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