Cristiani Evangelici di Fede Pentecostale

Nuvole nel

Nuvole sul...matrimonio

Che il matrimonio stia incontrando grandi difficoltà, credo che sia indubbio. Separazioni e divorzi, famiglie distrutte, figli segnati per sempre, sono sotto gli occhi di tutti. È certamente un segno, degli ultimi tempi vedere molta gente fuggire dall’idea di contrarre un matrimonio, per paura di un doloroso fallimento: “Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, sviati dall'ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza. Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha creati perché quelli che credono e hanno ben conosciuto la verità ne usino con rendimento di grazie. Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie” (1Timoteo 4:1-4).

Come sempre la Chiesa si deve confrontare con la società e ad onor del vero, non sempre regge il confronto. Sono sempre in numero inferiore i credenti che sono animati dallo spirito di Daniele e dei suoi amici: “Daniele prese in cuor suo la decisione di non contaminarsi con i cibi del re e con il vino che il re beveva; e chiese al capo degli eunuchi di non obbligarlo a contaminarsi; Dio fece trovare a Daniele grazia e compassione presso il capo degli eunuchi. Questi disse a Daniele: «Io temo il re, mio signore, che ha stabilito quello che dovete mangiare e bere; se egli vedesse le vostre facce più magre di quelle dei giovani della vostra stessa età, voi mettereste in pericolo la mia testa presso il re». Allora Daniele disse al maggiordomo, al quale il capo degli eunuchi aveva affidato la cura di Daniele, di Anania, di Misael e di Azaria: «Ti prego, metti i tuoi servi alla prova per dieci giorni; dacci da mangiare legumi e da bere acqua; in seguito confronterai il nostro aspetto con quello dei giovani che mangiano i cibi del re e ti regolerai su ciò che dovrai fare». Il maggiordomo accordò loro quanto domandavano e li mise alla prova per dieci giorni. Alla fine dei dieci giorni, essi avevano miglior aspetto ed erano più prosperosi di tutti i giovani che avevano mangiato i cibi del re” (Daniele 1:8-15).

La cosa peggiore è vedere come la tolleranza stia entrando nelle chiese e nelle case che dovrebbero essere le prime Chiese. Con la tolleranza siamo arrivati a giustificare tutto: il divorzio e persino l’adulterio. Un tempo se il marito di una sorella non era convertito e ostacolava la fede, s’invitava la sorella a pregare il Signore, perché Dio era potente a trasformare i cuori più duri. Ricordo una cara sorella conosciuta tanti anni fa, che sistematicamente, ad ogni culto, al termine della predicazione, durante la preghiera finale, doveva di corsa tornare a casa, perché se suo marito arrivava prima,  l’avrebbe selvaggiamente picchiata, oltre che strapparle la Bibbia (Dio solo sa quante volte questo è accaduto). Nessuno mai le aveva detto di “mollare” suo marito. Oggi invece i “tempi sono cambiati” (sing!). Alcuni credenti cosiddetti “cristiani”, invitano a fare la fuga con la giustificazione che “tanto Dio lo sa”.

In realtà Dio, anche nel nuovo millennio, continua ad odiare il divorzio: «Poiché io odio il divorzio», dice il Signore, Dio d'Israele; «chi ripudia copre di violenza la sua veste», dice il Signore degli eserciti. Badate dunque al vostro spirito e non siate sleali. Voi stancate il Signore con le vostre parole, eppure dite: «In che modo lo stanchiamo?» Quando dite: «Chiunque fa il male è gradito al Signore, il quale si compiace di lui!» o quando dite: «Dov'è il Dio di giustizia?» (Malachia 2:16-17).

Lo spirito del mondo  fa forza per sfondare la porta della Chiesa e spadroneggiare nel nostro cuore e nella nostra vita. Ciò che sconvolge è apprendere che persone che un giorno sono state benedette, salvate, che hanno gustato la presenza e le benedizione del Signore, hanno lasciato l’aratro, hanno smesso di solcare il terreno e si sono macchiati di uno dei peccati peggiori che la Scrittura descrive: l’adulterio: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo per farne membra di una prostituta? No di certo! Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? «Poiché», Dio dice, «i due diventeranno una sola carne». Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui. Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1Corinzi 16:15-20).

Fino a pochi anni fa sembrava che le malattie a contagio sessuale, fossero un deterrente ai rapporti extra coniugali ma passata la paura, tutto è tornato come prima. Unirsi ad un altra persona che non sia il proprio marito o la propria moglie, per il mondo è cosa piacevole. Per Dio e la Sua Parola è la cosa peggiore: “Le labbra dell'adultera stillano miele, la sua bocca è più morbida dell'olio; ma la fine a cui conduce è amara come il veleno, è affilata come una spada a doppio taglio. I suoi piedi scendono alla morte, i suoi passi portano al soggiorno dei defunti. Lungi dal prendere il sentiero della vita, le sue vie sono sbagliate, e non sa dove va. Or dunque, figlioli, ascoltatemi, e non vi allontanate dalle parole della mia bocca. Tieni lontana da lei la tua via e non ti accostare alla porta della sua casa, per non dare ad altri il fiore della tua gioventù, e i tuoi anni al tiranno crudele; perché degli stranieri non siano saziati dei tuoi beni, e le tue fatiche non vadano in casa d'altri; perché tu non abbia a gemere quando verrà la tua fine, quando la tua carne e il tuo corpo saranno consumati; e tu non dica: «Come ho fatto a odiare la correzione, e come ha potuto il mio cuore disprezzare la riprensione? Come ho fatto a non ascoltare la voce di chi m'insegnava, e a non porgere l'orecchio a chi m'istruiva? Poco mancò che non mi trovassi immerso in ogni male, in mezzo all'assemblea e alla comunità». Bevi l'acqua della tua cisterna, l'acqua viva del tuo pozzo. Le tue fonti devono forse spargersi al di fuori? I tuoi ruscelli devono forse scorrere per le strade? Siano per te solo, e non per gli stranieri con te. Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Cerva d'amore, capriola di grazia, le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell'affetto suo" (Proverbi 5:3-19).

Questo è un grande pericolo per la Chiesa di oggi. Ecco allora che spesso pastori e consulenti matrimoniali odono affermazioni sul matrimonio che sono assolutamente false. Ecco cinque "nuvole" sul matrimonio che sono contestate a coppie in crisi:  

PRIMA NUVOLA:

HO SPOSATO LA PERSONA SBAGLIATA.

Ecco la prima nuvola. Quante volte abbiamo ascoltato questa triste affermazione. Questo avviene spesso nel periodo d'adattamento reciproco degli sposi, quando «giustamente» cadono attese irrealistiche e ideali, non corrispondenti alla realtà. Magari prima del matrimonio si immagina la propria vita matrimoniale come un film bellissimo, paragonabile ad un rilassante giro in gondola, con gli uccelli che fischiano attorno e gli angioletti che suonano l'arpa. Una vita vissuta fra coccole e attenzioni. Poi invece la realtà è diversa. Il marito lascia i calzini dovunque, non è ordinato nelle sue cose, è brontolone, non cura molto la sua igiene. La moglie, dal canto suo, non è quel fiore che appariva nella fase del fidanzamento: il nervosismo comincia a lievitare, fino ad esplodere. Leggevo statistiche intorno al primo litigio di una coppia da poco sposata. Una grande percentuale di queste, ha litigato durante il viaggio di nozze. In questa statistica entrano di diritto anche i … credenti. Sorge allora il dubbio legittimo: "Ho sposato la persona sbagliata"? All’inizio può essere solo un fugace pensiero ma a volte diventa realtà nelle nostre menti e talvolta nei nostri cuori. Comincia allora l’inseguimento a cose e situazioni che confermino questo pensiero. Allora cominci a chiederti con insistenza se tu abbia sposato o no la persona giusta. Questo però non è corretto farlo. Hai contratto un impegno perenne: “Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne. Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi» (Matteo 19:5,6).

Ora la tua responsabilità di fronte a Dio è di rimanere con la persona che hai sposato, affrontando gli eventuali problemi con la sapienza e la forza che solo Dio può dare. Diceva uno scrittore sacro: “Dio dammi la forza per cambiare le cose che posso cambiare ma la forza per accettare le cose che non posso cambiare”. Solo così le nuvole andranno via e tornerà a splendere il sole.

SECONDA NUVOLA:

Non sa governare la famiglia.

Questa è una nuvola molto frequente. Quante volte ho ascoltato questa dura accusa:“Ma lui non è capace a prendere nessuna decisione! E’ indeciso, temporeggia ed alla fine sono sempre io che debbo decidere. Quando però lo faccio, lui comincia a criticare. Questa situazione è davvero insopportabile!”

Ecco la frase che talvolta le mogli dicono ai mariti. Certo lei ha ragione almeno su un punto. È il marito che dovrebbe decidere, soprattutto in campo spirituale. E’ il marito che deve essere il capofamiglia come afferma la Bibbia: “Ora vi lodo perché vi ricordate di me in ogni cosa, e conservate le mie istruzioni come ve le ho trasmesse. Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l'uomo, e che il capo di Cristo è Dio” (1Corinzi 11:2,3).

Se quanto la moglie afferma è vero, l'incapacità di lui non deve diventare una scusa per la disobbedienza di lei. La responsabilità della donna di fronte al Signore esige che lei continui ad essere donna spirituale, piena d’amore, una donna che faccia crescere in sé bellezza spirituale (1Pietro 3:1-6). Se lei usa le mancanze di lui come una scusa per il proprio comportamento biasimevole, sbaglia lei tanto quanto sbaglia lui.

TERZA NUVOLA:

Non è una moglie sottomessa.

        Ecco la terza nuvola. Vi assicuro che non è meno frequente delle precedenti. Diciamolo subito: "La riluttanza di lei a sottomettersi, non può divenire per il marito una scusa". Alcuni mariti hanno programmato in se stessi un automatismo di scusanti per ogni mancanza od incapacità . La colpa ...diventa sempre della moglie.

Quando un uomo comincia a parlare così, rifiuta di prendersi le proprie responsabilità nel processo decisionale della famiglia. Il marito deve smetterla di addossare alla moglie ogni colpa e deve cominciare a fare ciò che è giusto davanti a Dio. È l’uomo il sacerdote della famiglia, è su di lui che grava la responsabilità e Dio, cosa importante, chiederà prima all’uomo conto del suo operato in seno alla famiglia: “Poi udirono la voce di Dio il Signore, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il Signore fra gli alberi del giardino. Dio il Signore chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?» Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto». Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell'albero, che ti avevo comandato di non mangiare?» L'uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell'albero, e io ne ho mangiato» (Genesi 3:8-12).

Dio si rivolse ad Adamo e la sola cosa che egli potè fare, fu quella di accusare Eva, ma questo non lo giustificò in alcun modo. Possiamo accusare nostra moglie quanto vogliamo, ma questo non ci giustificherà. Un capo operaio potrà accusare l’operaio della sua negligenza, ma questo non gli eviterà le giuste sanzioni, perché toccava a lui vigilare.  Il male che facciamo a nostra moglie, lo facciamo a noi stessi (Efesini 5:28-33).

QUARTA NUVOLA:

Mio marito pensa solo al sesso.

Dobbiamo dire con estrema franchezza che spesso nel nostro ambiente questi argomenti sono circondati da estrema e a volte falsa pudicizia. Non pochi sono i casi nei quali sorelle giovani o meno giovani vivono una sbagliata riservatezza nei rapporti intimi col proprio marito. La Bibbia non si pone questo problema anzi ne parla con estrema franchezza e semplicità.  1Corinzi 7:3-5: “Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza”.

Dio ha creato l’uomo maschio e femmina. Circola ancora l'idea che il peccato di Eva e di Adamo non fosse quello di aver mangiato il frutto ma quello di un avvenuto rapporto sessuale, cosa contraria a tutta la Scrittura. Dio, creando l’uomo maschio e femmina, lo fece con caratteristiche sessuali ben differenti e poi disse loro: “Crescete e moltiplicate”  prima del peccato. Quindi l’unione fra Adamo ed Eva era sancita prima della disubbidienza. Dio ha dunque creato l’unione fra sessi opposti, da vivere nel matrimonio e non al di fuori di esso. E’ nel piano di Dio dunque che l’uomo si doni alla donna e la donna all’uomo. Quando Dio porta una coppia di sposi a vivere relazioni intime, essi le vivranno in piena e reciproca comunione fisica, morale e spirituale. Tali relazioni rappresentano il coronamento ed il simbolo del reciproco dono totale. E, quando Dio li conduce a un periodo in cui dovranno astenersi, essi potranno praticare la rinuncia senza rivolta, senza rivendicazioni, senza silenziosi rimproveri.

      Molti problemi nascono, crescono e si fortificano in una coppia quando quest’unione è negata da uno dei due partners. Questa negazione è un ostacolo da affrontare e superare altrimenti ci può essere una frattura insanabile. Talune persone hanno commesso adulterio per questa ragione, perciò essa rappresenta uno dei maggiori ostacoli all’armonia coniugale. La Parola di Dio invita a godere delle gioie coniugali (Proverbi 5:15-23).   La Parola di Dio c’invita a non privarci l’uno dell’altro, se non per una ragione molto valida: la preghiera. Questa privazione se perdura può essere pericolosa, perché può portare a commettere uno dei peccati più gravi come l’adulterio: “Ma, per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza”(1Corinzi 7:2-5). Non ci priviamo dell’intimità affettiva e fisica, ma siano i rapporti coniugali regolari e piacevoli: “Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Cerva d'amore, capriola di grazia, le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, e sii sempre rapito nell'affetto suo” (Proverbi 5:18,19).

QUINTA NUVOLA:

Mia moglie pensa solo all'aspetto esteriore.

E’ l'ultima nuvola: quante altre però ci sono!  E’ vero che le donne ritengono importante l’apparenza esteriore. Ad esse interessa maggiormente che cosa gli altri pensino. Pietro parla molto chiaramente alle donne sul pericolo di porre l'accento troppo sull’aspetto esteriore a scapito di quello interiore:“Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell'intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d'oro e nell'indossare belle vesti, ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore. Così infatti si ornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, restando sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abraamo, chiamandolo signore; della quale voi siete diventate figlie facendo il bene senza lasciarvi turbare da nessuna paura. Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch'esse sono eredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite. Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili” (1Pietro 3:3-8) .

    Fratelli, siamo onesti: le nostre mogli pensano anche a noi. E' vero che a volte restano a guardare  la vetrina di un negozio per un periodo di tempo che a noi sembra un'eternità, ma senza di loro noi non faremmo sempre dei buoni acquisti. Portiamo pazienza e amore. Abbiamo forse già dimenticato il frutto dello Spirito?

    Ostacoli veri o virtuali, nuvole che vogliono oscurare il sole. Dio ci aiuterà a spazzarle via, Lui stesso soffierà sulle nuvole dei nostri problemi e li allontanerà da noi, se solo desideriamo essere fedeli alla Sua Parola. Allora anche la nostra casa sarà un paradiso, perché Dio sarà con noi, le nuvole fuggiranno dalla Sua presenza e il sole della giustizia potrà splendere in tutta la sua forza,

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