Cristiani Evangelici di Fede Pentecostale

Divorzio 2

1. Medico, nel quale affrontare il malessere (anche fisico) che la coppia separata deve affrontare;

2. Spirituale, presentando il consiglio della parola di Dio;

3. Esegetico biblico.

UN PRINCIPIO INDISSOLUBILE

    Nel principio Dio ha stabilito i Suoi principi (Genesi 2:20-24). Il mondo oggi geme in pessime condizioni, perché gli uomini hanno ignorato i principi di Dio. 
I nostri problemi sorgono non dalla mancanza di beni di consumo o da un'inefficiente tecnologia, ma dall'aver respinto i comandamenti di Dio.
Gesù, parlando alle classi religiose del Suo tempo, disse: "Avete annullato la parola di Dio a motivo della vostra tradizione. Ipocriti, ben profetizzò Isaia di voi quando disse: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me" (Matteo 15:6-8).

    Molti vogliono un Gesù che non interferisca con i loro piani; non cercano i chiari comandamenti di Dio, ma vogliono una religione che rappacifichi in qualche modo la loro coscienza e permetta loro di dormire durante la notte.
Il matrimonio è la prima istituzione stabilita da Dio, esistente prima del peccato. L'Eterno ha stabilito la famiglia. Dio creò l'uomo e la donna in modo che fossero una sola carne: questa è una santa istituzione stabilita da Dio.
Adamo disse: "Questa è finalmente ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall'uomo" (Genesi 2:24). La famiglia è sacra ed è santificata da Dio. L'Eterno ha santificato l'unione dell'uomo e della donna, prima che Gesù venisse sulla terra e prima che il peccato entrasse nel mondo. 
Quest'unione è la più vecchia istituzione mai ordinata. I principi dell'unione matrimoniale erano fondati sulla santità: in nessun posto della Scrittura ci è suggerita l'idea che Dio abbia alterato quei principi per accontentare gli uomini peccaminosi. In Efesini 5:21-23 troviamo Paolo che, scrivendo alla Chiesa, espone il mistero della relazione tra Cristo e la chiesa, paragonandola al rapporto tra un uomo e la propria moglie. Questo è il principio d'unione della Genesi. L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e saranno una stessa cosa. 

    Quest'unione è una cosa santa che Dio ha dato agli uomini non per prenderla con superficialità, né per stimarla di poco valore: è più seria di quanto molti si rendano conto. Noi siamo stati programmati dal pensiero e dalle filosofie del ventesimo secolo che dicono: "Sì, sposati, ma non preoccuparti troppo; puoi sempre optare per il divorzio; se le cose vanno male non ti scoraggiare, puoi sempre divorziare da tua moglie e sposare qualcun'altra". Anche se non abbiamo accettato questo con le nostre menti e non ne abbiamo fatto la nostra opinione personale, tuttavia questo seme è stato piantato dalla società nella parte più profonda del nostro cuore.
Gesù e la Chiesa sono uno. Egli ha posto la relazione tra il marito e le moglie quale massima espressione in questo mondo, della unione tra Lui e la Sua Chiesa. Come Gesù non può essere separato dalla Sua Chiesa, così l'uomo non può essere separato dalla propria moglie. Dio non ha mai posto base alcuna per il divorzio, né lo ha stabilito come opzione per gli uomini peccaminosi, egoisti e pieni di concupiscenza. 
Il matrimonio è stato istituito per uomini senza peccato: Adamo ed Eva. La legge del matrimonio è antecedente alla legge di Mosè, risale all'origine della razza umana, prima che il peccato esistesse. Tralasciando quest'inconfutabile verità, molti cercano di usare il peccato per eludere il semplice insegnamento della Parola di Dio.
Certo si può avere comprensione per coloro che non conoscono Dio e ignorano la Sua Parola, ma siamo pervasi d'attonita perplessità nel considerare coloro che si fregiano del nome di Cristo, reputandosi popolo timorato di Dio e che buttano da parte quello che Dio ha chiaramente rivelato essere caro, prezioso e santo agli occhi Suoi. I due saranno uno: questo è il principio di Dio: "Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti, e sia il talamo incontaminato; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri" (Ebrei 13:4).

    Leggiamo anche nel profeta Malachia: "Eppure dite: Perché? Perché l'Eterno è testimonio tra te e la moglie della tua giovinezza, verso la quale ti conduci perfidamente, benché ella sia la tua compagna, la moglie alla quale sei legato da un patto" (Malachia 2:14). 

    In quel tempo i valori morali e spirituali in Israele erano degenerati al punto che il matrimonio non era più rispettato, non era considerato santo, né qualcosa da preservare, ma era intrapreso con molta superficialità: "Badate dunque allo spirito vostro, e niuno agisca perfidamente verso la moglie della sua giovinezza. Poiché Io odio il ripudio, dice l'Eterno degli eserciti. Badate dunque allo spirito vostro, e non agite perfidamente" (Malachia 2:15,16).
Dio odia il divorzio, Dio odia il ripudio. Il Signore non ha mai stabilito il divorzio come opzione al matrimonio in nessun caso. Questo è valido per qualsiasi tipo e categoria di persone. Certo il peccatore non ha interesse per la Parola di Dio e non presta attenzione ai suoi principi; per questo sarà eternamente separato da Dio, perché non fa attenzione ai comandamenti di Dio. Il peccato è la causa della separazione tra due persone. 

    L'amore non provoca separazione: Dio è amore. Il peccato, la concupiscenza, l'egoismo, l'avarizia sono la causa della separazione.
Dopo 2500 anni da quando Dio aveva istituito il matrimonio per uomini senza peccato, Mosè diede l'atto del divorzio per i figli d'Israele, uomini di collo duro, sviati, ribelli, incirconcisi e duri di cuore.
Mosè diede l'atto del divorzio, ma Dio non lo ha mai riconosciuto; non avrebbe potuto approvarlo, perché Egli è il Signore e non cambia. In Lui non ci sono variazioni né mutamenti; come avrebbe potuto alterare quel principio da Lui stabilito senza essere incoerente con Se stesso? Gli uomini oggi intravedono, nella loro miopia, debolezza e ribellione, uno spiraglio in quest'inseparabile relazione matrimoniale per realizzare i loro desideri carnali e mantenere calma la loro coscienza. Così si rivolgono alla legge di Mosè. 

    Migliaia di persone oggi stanno cercando di giustificare il divorzio speculando sulla legge di Mosè, commettendo un peccato tremendo verso Dio e verso il sangue di Gesù Cristo. Dio non ha istituito il divorzio insieme al matrimonio: "Dio non è un uomo, perché Egli menta, né un figlio d'uomo perché si penta. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?" (Numeri 23:19).
Molte persone hanno fatto Dio a loro immagine e somiglianza secondo i loro propri gusti e piaceri. Se Dio dice qualcosa che a loro non piace o ostacola l'adempimento delle loro concupiscenze, allora si adoperano per cambiare un po' gli insegnamenti di Dio e la Sua identità, proprio come facevamo i Farisei, rendendo inefficaci i comandamenti di Dio (annullandoli) e insegnano dottrine d'uomini con le loro tradizioni, ma è scritto: 

- "Poiché Io, l'Eterno non muto" (Malachia 3:6).

- "Così, volendo Iddio mostrare vie meglio agli eredi della promessa la immutabilità del Suo consiglio, intervenne con un giuramento, affinché, mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell'afferrar saldamente la speranza che ci era posta dinanzi" (Ebrei 6:17,18).

- "Ogni donazione buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto, discendendo dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra prodotta da rivolgimento" (Giacomo 1:17).

    Quello che Dio ha istituito nel principio è valido ancora oggi e non cambia. Gesù è venuto nel mondo non per darci una religione, ma per provocare una rivoluzione morale, dei cambiamenti sociali nel mondo:
"Voi avete udito che fu detto: "Non commettere adulterio". Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo. E se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo. Fu detto: "Chiunque ripudia sua moglie le dia l'atto di ripudio". Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio" (Matteo 5:27-32).

    Qui Gesù sta enunciando lo standard della moralità. L'uomo che commette adulterio, in azione o nel suo cuore è, in entrambi i casi, in pericolo di finire nell'inferno.
Leggiamo la domanda che i farisei fecero a Gesù: "Dei farisei gli si avvicinarono per metterlo alla prova, dicendo: "É lecito mandar via la propria moglie per un motivo qualsiasi?" (Matteo 19:3).

    Questo verso comparato con il 31 e 32 del capitolo quinto, ci mostra la condizione del cuore degli Israeliti di quel tempo. Erano così sviati da ritenere lecito che un uomo mandasse la propria moglie per qualunque ragione. Le loro concezioni sulle leggi che governavano il legame matrimoniale erano piuttosto moderniste.

    Ascoltiamo la risposta di Gesù: "Ed egli rispose loro: "Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: "Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne?" (Matteo 19:4,5).
Gesù subito si fonda sul principio stabilito da Dio all'origine. Egli non soltanto enuncia il principio originale del matrimonio confermandolo, ma lo rinforzò con l'enfatica dichiarazione: "Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi" (Matteo 19:6).

    Dopo 4000 anni dall'istituzione del principio divino del matrimonio, Gesù lo stabilisce ancora, dichiarandolo valido ed enfatizzandone la profondità. Dio ha stabilito il matrimonio per la vita, cioè fin tanto che i coniugi sono entrambi in vita. Le due persone che contraggono il patto matrimoniale dovrebbero rimanere sposate senza mai ricercare di porre fine a questa relazione sacra, santa e ordinata da Dio. Cercare il divorzio è peccaminoso e sbagliato: "Non commettere adulterio. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo". Or tutto il popolo udiva i tuoni, il suono della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tal vista, tremava e stava lontano" (Esodo 24:14,17-18).
I comandamenti non menzionano il divorzio, ma indirettamente per mezzo del settimo e dell'ottavo, lo proibiscono.

    Quando Dio diede le Sue leggi, i cuori degli Israeliti furono colpiti dal terrore, pervasi dal timore di Dio. Chi oggi ha timore della legge di Dio? I Farisei nel capitolo 19 di Matteo compresero bene quello che Gesù intendeva dire, ma vennero per tentarLo. Nei loro cuori sapevano bene quello che la legge diceva, la loro coscienza diceva quali erano i principi di Dio e l'attitudine che avrebbero dovuto avere nei confronti del matrimonio. 

    Essi vivevano in una società molto permissiva nella quale un uomo poteva per qualsiasi ragione scrivere un atto di divorzio, mandare via la propria moglie e sposarne un'altra. Volevano intrappolare Gesù, per questo Egli si riferì alle origini, dicendo: "Quel che Dio ha unito l'uomo non separi." 
Gesù stava dicendo che il divorzio non esisteva proprio. Dio non ne riconosceva valida la su istituzione. Non è chiaro? Essi chiesero: "É lecito mandar via la propria moglie per un motivo qualsiasi?"
Gesù rispose: "Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: "Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne?"

    Non saranno mai più due, ma una sola carne; sono uniti insieme. Divorziare dalla moglie è come amputarsi un braccio o una gamba. I due sono una sola carne. Nessuno ha mai odiato la sua carne. Essi compresero bene quello che Gesù stava dicendo, cioè che non c'era una cosa tale come il divorzio, che Dio non lo accettava, né lo accetterà mai. È chiaro che compresero esattamente, perché dissero: "Perché dunque Mosè comandò di scriverle un atto di ripudio e di mandarla via?"
Gesù stava insegnando apertamente che il divorzio agli occhi di Dio non è lecito. Egli rispose: "Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così".

    È questo un consenso da parte di Gesù a ripudiare la propria moglie? Sta Egli permettendo ai Suoi discepoli ed ai Farisei di divorziare dalle loro mogli? NO, tutto quello che sta facendo è ripetere quello che Mosè aveva dichiarato. Gesù non disse che era giusto o accettabile o che fosse un'opzione, ma disse che da principio non era così. Poi aggiunse: "Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio".
"Ecco la clausola," qualcuno dirà "quando non sia per ragione di fornicazione!" Dio non cambia i Suoi termini di paragone, i Suoi modelli di vita, i Suoi principi. Gesù non ha mai abbassato il livello dei principi del matrimonio, se lo avesse fatto non sarebbe stato Dio nella carne.

    Tutti fanno riferimento a questa breve clausola: "...quando non sia per motivo di fornicazione." Tutti pensano di poter travisare la legge di Mosè. Ma leggiamo in Deuteronomio 24:1-4: "Quando un uomo sposa una donna che poi non vuole più, perché ha scoperto qualcosa di indecente a suo riguardo, le scriva un atto di ripudio, glielo metta in mano e la mandi via. Se lei, uscita dalla casa di quell'uomo, diviene moglie di un altro e se quest'altro marito la prende in odio, scrive per lei un atto di divorzio, glielo mette in mano e la manda via di casa sua, o se quest'altro marito, che l'aveva presa in moglie, muore il primo marito, che l'aveva mandata via, non potrà riprenderla in moglie, dopo che lei è stata contaminata, poiché sarebbe cosa abominevole agli occhi del Signore. Tu non macchierai di peccato il paese che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità".

    Questo è ciò che la legge di Mosè aveva da dire. Se andiamo indietro di qualche capitolo, potremo identificare meglio cosa s'intende per "qualcosa d'indecente o vergognoso". L'unica ragione per la quale un uomo aveva il diritto di mandar via la moglie dandole l'atto di divorzio, era l'aver trovato in lei qualcosa di vergognoso.
Nel capitolo 22:13 ci viene spiegato meglio il significato: "Se un uomo sposa una donna, coabita con lei e poi la prende in odio, l'accusa di cose turpi e la diffama, dicendo: 'Ho preso questa donna, e quando mi sono accostato a lei non l'ho trovata vergine', il padre e la madre della giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li produrranno dinanzi agli anziani della città, alla porta; e il padre della giovane dirà agli anziani: 'Io ho dato la mia figliuola per moglie a quest'uomo; egli l'ha presa in odio, ed ecco che la accusa di cose infami, dicendo: Non ho trovato vergine la tua figliola; or ecco qua i segni della verginità della mia figlia". E spiegherà il lenzuolo davanti agli anziani della città. Allora gli anziani di quella città prenderanno il marito e lo castigheranno; e siccome ha diffamato una vergine d'Israele, lo condanneranno a un'ammenda di cento sicli d'argento, che daranno al padre della giovane. Ella rimarrà sua moglie ed egli non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita. Ma se la cosa è vera, se la giovane non è stata trovata vergine, allora sì farà uscire quella giovane all'ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà, sì ch'ella muoia, perché ha commesso un atto infame in Israele, prostituendosi in casa di suo padre. Così toglierai via il male di mezzo a te."

    Per i gentili era impossibile comprendere questo, perché non conoscevano Dio. Israele è l'unica nazione nella storia del mondo che abbia avuto la conoscenza di Dio. Gli Israeliti, per il fatto che avevano i comandamenti di Dio, conducevano una vita fondata su un'elevata moralità. Erano l'unico popolo con alti valori morali. Dalla caduta di Adamo, dall'omicidio di Caino, l'umanità aveva continuato a degenerare e sprofondare nella pratica della concupiscenza; continuò a peggiorare fino ai giorni di Noè nei quali il peccato degli uomini era di natura fondamentalmente sessuale. Dopo aver distrutto quella generazione di persone adultere che si erano votate alla fornicazione, disonorando i propri corpi, commettendo cose turpi tra loro (vedi Romani capitolo 1), Dio suscitò una nuova generazione e si propose di rivelare Se stesso alla nazione d'Israele per mezzo di Abramo, Isacco e Giacobbe. La nazione di Israele aveva così un alto livello di moralità perché Dio è un Dio santo. Il ripudio concesso da Mosè, nel caso in cui un uomo avesse trovato qualcosa di vergognoso in sua moglie, si riferiva unicamente alla verginità della sposa. In altre parole un giudeo non era obbligato a vivere con sua moglie se al momento della loro unione scopriva che aveva avuto dei rapporti prematrimoniali, rivelandosi quindi una fornicatrice. Anche nelle nostre società una volta vigevano gli stessi principi, oggi purtroppo s'ignora o si è quasi dimenticato il significato del termine "verginità". Se i genitori della giovane sposa erano in grado di dimostrare l'innocenza della figlia mediante i segni della sua verginità (spiegando il lenzuolo della prima notte di matrimonio), il marito era castigato dagli anziani della città. Egli pagava un'ammenda di cento sicli d'argento al padre di lei, per avere diffamato la figlia di lui, ed "Ella rimarrà sua moglie ed egli non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita" (Deuteronomio 22:19).

    Dai versi 20 e 21 comprendiamo, perché Gesù diceva "eccetto che per fornicazione", non ha detto "eccetto che per adulterio," ma "eccetto che per fornicazione". Gesù riconosceva che anche nei giorni del Nuovo Testamento un uomo non doveva vivere con sua moglie se questa non fosse stata trovata vergine. Dio vuole che noi siamo santi, che non viviamo come una massa di animali. Molti si appoggiano alla legge di Mosè per trovare una ragione in base alla quale divorziare, ma se questa è la loro intenzione, perché allora non osservano tutta la legge di Mosè?
"Quando si troverà un uomo coricato con una donna sposata, tutti e due moriranno: l'uomo che si è coricato con la donna, e la donna. Così toglierai via il male di mezzo a Israele" (Deuteronomio 22:22).

    In tutto il capitolo 22 di Deuteronomio possiamo vedere come Dio aborrisce e odia i peccati sessuali e come questi siano un'abominazione ai Suoi occhi. In Malachia abbiamo letto che il Signore è testimone tra l'uomo e la moglie della sua giovinezza, Egli vede ogni cosa: "Sacrificano in cima ai monti, bruciano incenso sui colli sotto la quercia, il pioppo e il terebinto, perché la loro ombra è buona; perciò le vostre figlie si prostituiscono, e le vostre nuore commettono adulterio" (Osea 4:13).
Dopo aver parlato ai Farisei, Gesù dichiarò la stessa verità ai suoi discepoli. Questo è il chiaro insegnamento del Nuovo Testamento: "Chiunque manda via la moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; e chiunque sposi una donna mandata via dal marito, commette adulterio" (Luca 16:18).

    Lo stesso concetto è presentato dall'apostolo Paolo: "Infatti la donna maritata è per legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Onde è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è un'adultera se diviene moglie di un altro uomo" (Romani 7:2-3).
Qui Paolo non sta parlando della legge dei dieci comandamenti, ma della legge morale del matrimonio. I dieci comandamenti direttamente non dicevano niente nei confronti del divorzio, ma chiaramente dicevano "non commettere adulterio".
L'insegnamento diceva che dal momento che un uomo e una donna erano uniti diventavano una sola carne e se si separavano, andando a vivere con qualcun'altro, commettevano adulterio. Le scritture di Matteo quindi avevano a che fare con i casi di peccato prematrimoniale e non con l'adulterio durante la vita coniugale. Molti si appoggiano a questa clausola di Matteo per ottenere il divorzio, ma questo non è scritturale, perché una tale interpretazione non è in armonia con il resto della Parola di Dio. La parola di due, tre testimoni è verace. 

    Non si può prendere una scrittura isolata ed edificare su essa una dottrina importante come questa, una questione di vita o di morte. Paolo non disse che una donna è libera dal marito se questo muore o se commette adulterio. Se l'adulterio fosse una ragione valida al divorzio e al rimatrimonio, la Scrittura direbbe: "Se il marito commette adulterio, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito", ma non dice così. Se tua moglie, o tuo marito, commette adulterio, questo non ti dà il diritto di cercare una nuova moglie o un nuovo marito.

    Gesù innalzò il livello dell'istituzione matrimoniale al di sopra di quello che governava nel Vecchio Testamento. Per salvaguardare l'istituzione del matrimonio dai desideri egoistici, proibì al coniuge innocente di risposarsi. Una donna è legata al marito fin tanto che egli vive. Non importa se agisce come un diavolo, se ha rapporti con altre donne; qualsiasi cosa faccia, se egli è vivo, la moglie è legata a lui; se ella sposa un altro commette adulterio: "La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di sposarsi con chi vuole, purché lo faccia nel Signore" (1Corinzi 7:39).

    Come possiamo negare i comandamenti del chiaro insegnamento di Gesù Cristo? Gesù non ha mai dato il Suo consenso al divorzio; parlando con i Farisei dichiarò di nuovo che il divorzio è peccato. Anche oggi il divorzio è peccato, tanto quanto lo era quando gli uomini lo istituirono.
E la separazione? "Ai coniugi poi ordino, non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito (se si fosse separata, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito); e che il marito non mandi via la moglie" (1Corinzi 7:10,11).
La gente cerca delle scappatoie, ma qui è chiaro che per il popolo di Dio non c'è possibilità di divorzio.

    Tu dirai: "Ma mio marito è un adultero, non ho io il diritto di divorziare da lui e sposare un altro?" No, non hai nessun diritto, tu sei morta a te stessa, un cristiano non ha nessun diritto. Non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia. Che significa grazia? Significa che siamo morti a noi stessi e la vita che ora viviamo nella carne, la viviamo nella fede nel Figlio di Dio.

    Per questo Gesù poteva dire di perdonare il nostro fratello settanta volte sette in un solo giorno. Questo risolverebbe qualsiasi problema matrimoniale. Perdonarlo per cosa? Per tutto, eccetto che adulterio o peccati d'origine sessuale? No, devi perdonarlo anche per questo: sei legata a lui. 

    Per questo la Scrittura dice enfaticamente di non porsi sotto il giogo con un non credente e proibisce i matrimoni misti. Proibisce che un credente sposi una non credente. Se tuo marito ti lascia e va a vivere con un'altra donna, ancora devi amarlo, perché è sviato, è un'anima perduta. Questo non ti dà il diritto di cercare qualcun altro, devi invece amare quell'anima perduta che procede verso l'inferno. Quando veniamo a Gesù, noi entriamo a far parte della sposa di Cristo; è possibile che poi se ci sviamo, Dio ci manderà via dalla Sua presenza, dalla Sua comunione, ma non ci ripudierà cominciando a cercare qualcun altro. Egli opera, affinché siamo riconciliati con Lui, eliminando le divergenze della nostra vecchia natura che ci differenziano dalla Sua personalità.

    Nel Vecchio Testamento un fornicatore o un adultero non poteva risposarsi, perchè era lapidato subito dopo essere stato colto sul fatto. Nei giorni di Gesù era proprio come nei nostri giorni: nessuno considerava più le leggi di Dio, ma tutti divorziavano e si risposavano secondo le loro passioni. In Geremia 3:1 leggiamo: "L'Eterno dice: Se un uomo ripudia sua moglie e questa se ne va da lui e si marita ad un altro, quell'uomo torna egli forse ancora da lei? Il paese stesso non ne sarebbe egli tutto profanato? E tu, che ti sei prostituita con molti amanti, ritorneresti a me? Dice l'Eterno." 
Nel verso 12 è scritto: "Va', proclama queste parole verso il settentrione, e di': "Torna, o infedele Israele", dice il Signore; "io non vi mostrerò un viso accigliato, poiché io sono misericordioso", dice il Signore "e non serbo l'ira per sempre". 
Come possiamo, noi che abbiamo sperimentato la grazia di Dio, ripudiare la nostra moglie o il nostro marito e andare a cercarne un altro, pur continuando a proclamarci cristiani? Dove sarebbe la manifestazione della legge dell'amore operante nella nostra vita?

    La Bibbia afferma che il marito non credente è santificato dalla moglie: "Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono obbligati a continuare a stare insieme; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace" (1Corinzi 7:15). 
Questo non nel senso che il coniuge è adesso libero di risposarsi, come molti vogliono pensare, ma nel senso che non deve rinunciare alla sua esperienza di salvezza in Cristo, che non è legata al punto di dover rinnegare la sua fede. Il marito dice: "Se non metti da parte questo Gesù e la tua fede non potremo continuare a vivere insieme, io me ne andrò via". Ecco, in questo caso la moglie non è vincolata, non è obbligata a rinnegare la sua fede sacrificandola all'altare del legame matrimoniale. Non deve darsi alle concupiscenze mondane della vita come il marito vorrebbe, vivendo una vita peccaminosa.

    È importante notare come il testo, nel verso 11, escluda ogni possibilità di risposarsi. La moglie deve essere pronta alla riconciliazione, deve adoperarsi con preghiere e intercessioni a questo fine. Il messaggio fondamentale della Bibbia non è forse la riconciliazione?

    In alcune chiese non vi è una chiara interpretazione delle Scritture. Sul fondamento del compromesso si è creata un'atmosfera di "comprensione" che offusca il limpido insegnamento della Parola: "Non sapete che gl'ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio" (1Corinzi 6:9,10).

    Non illudiamoci, non si può eludere l'infinita onniscienza di Dio, non si può entrare furtivamente nel Suo regno.
Molti, venendo alla "salvezza", si trovano nella condizione di essere sposati con una seconda moglie o con un secondo marito, dopo aver divorziato dalla prima o dal primo. Io non capisco, per cominciare, come una persona possa essere considerata salvata se la sua vita è in netto contrasto con l'insegnamento della Parola. Si dice: "Ma questo è avvenuto prima, cosa possiamo fare adesso?" Se tu avessi rubato un cavallo prima della tua conversione, questo rimarrebbe un cavallo rubato, quindi illegittimamente tuo, anche dopo. È una realtà dolorosa, ma come potremmo travisare il pensiero eterno di Dio per salvaguardare i nostri sentimenti terreni? La legge dell'amore richiede un'applicazione rigida di tutto il consiglio di Dio. Egli onora la nostra fedeltà alla Sua Parola ed è in grado di fare infinitamente al di là di quello che domandiamo o pensiamo, riconciliazione compresa.

DIO ODIA IL DIVORZIO

    "Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati! Poiché nel numero di costoro ci sono quelli che si insinuano nelle case e circuiscono donnette cariche di peccati, agitate da varie passioni, le quali cercano sempre d'imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità" (2Timoteo 3:1-7).

    Negli ultimi giorni molti verranno meno, abbandonandosi ai desideri della loro carne; questo avviene proprio oggi anche nella chiesa di Dio. Tra i cristiani d'America un matrimonio su tre si dissolve nel divorzio! Questo comincia a diffondersi anche qui; consideriamolo dunque un avvertimento per non lasciare che un tale errore penetri nella chiesa in Italia. Solo alcuni anni fa non si sarebbe neanche pensato al divorzio, ma oggi, mentre il peccato cresce e gli uomini cercano di distruggere quei principi sui quali è fondata la nostra fede, esso è divenuto una scappatoia.

    In quest'articolo esporremo come un uomo, in qualsiasi circostanza, secondo la Scrittura, non può lasciare sua moglie senza commettere un peccato che menerà alla morte. Cercheremo anche di enfatizzare l'insegnamento della Parola di Dio concernente quelle ragioni che alcuni hanno cercato di usare per coprire il loro peccato. Leggete con noi e investigate voi stessi le Scritture: "Io odio il ripudio, dice l'Eterno" (Malachia 2:16).

    Essendo la Chiesa la Sposa di Cristo, Egli non divorzierà mai da lei, secondo quanto ha dichiarato molte volte nel Vecchio e nel Nuovo Testamento. Questa è la natura di Dio ed un Suo santo principio:

- "Non commettere adulterio" (Esodo 20:16).

- "L'Eterno dice: Se un uomo ripudia la sua moglie e questa se ne va da lui e si marita a un altro, quell'uomo torna egli forse ancora da lei? Il paese stesso non ne sarebb'egli tutto profanato? E tu, che ti sei prostituita con molti amanti, ritorneresti a me? Dice l'Eterno" (Geremia 3:1)

    Leggiamo che, anche se Dio avesse avuto delle ragioni per le quali lasciare la Chiesa, tuttavia, non lo ha fatto; ma amandola ha detto: "Ritorna". Questo dovrebbe essere il desiderio d'ogni uomo che conosce Dio, non divorziare, ma riconciliarsi: "Eppure dite: "Perché?" Perché il Signore è testimone fra te e la moglie della tua giovinezza, verso la quale agisci slealmente, sebbene essa sia la tua compagna, la moglie alla quale sei legato da un patto. Ma, direte voi, non ce n'è uno che fece così? E tuttavia, lo spirito rimase in lui. Ma perché quell'uno lo fece? Perché cercava la discendenza promessagli da Dio. Badate dunque al vostro spirito e nessuno agisca slealmente verso la moglie della sua giovinezza" (Malachia 2:14,15).

    La volontà di Dio è molto chiara nella Sua Parola e anziché cambiarla o travisarla, abbiamo bisogno di obbedire ad essa. Il Nuovo Testamento ha molto da dire a proposito di questo soggetto e possiamo vedere ancor più chiaramente l'odio che il nostro amato Signore ha per il divorzio. In Marco 10:11-12 e Luca 16:15-18 leggiamo esplicitamente che chiunque manda via sua moglie, commette adulterio.
In Matteo 19:9 vediamo ciò che appare come un'eccezione alle parole di Gesù e da cui sorge una giustificazione per liberarsi dal voto del matrimonio: "Tranne che per motivo di fornicazione".

    Questo sembra in contraddizione con gli altri due evangeli, ma il nostro santo Signore non ha fatto sbaglio alcuno. Se guardiamo da vicino, vediamo che secondo la legge giudaica, una donna colta in adulterio era presa e lapidata. In Luca 16:18, leggiamo con attenzione l'ultima dichiarazione "chi la sposa", cos'è che fa? Esattamente, commette adulterio. Chiunque sposa una persona divorziata, proprio come è detto in Marco e Luca, pecca contro Dio.

    In questo periodo della storia i genitori organizzavano i matrimoni dei loro figli sin dalla nascita e la persona interessata di solito non vedeva la futura moglie o il futuro marito fino al giorno del proprio matrimonio. Se la ragazza dopo sposata non era trovata vergine, allora il matrimonio era immediatamente annullato. È chiaro che questa è la situazione alla quale Gesù alludeva usando la parola "fornicazione", non nel caso in cui uno dei due coniugi cade in peccato sessuale, come molti proclamano oggi traendone una ragione per divorziare. Non dimentichiamo che Gesù diceva chiaramente in Marco e Luca che nessuno, per nessuna ragione, può divorziare dal proprio coniuge:

- La donna sposata è legata per legge al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, è sciolta dalla legge che la lega al marito. Perciò se lei diventa moglie di un altro uomo mentre il marito vive, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera da quella legge; per cui non è adultera se diventa moglie di un altro uomo" (Romani 7:2,3).

- "Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcili col marito); e che il marito non lasci la moglie" (1Corinzi 7:10,11).

Paolo sostiene esattamente ciò che il nostro Signore disse; nessuno per nessuna ragione può divorziare ed entrare nel regno di Dio. È così semplice; è incredibile che degli uomini di Dio possano non vedere questa realtà e permettere che un tale abominevole peccato penetri in una famiglia cristiana. Essi incoraggiano i fratelli, dichiarando che in alcune circostanze il divorzio è da Dio.
Il concetto più popolare, usato per giustificare il divorzio, è quello che se un uomo fosse stato sposato e poi divorziato, prima di essere salvato, potrebbe risposarsi perchè Gesù ha lavato i suoi peccati ed egli è una nuova creatura in Cristo. Lasciatemi dire che questo è assolutamente ridicolo e non ha nessun fondamento biblico: "Ed Egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina, e disse: Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre e s'unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne?" (Matteo 19:4,5).

    Dio ha istituito il matrimonio, prima che il peccato esistesse; così, sia che siamo salvati o perduti, i voti del nostro matrimonio sono validi e niente può romperli; siamo sposati e "quel che Dio ha congiunto l'uomo non separi". 
Gesù mette i nostri peccati nel mare dell'oblio, ma non le nostre vite umane. Se un uomo fosse sposato prima di essere salvato, lo è ancora dopo essere salvato, nessuno può cambiare ciò che è stabilito dal Dio Onnipotente! La dottrina della grazia non ha niente a che vedere con il matrimonio: "Che faremo dunque? Peccheremo forse perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? No di certo! (Romani 6:1 5).
Un altro soggetto molto usato è che se un non credente si separa da un credente, questi è libero dal vincolo matrimoniale: "Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono obbligati a continuare a stare insieme; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace" (1Corinzi 7:15).
Come dice Romani 7:2 un uomo e una donna sono legati finché il proprio coniuge vive su questa terra, dunque il divorzio non può essere la separazione legittima per mantenere la pace.

    È la volontà di Dio che i coniugi credenti possano pregare ed amare i loro consorti non credenti, e, se possibile, stare con loro come testimonianza, affinché un giorno anch'essi possano conoscere l'amore del nostro prezioso Gesù.
Quello che è scritto qui non è molto popolare, perchè oggi molti, pur pretendendo di essere salvati, sono divorziati. Senz'altro molte critiche saranno lanciate con questo articolo, ma invece di seguire l'orientamento della massa, dobbiamo essere pronti a vivere secondo quello che dice la Parola di Dio. È vero che in America e in Europa settentrionale molti stanno dando il loro consenso e divorziano, ma prendiamo una netta posizione contro questo peccato palese e seguiamo Gesù in santità.
Che cosa dovremmo fare? Investigare la Parola di Dio, pregare e fare quello che la Bibbia ci dice, consigliando gli altri a fare lo stesso. Noi tutti possiamo riposare con più facilità sapendo che stiamo seguendo il Signore e non questi tempi moderni degenerati.


Graphic & Design:  Mitar Computer
Copyright ©Cristiani Evangelici 2000 - All right reserved